Tesi etd-06262026-120928 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06262026-120928
Titolo
Osservazioni sulla differenziazione e rigenerazione in vitro di Dendrophylax lindenii
Dipartimento
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
BIOTECNOLOGIE VEGETALI E MICROBICHE
Relatori
.
relatore Prof.ssa Pistelli, Laura
relatore Prof. Perata, Pierdomenico
correlatore Trivellini, Alice
relatore Prof. Perata, Pierdomenico
correlatore Trivellini, Alice
Parole chiave
- callo
- Dendrophylax lindenii
- ipossia
- orchidea
Data inizio appello
13/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/07/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Dendrophylax lindenii è un'orchidea epifita a rischio di estinzione. Il presente studio ha l'obiettivo di comprendere i processi di differenziazione dei calli di questa specie per sviluppare protocolli di micropropagazione in vitro a supporto della conservazione della specie. A tal fine è stato adottato come modello lo studio di Koo et al., che descrive, in Arabidopsis thaliana, il ruolo di RAP2.12, regolatore della risposta anaerobica, nella differenziazione del callo mediata da acido salicilico. Parallelamente, è stata avviata la caratterizzazione molecolare di D. lindenii, specie per la quale le informazioni genomiche risultano ancora limitate.
Sono state effettuate misurazioni della concentrazione di ossigeno nei calli di Dendrophylax lindenii al fine di valutare la presenza di un metabolismo anaerobico. Parallelamente, è stato determinato il contenuto di clorofille del tessuto calloso per stimare il potenziale contributo della fotosintesi alla produzione di ossigeno. Per verificare la presenza di una risposta molecolare alla carenza di ossigeno, è possibile analizzare il livello di espressione genica di “markers” legati a questo stress. In questo senso, il primo passo è disegnare delle sonde specifiche. In assenza di informazioni genetiche per la specie, la progettazione dei primer è stata supportata da analisi bioinformatiche e dal confronto con sequenze omologhe disponibili in altre specie di orchidee filogeneticamente affini.
Le misurazioni dell’ossigeno nei calli di Dendrophylax lindenii hanno evidenziato un profilo diverso rispetto ad Arabidopsis thaliana, con concentrazioni comprese tra 0 e 21%. La presenza di clorofille suggerisce un’attività fotosintetica che potrebbe contribuire ai livelli di ossigeno rilevati. L’analisi di genomi di specie filogeneticamente affini ha permesso di identificare sonde potenzialmente utilizzabili per studi di espressione genica, ponendo le basi per la caratterizzazione molecolare della risposta all’ipossia. Il trattamento con 1-ABT non ha promosso la differenziazione dei calli, mentre i fitormoni hanno mostrato evidenze promettenti. I risultati evidenziano meccanismi differenziativi distinti da quelli di A. thaliana e forniscono una base per studi sulla propagazione e conservazione della specie.
Sono state effettuate misurazioni della concentrazione di ossigeno nei calli di Dendrophylax lindenii al fine di valutare la presenza di un metabolismo anaerobico. Parallelamente, è stato determinato il contenuto di clorofille del tessuto calloso per stimare il potenziale contributo della fotosintesi alla produzione di ossigeno. Per verificare la presenza di una risposta molecolare alla carenza di ossigeno, è possibile analizzare il livello di espressione genica di “markers” legati a questo stress. In questo senso, il primo passo è disegnare delle sonde specifiche. In assenza di informazioni genetiche per la specie, la progettazione dei primer è stata supportata da analisi bioinformatiche e dal confronto con sequenze omologhe disponibili in altre specie di orchidee filogeneticamente affini.
Le misurazioni dell’ossigeno nei calli di Dendrophylax lindenii hanno evidenziato un profilo diverso rispetto ad Arabidopsis thaliana, con concentrazioni comprese tra 0 e 21%. La presenza di clorofille suggerisce un’attività fotosintetica che potrebbe contribuire ai livelli di ossigeno rilevati. L’analisi di genomi di specie filogeneticamente affini ha permesso di identificare sonde potenzialmente utilizzabili per studi di espressione genica, ponendo le basi per la caratterizzazione molecolare della risposta all’ipossia. Il trattamento con 1-ABT non ha promosso la differenziazione dei calli, mentre i fitormoni hanno mostrato evidenze promettenti. I risultati evidenziano meccanismi differenziativi distinti da quelli di A. thaliana e forniscono una base per studi sulla propagazione e conservazione della specie.
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