Tesi etd-06252026-104215 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06252026-104215
Titolo
Alimentazione e integrazione negli atleti vegetariani e vegani: implicazioni nutrizionali e prestative negli sport di forza e di resistenza
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Testai, Lara
Parole chiave
- Diete vegetali
Data inizio appello
15/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Negli ultimi decenni le diete vegetariane e vegane hanno registrato una crescente diffusione sia nella popolazione generale sia in ambito sportivo, spinte da motivazioni etiche, ambientali e salutistiche. Parallelamente, è aumentato l’interesse verso i possibili effetti di tali modelli alimentari sulla performance atletica, sul recupero e sugli adattamenti indotti dall’allenamento. Sebbene una dieta a base vegetale ben pianificata sia riconosciuta come adeguata in tutte le fasi della vita, persistono dubbi riguardo alla sua capacità di soddisfare le esigenze nutrizionali degli atleti, in particolare negli sport caratterizzati da elevati fabbisogni energetici e proteici.
L’obiettivo della presente tesi è stato quello di analizzare le principali implicazioni nutrizionali e prestative delle diete vegetariane e vegane negli sport di forza e di resistenza, con particolare attenzione ai fabbisogni di macro e micronutrienti, alle strategie alimentari e alle possibili integrazioni utili per ottimizzare lo stato nutrizionale e la performance.
Nella prima parte del lavoro sono stati approfonditi i principali aspetti nutrizionali delle diete vegetariane e vegane, evidenziando come una corretta pianificazione dell’alimentazione rappresenti un elemento fondamentale per garantire un adeguato apporto energetico e nutrizionale. È stato analizzato il ruolo dei macronutrienti nello sport, con particolare attenzione ai carboidrati, principale fonte energetica durante l’esercizio, ai lipidi, importanti soprattutto nelle attività di lunga durata, e alle proteine, essenziali per il recupero, il mantenimento e l’accrescimento della massa muscolare.
Un’ampia sezione è stata dedicata alle proteine e alla sintesi proteica muscolare, descrivendo il ruolo centrale della via di segnalazione mTORC1 e della leucina nella regolazione dei processi anabolici. È stato evidenziato come gli atleti necessitino generalmente di apporti proteici superiori rispetto alla popolazione sedentaria e come, nei soggetti che seguono diete vegetariane e soprattutto vegane, possa essere opportuno collocarsi nella fascia alta delle raccomandazioni proteiche per compensare la minore digeribilità e la diversa qualità di alcune fonti vegetali.
Particolare attenzione è stata rivolta al concetto di qualità proteica, analizzando i principali sistemi di valutazione, quali PDCAAS e DIAAS. Le proteine vegetali presentano generalmente una minore densità di amminoacidi essenziali e una digeribilità inferiore rispetto a quelle animali, anche a causa della presenza di fibre e fattori antinutrizionali. Tuttavia, la letteratura più recente evidenzia come tali limitazioni possano essere ampiamente compensate attraverso un adeguato apporto proteico totale, la combinazione di differenti fonti vegetali e l’utilizzo di alimenti o prodotti proteici maggiormente raffinati.
Successivamente è stato affrontato il confronto tra proteine vegetali e animali in relazione alla sintesi proteica muscolare. Sebbene alcuni studi abbiano mostrato una risposta anabolica inferiore delle proteine vegetali in condizioni acute, le evidenze più recenti suggeriscono che, quando l’apporto proteico totale e il contenuto di amminoacidi essenziali risultano adeguati, le differenze tendano a ridursi o a scomparire. Nel lungo periodo, diete vegetariane, vegane e onnivore adeguatamente pianificate sembrano infatti supportare adattamenti comparabili in termini di massa muscolare, forza e composizione corporea.
La seconda parte della tesi è stata dedicata ai micronutrienti e agli integratori di maggiore interesse per gli atleti vegetariani e vegani. Tra questi, la creatina rappresenta uno dei nutrienti più rilevanti. Poiché essa è presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale, vegetariani e vegani mostrano generalmente riserve muscolari inferiori rispetto agli onnivori. L’integrazione di creatina monoidrato si è dimostrata efficace nell’aumentare le riserve intramuscolari di fosfocreatina, migliorando la capacità di sostenere sforzi ad alta intensità, il recupero e gli adattamenti associati all’allenamento contro-resistenza. Le evidenze suggeriscono inoltre che i vegetariani possano sperimentare incrementi particolarmente marcati in seguito alla supplementazione.
