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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06262026-192853


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06262026-192853
Titolo
Anomalie fetali di interesse chirurgico: l'importanza di un percorso di gestione multidisciplinare personalizzato
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Ghionzoli, Marco
correlatore Dott.ssa Cordola, Chiara
correlatore Dott. Luchi, Carlo
Parole chiave
  • chirurgia pediatrica
  • diagnosi prenatale
  • malformazioni congenite
  • percorso multidisciplinare
  • unità materno-fetali
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La diagnosi prenatale di malformazioni fetali chirurgiche richiede percorsi coordinati per ottimizzare gli outcome e supportare le famiglie. La Regione Toscana ha promosso a tal fine le Unità Materno-Fetali (UMF) multidisciplinari. Questo studio retrospettivo e osservazionale valuta l'efficacia del percorso pre- e post-natale applicato a 31 gestanti afferite in AOUP, dalla diagnosi al follow-up.
In base alla complessità, le pazienti sono state indirizzate alla centralizzazione del parto (AOU Careggi) con successivo trasferimento del neonato alla chirurgia pediatrica (IRCCS AOU Meyer), oppure alla gestione periferica/AOUP per i quadri senza necessità di intervento perinatale.
L'apparato urinario è risultato il più coinvolto, seguito da: respiratorio, gastrointestinale, genitale e linfangiomi. Escluse 2 interruzioni di gravidanza, su 29 parti, 15 sono avvenuti in AOUP, 6 a Careggi (alta complessità) e 8 nei presidi territoriali. La malformazione non implica sempre la chirurgia: quasi tutte le anomalie urinarie sono state gestite in modo conservativo, mentre l'intervento è servito per la maggior parte delle anomalie respiratorie, gastrointestinali e nei linfangiomi.
L'UMF, collaborando con l’equipe di chirurgia pediatrica, si conferma un modello efficace nella stratificazione del rischio e nella centralizzazione selettiva. Garantisce la continuità assistenziale tra centri periferici e hub, evita sovra-trattamenti nei casi minori e assicura tempestività di intervento nelle urgenze neonatali.
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