Tesi etd-06252026-110943 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06252026-110943
Titolo
Terapia adiuvante del carcinoma polmonare radicalmente operato: impatto della stratificazione perioperatoria sull’outcome chirurgico e oncologico
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Lucchi, Marco
correlatore Dott. Aprile, Vittorio
correlatore Dott. Aprile, Vittorio
Parole chiave
- malattia minima residua
- NSCLC
- oncologia di precisione
- profilazione molecolare
- recidiva post-chirurgica
- resezione polmonare radicale
- stadiazione TNM
- target therapy
- terapia adiuvante
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) resecato presenta un elevato rischio di recidiva legato alla disseminazione micrometastatica. Questo studio osservazionale retrospettivo valuta l'impatto clinico delle terapie adiuvanti e dei fattori prognostici in una coorte monocentrica di 87 pazienti, sottoposti a resezione radicale presso l’U.O. di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana tra il 2018 e il 2025 e successivamente avviati a trattamento adiuvante, con follow-up aggiornato fino a maggio 2026. Pur ottenendo margini indenni (R0) nel 96,6% dei casi, il 42,5% dei soggetti ha sviluppato una recidiva. La discrepanza tra la Sopravvivenza Globale a 5 anni (68,4%) e l'Intervallo Libero da Malattia (47,9%) conferma l'inadeguatezza del solo approccio chirurgico e configura il controllo della malattia minima residua (MRD) come principale snodo prognostico. Nei modelli di Cox, lo stadio patologico avanzato (III-IV) e il coinvolgimento linfonodale mediastinico (pN2) sono emersi come i più robusti predittori di fallimento terapeutico. Sul versante farmacologico, l'impiego della terapia a bersaglio molecolare ha mostrato uno straordinario impatto protettivo, abbattendo il tasso di recidiva al 7,7% rispetto al 48,6% del gruppo non trattato (HR 0,16). Tali evidenze sanciscono il superamento del paradigma basato sull'esclusivo impiego della chemioterapia citotossica. In conclusione, una rigorosa stadiazione linfonodale e la profilazione molecolare tissutale rappresentano prerequisiti irrinunciabili per implementare algoritmi terapeutici personalizzati, massimizzando le probabilità di eradicazione definitiva.
File
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Tesi non consultabile. |
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