Tesi etd-06262026-175006 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06262026-175006
Titolo
UTILIZZO DEL SACCHAROMYCES BOULARDII NELLA PREVENZIONE DEL DANNO INTESTINALE DA FARMACI ANTI-INFIAMMATORI NON STEROIDEI
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Relatori
.
relatore Prof. Fornai, Matteo
relatore Prof.ssa Testai, Lara
relatore Prof.ssa Testai, Lara
Parole chiave
- Danni intestinali;
- farmaci anti-infiammatori no0n steroidei
- microbiota;
- Saccharomyces boulardii
Data inizio appello
15/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Nonsteroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) are widely used to treat pain and inflammatory conditions, but their use is often associated with adverse digestive effects, including damage to the intestinal mucosa, increased epithelial permeability, alterations in the microbiota, and activation of innate immunity, resulting in inflammation and local injury.
The aim of this study was to evaluate the protective effect of the probiotic Saccharomyces boulardii CNCM I-745 (S. boulardii) on the distal small intestine in an animal model of NSAID-induced enteropathy.
The study was conducted on 40-week-old male albino rats treated with diclofenac (4 mg/kg twice daily for 14 days) to induce intestinal damage. The probiotic was administered orally twice daily (3 g/kg) according to two protocols: a preventive (14 days before starting diclofenac treatment) and a curative (concurrent with the start of NSAID administration).
Treatment with diclofenac resulted in the development of intestinal damage associated with increased levels of myeloperoxidase (MPO, an index of mucosal infiltration by polymorphonuclear cells), malondialdehyde (MDA, an index of oxidative stress), TNF and IL-1β (pro-inflammatory cytokines), activation of the TLR-2, TLR-4, MyD88, and NF-κB p65 pathways, and increased fecal calprotectin and fecal butyrate. Diclofenac also reduced hemoglobin, occludin, and the butyrate transporter MCT1. Finally, the NSAID contributed to alterations in the composition of the intestinal microbiota (in the ileum and feces).
Treatment with S. boulardii, in both the preventive and curative protocols, reversed most of these changes. Only preventive administration of the probiotic counteracted the NSAID-induced reduction in MCT1 expression and the increase in fecal butyrate levels. No significant changes in occludin expression were observed after treatment with the probiotic.
Treatment with S. boulardii prevents diclofenac-induced enteropathy through anti-inflammatory and antioxidant effects. These effects are likely related to an increase in the tissue bioavailability of butyrate, resulting in improved butyrate absorption by the intestinal mucosa.
The aim of this study was to evaluate the protective effect of the probiotic Saccharomyces boulardii CNCM I-745 (S. boulardii) on the distal small intestine in an animal model of NSAID-induced enteropathy.
The study was conducted on 40-week-old male albino rats treated with diclofenac (4 mg/kg twice daily for 14 days) to induce intestinal damage. The probiotic was administered orally twice daily (3 g/kg) according to two protocols: a preventive (14 days before starting diclofenac treatment) and a curative (concurrent with the start of NSAID administration).
Treatment with diclofenac resulted in the development of intestinal damage associated with increased levels of myeloperoxidase (MPO, an index of mucosal infiltration by polymorphonuclear cells), malondialdehyde (MDA, an index of oxidative stress), TNF and IL-1β (pro-inflammatory cytokines), activation of the TLR-2, TLR-4, MyD88, and NF-κB p65 pathways, and increased fecal calprotectin and fecal butyrate. Diclofenac also reduced hemoglobin, occludin, and the butyrate transporter MCT1. Finally, the NSAID contributed to alterations in the composition of the intestinal microbiota (in the ileum and feces).
Treatment with S. boulardii, in both the preventive and curative protocols, reversed most of these changes. Only preventive administration of the probiotic counteracted the NSAID-induced reduction in MCT1 expression and the increase in fecal butyrate levels. No significant changes in occludin expression were observed after treatment with the probiotic.
Treatment with S. boulardii prevents diclofenac-induced enteropathy through anti-inflammatory and antioxidant effects. These effects are likely related to an increase in the tissue bioavailability of butyrate, resulting in improved butyrate absorption by the intestinal mucosa.
Riassunto (Italiano)
I farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) sono ampiamente utilizzati per il trattamento del dolore e delle condizioni infiammatorie, ma il loro impiego è spesso associato a effetti avversi digestivi, tra cui danni alla mucosa intestinale, aumento della permeabilità epiteliale, alterazioni del microbiota e attivazione dell’immunità innata, con conseguente sviluppo di infiammazione e danno locale.
