Tesi etd-06252026-175755 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06252026-175755
Titolo
Frequenza e caratteristiche cliniche dei sintomi negativi in un campione di pazienti con disturbi dello spettro psicotico
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Pini, Stefano
correlatore Prof.ssa Carpita, Barbara
correlatore Prof.ssa Rutigliano, Grazia
correlatore Prof.ssa Carpita, Barbara
correlatore Prof.ssa Rutigliano, Grazia
Parole chiave
- BPRS
- disturbi dello spettro dell'umore
- disturbi dello spettro psicotico
- mood spectrum disorders
- negative symptoms
- psychotic spectrum disorders
- SANS
- schizofrenia
- schizophrenia
- sintomi negativi
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
I disturbi dello spettro psicotico rappresentano un insieme eterogeneo di condizioni cliniche caratterizzate dalla presenza di sintomi positivi, negativi, cognitivi e affettivi, la cui distribuzione varia tra individui e quadri diagnostici. I principali sistemi classificativi internazionali (DSM-5 e ICD-11) hanno progressivamente adottato un approccio dimensionale, superando una visione rigidamente categoriale delle psicosi. In questo contesto, crescente interesse è stato rivolto ai sintomi negativi, comprendenti appiattimento affettivo, alogia, avolizione, anedonia e asocialità. A differenza dei sintomi positivi, che riflettono un eccesso o una distorsione delle funzioni mentali, i sintomi negativi rappresentano una riduzione o una perdita di funzioni psicologiche normalmente presenti e sono associati a compromissione del funzionamento, riduzione dell’autonomia personale e prognosi meno favorevole. Per questo motivo costituiscono uno dei principali determinanti della disabilità a lungo termine nei disturbi psicotici. Nonostante la loro rilevanza clinica, risultano ancora oggi difficili da identificare e trattare, sia per la frequente sovrapposizione con manifestazioni secondarie, sia per la limitata efficacia delle terapie disponibili.
Scopo del presente studio è stato valutare la frequenza e le caratteristiche cliniche dei sintomi negativi in un campione di pazienti affetti da disturbi dello spettro psicotico. È stato condotto uno studio osservazionale, trasversale, monocentrico, basato sull'analisi secondaria di un database clinico comprendente 274 pazienti afferenti ai servizi di Psichiatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Lo studio ha incluso pazienti con disturbi dello spettro schizofrenico e pazienti con disturbi dello spettro dell'umore con caratteristiche psicotiche. La sintomatologia negativa è stata valutata mediante la Scale for the Assessment of Negative Symptoms (SANS), mentre la gravità della psicopatologia generale è stata analizzata attraverso la Brief Psychiatric Rating Scale (BPRS). Sono state inoltre considerate variabili sociodemografiche e cliniche quali età, sesso, stato civile, livello di istruzione, condizione lavorativa, età di esordio della malattia e diagnosi, analizzandone l’associazione con la gravità dei sintomi negativi.
I risultati mostrano che i sintomi negativi sono frequenti nel campione esaminato e significativamente più rappresentati nei pazienti appartenenti allo spettro della schizofrenia rispetto a quelli con disturbi dello spettro dell’umore. L'analisi dei punteggi della SANS ha evidenziato una maggiore compromissione nei domini dell'anedonia/asocialità e dell'avolizione, confermando il ruolo centrale delle alterazioni motivazionali e relazionali nella schizofrenia. Anche l'analisi dei singoli item della scala ha documentato una maggiore compromissione sia della dimensione esperienziale sia di quella espressiva nei pazienti appartenenti allo spettro schizofrenico. La valutazione mediante BPRS ha inoltre evidenziato un quadro psicopatologico complessivamente più grave, caratterizzato da punteggi significativamente più elevati nella disorganizzazione del pensiero, nella sospettosità, nelle allucinazioni, nel ritiro emotivo e nell'anergia.