Un altro nutriente critico è la vitamina B12, presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale. La letteratura evidenzia un’elevata prevalenza di insufficienza e carenza nei soggetti vegani non adeguatamente supplementati. La vitamina B12 svolge un ruolo essenziale nella sintesi del DNA, nella formazione dei globuli rossi e nel funzionamento del sistema nervoso. Una sua carenza può compromettere la salute generale e, indirettamente, la performance sportiva. Per questo motivo, l’utilizzo di alimenti fortificati e integratori rappresenta una strategia imprescindibile nei soggetti vegani.
Sono stati inoltre approfonditi altri micronutrienti di particolare interesse, tra cui ferro, vitamina D, calcio, zinco, iodio e acidi grassi omega-3. Sebbene una dieta vegetariana o vegana ben pianificata possa generalmente soddisfare i fabbisogni nutrizionali, tali nutrienti richiedono una particolare attenzione per prevenire carenze che potrebbero influenzare negativamente salute, recupero e prestazione atletica.
Nella parte finale della tesi sono state analizzate le evidenze disponibili riguardo agli effetti delle diete vegetariane e vegane sulla performance sportiva. Per quanto riguarda gli sport di resistenza, numerosi studi mostrano risultati sovrapponibili tra atleti vegetariani e onnivori in termini di VO₂max, capacità aerobica e prestazioni di endurance. Alcuni lavori suggeriscono persino possibili vantaggi legati a una migliore composizione corporea, a un maggiore apporto di carboidrati e a un profilo cardiovascolare più favorevole.
Anche negli sport di forza, le evidenze attuali indicano che diete vegetariane e vegane possono sostenere efficacemente gli adattamenti muscolari e gli incrementi di forza, purché venga garantito un adeguato apporto energetico e proteico. Le differenze osservate tra modelli alimentari sembrano infatti dipendere più dalla qualità complessiva della dieta e dalla pianificazione nutrizionale che dall’esclusione degli alimenti di origine animale in sé.
In conclusione, le evidenze scientifiche disponibili indicano che le diete vegetariane e vegane, se correttamente pianificate, possono supportare efficacemente sia la salute sia la performance negli sport di forza e di resistenza. Tuttavia, tali modelli alimentari richiedono una maggiore attenzione nella gestione dell’apporto proteico e di alcuni micronutrienti critici, rendendo spesso utile il ricorso a strategie di integrazione mirate. Pertanto, il successo di un’alimentazione plant-based in ambito sportivo dipende principalmente dalla qualità della pianificazione nutrizionale e dalla capacità di soddisfare i fabbisogni individuali dell’atleta.
L’obiettivo della presente tesi è stato quello di analizzare le principali implicazioni nutrizionali e prestative delle diete vegetariane e vegane negli sport di forza e di resistenza, con particolare attenzione ai fabbisogni di macro e micronutrienti, alle strategie alimentari e alle possibili integrazioni utili per ottimizzare lo stato nutrizionale e la performance.
Nella prima parte del lavoro sono stati approfonditi i principali aspetti nutrizionali delle diete vegetariane e vegane, evidenziando come una corretta pianificazione dell’alimentazione rappresenti un elemento fondamentale per garantire un adeguato apporto energetico e nutrizionale. È stato analizzato il ruolo dei macronutrienti nello sport, con particolare attenzione ai carboidrati, principale fonte energetica durante l’esercizio, ai lipidi, importanti soprattutto nelle attività di lunga durata, e alle proteine, essenziali per il recupero, il mantenimento e l’accrescimento della massa muscolare.
Un’ampia sezione è stata dedicata alle proteine e alla sintesi proteica muscolare, descrivendo il ruolo centrale della via di segnalazione mTORC1 e della leucina nella regolazione dei processi anabolici. È stato evidenziato come gli atleti necessitino generalmente di apporti proteici superiori rispetto alla popolazione sedentaria e come, nei soggetti che seguono diete vegetariane e soprattutto vegane, possa essere opportuno collocarsi nella fascia alta delle raccomandazioni proteiche per compensare la minore digeribilità e la diversa qualità di alcune fonti vegetali.