Lo scopo di questo studio è stato valutare l’effetto protettivo del probiotico Saccharomyces boulardii CNCM I-745 (S. boulardii) sull’intestino tenue distale in un modello animale di enteropatia indotta da FANS.
Lo studio è stato condotto su ratti albini maschi di 40 settimane di età, trattati con diclofenac (4 mg/kg due volte al giorno per 14 giorni) per indurre danno intestinale. Il probiotico è stato somministrato per via orale due volte al giorno (3 g/kg) secondo due protocolli: uno preventivo (14 giorni prima dell’inizio del trattamento con diclofenac) e uno curativo (in concomitanza con l’inizio della somministrazione del FANS).
Il trattamento con diclofenac ha determinato lo sviluppo di un danno intestinale associato ad un aumento di mieloperossidasi (MPO, indice di infiltrato mucosale da parte di cellule polimorfonucleate), malondialdeide (MDA, indice di stress ossidativo), TNF e IL-1β (citochine pro-infiammatorie), attivazione della via TLR-2, TLR-4, MyD88 e NF-κB p65, incremento della calprotectina fecale e del butirrato fecale. Diclofenac ha inoltre determinato una riduzione di emoglobina, occludina e del trasportatore del butirrato MCT1. Infine, il FANS ha contribuito a determinare alterazioni nella composizione del microbiota intestinale (a livello dell’ileo e delle feci).
Il trattamento con S. boulardii, sia in protocollo preventivo che curativo, ha contrastato la maggior parte di queste alterazioni. Solo la somministrazione preventiva del probiotico ha contrastato la ridotta espressione di MCT1 indotta dal FANS e l'aumento dei livelli di butirrato fecale. Non sono state osservate variazioni significative nell'espressione dell'occludina dopo il trattamento con il probiotico.
Il trattamento con S. boulardii previene l'enteropatia indotta dal diclofenac attraverso attività antinfiammatorie e antiossidanti. Tali effetti sono probabilmente correlati a un aumento della biodisponibilità tissutale del butirrato, grazie a un miglioramento dell'assorbimento del butirrato da parte della mucosa intestinale.
Lo scopo di questo studio è stato valutare l’effetto protettivo del probiotico Saccharomyces boulardii CNCM I-745 (S. boulardii) sull’intestino tenue distale in un modello animale di enteropatia indotta da FANS.
Lo studio è stato condotto su ratti albini maschi di 40 settimane di età, trattati con diclofenac (4 mg/kg due volte al giorno per 14 giorni) per indurre danno intestinale. Il probiotico è stato somministrato per via orale due volte al giorno (3 g/kg) secondo due protocolli: uno preventivo (14 giorni prima dell’inizio del trattamento con diclofenac) e uno curativo (in concomitanza con l’inizio della somministrazione del FANS).
Il trattamento con diclofenac ha determinato lo sviluppo di un danno intestinale associato ad un aumento di mieloperossidasi (MPO, indice di infiltrato mucosale da parte di cellule polimorfonucleate), malondialdeide (MDA, indice di stress ossidativo), TNF e IL-1β (citochine pro-infiammatorie), attivazione della via TLR-2, TLR-4, MyD88 e NF-κB p65, incremento della calprotectina fecale e del butirrato fecale. Diclofenac ha inoltre determinato una riduzione di emoglobina, occludina e del trasportatore del butirrato MCT1. Infine, il FANS ha contribuito a determinare alterazioni nella composizione del microbiota intestinale (a livello dell’ileo e delle feci).
Il trattamento con S. boulardii, sia in protocollo preventivo che curativo, ha contrastato la maggior parte di queste alterazioni. Solo la somministrazione preventiva del probiotico ha contrastato la ridotta espressione di MCT1 indotta dal FANS e l'aumento dei livelli di butirrato fecale. Non sono state osservate variazioni significative nell'espressione dell'occludina dopo il trattamento con il probiotico.
Il trattamento con S. boulardii previene l'enteropatia indotta dal diclofenac attraverso attività antinfiammatorie e antiossidanti. Tali effetti sono probabilmente correlati a un aumento della biodisponibilità tissutale del butirrato, grazie a un miglioramento dell'assorbimento del butirrato da parte della mucosa intestinale.
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| TESI_ANN...NZONE.pdf | 2.42 Mb |
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