Un ulteriore risultato di interesse riguarda la relazione tra età di esordio e sintomatologia negativa. Nei pazienti appartenenti allo spettro schizofrenico un esordio più precoce è risultato associato a una maggiore gravità dell'alogia e dell'avolizione, suggerendo una più marcata compromissione della dimensione negativa nelle forme a esordio giovanile.
Nel complesso, i risultati confermano che i sintomi negativi rappresentano una componente fondamentale dei disturbi dello spettro psicotico e un importante indicatore della gravità clinica e della prognosi funzionale. Una valutazione sistematica mediante strumenti psicometrici validati risulta essenziale per una più accurata caratterizzazione clinica dei pazienti e per la pianificazione di interventi terapeutici mirati. Alla luce della recente evoluzione delle conoscenze in questo ambito, ulteriori studi potranno contribuire a una migliore caratterizzazione dei diversi domini sintomatologici e a una più accurata distinzione tra sintomi negativi primari e secondari, favorendo lo sviluppo di strategie terapeutiche sempre più mirate.
Scopo del presente studio è stato valutare la frequenza e le caratteristiche cliniche dei sintomi negativi in un campione di pazienti affetti da disturbi dello spettro psicotico. È stato condotto uno studio osservazionale, trasversale, monocentrico, basato sull'analisi secondaria di un database clinico comprendente 274 pazienti afferenti ai servizi di Psichiatria dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Lo studio ha incluso pazienti con disturbi dello spettro schizofrenico e pazienti con disturbi dello spettro dell'umore con caratteristiche psicotiche. La sintomatologia negativa è stata valutata mediante la Scale for the Assessment of Negative Symptoms (SANS), mentre la gravità della psicopatologia generale è stata analizzata attraverso la Brief Psychiatric Rating Scale (BPRS). Sono state inoltre considerate variabili sociodemografiche e cliniche quali età, sesso, stato civile, livello di istruzione, condizione lavorativa, età di esordio della malattia e diagnosi, analizzandone l’associazione con la gravità dei sintomi negativi.
I risultati mostrano che i sintomi negativi sono frequenti nel campione esaminato e significativamente più rappresentati nei pazienti appartenenti allo spettro della schizofrenia rispetto a quelli con disturbi dello spettro dell’umore. L'analisi dei punteggi della SANS ha evidenziato una maggiore compromissione nei domini dell'anedonia/asocialità e dell'avolizione, confermando il ruolo centrale delle alterazioni motivazionali e relazionali nella schizofrenia. Anche l'analisi dei singoli item della scala ha documentato una maggiore compromissione sia della dimensione esperienziale sia di quella espressiva nei pazienti appartenenti allo spettro schizofrenico. La valutazione mediante BPRS ha inoltre evidenziato un quadro psicopatologico complessivamente più grave, caratterizzato da punteggi significativamente più elevati nella disorganizzazione del pensiero, nella sospettosità, nelle allucinazioni, nel ritiro emotivo e nell'anergia.
Un ulteriore risultato di interesse riguarda la relazione tra età di esordio e sintomatologia negativa. Nei pazienti appartenenti allo spettro schizofrenico un esordio più precoce è risultato associato a una maggiore gravità dell'alogia e dell'avolizione, suggerendo una più marcata compromissione della dimensione negativa nelle forme a esordio giovanile.
Nel complesso, i risultati confermano che i sintomi negativi rappresentano una componente fondamentale dei disturbi dello spettro psicotico e un importante indicatore della gravità clinica e della prognosi funzionale. Una valutazione sistematica mediante strumenti psicometrici validati risulta essenziale per una più accurata caratterizzazione clinica dei pazienti e per la pianificazione di interventi terapeutici mirati. Alla luce della recente evoluzione delle conoscenze in questo ambito, ulteriori studi potranno contribuire a una migliore caratterizzazione dei diversi domini sintomatologici e a una più accurata distinzione tra sintomi negativi primari e secondari, favorendo lo sviluppo di strategie terapeutiche sempre più mirate.
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