Particolare attenzione è stata rivolta al concetto di qualità proteica, analizzando i principali sistemi di valutazione, quali PDCAAS e DIAAS. Le proteine vegetali presentano generalmente una minore densità di amminoacidi essenziali e una digeribilità inferiore rispetto a quelle animali, anche a causa della presenza di fibre e fattori antinutrizionali. Tuttavia, la letteratura più recente evidenzia come tali limitazioni possano essere ampiamente compensate attraverso un adeguato apporto proteico totale, la combinazione di differenti fonti vegetali e l’utilizzo di alimenti o prodotti proteici maggiormente raffinati.
Successivamente è stato affrontato il confronto tra proteine vegetali e animali in relazione alla sintesi proteica muscolare. Sebbene alcuni studi abbiano mostrato una risposta anabolica inferiore delle proteine vegetali in condizioni acute, le evidenze più recenti suggeriscono che, quando l’apporto proteico totale e il contenuto di amminoacidi essenziali risultano adeguati, le differenze tendano a ridursi o a scomparire. Nel lungo periodo, diete vegetariane, vegane e onnivore adeguatamente pianificate sembrano infatti supportare adattamenti comparabili in termini di massa muscolare, forza e composizione corporea.
La seconda parte della tesi è stata dedicata ai micronutrienti e agli integratori di maggiore interesse per gli atleti vegetariani e vegani. Tra questi, la creatina rappresenta uno dei nutrienti più rilevanti. Poiché essa è presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale, vegetariani e vegani mostrano generalmente riserve muscolari inferiori rispetto agli onnivori. L’integrazione di creatina monoidrato si è dimostrata efficace nell’aumentare le riserve intramuscolari di fosfocreatina, migliorando la capacità di sostenere sforzi ad alta intensità, il recupero e gli adattamenti associati all’allenamento contro-resistenza. Le evidenze suggeriscono inoltre che i vegetariani possano sperimentare incrementi particolarmente marcati in seguito alla supplementazione.
Un altro nutriente critico è la vitamina B12, presente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale. La letteratura evidenzia un’elevata prevalenza di insufficienza e carenza nei soggetti vegani non adeguatamente supplementati. La vitamina B12 svolge un ruolo essenziale nella sintesi del DNA, nella formazione dei globuli rossi e nel funzionamento del sistema nervoso. Una sua carenza può compromettere la salute generale e, indirettamente, la performance sportiva. Per questo motivo, l’utilizzo di alimenti fortificati e integratori rappresenta una strategia imprescindibile nei soggetti vegani.
Sono stati inoltre approfonditi altri micronutrienti di particolare interesse, tra cui ferro, vitamina D, calcio, zinco, iodio e acidi grassi omega-3. Sebbene una dieta vegetariana o vegana ben pianificata possa generalmente soddisfare i fabbisogni nutrizionali, tali nutrienti richiedono una particolare attenzione per prevenire carenze che potrebbero influenzare negativamente salute, recupero e prestazione atletica.
Nella parte finale della tesi sono state analizzate le evidenze disponibili riguardo agli effetti delle diete vegetariane e vegane sulla performance sportiva. Per quanto riguarda gli sport di resistenza, numerosi studi mostrano risultati sovrapponibili tra atleti vegetariani e onnivori in termini di VO₂max, capacità aerobica e prestazioni di endurance. Alcuni lavori suggeriscono persino possibili vantaggi legati a una migliore composizione corporea, a un maggiore apporto di carboidrati e a un profilo cardiovascolare più favorevole.
Anche negli sport di forza, le evidenze attuali indicano che diete vegetariane e vegane possono sostenere efficacemente gli adattamenti muscolari e gli incrementi di forza, purché venga garantito un adeguato apporto energetico e proteico. Le differenze osservate tra modelli alimentari sembrano infatti dipendere più dalla qualità complessiva della dieta e dalla pianificazione nutrizionale che dall’esclusione degli alimenti di origine animale in sé.
In conclusione, le evidenze scientifiche disponibili indicano che le diete vegetariane e vegane, se correttamente pianificate, possono supportare efficacemente sia la salute sia la performance negli sport di forza e di resistenza. Tuttavia, tali modelli alimentari richiedono una maggiore attenzione nella gestione dell’apporto proteico e di alcuni micronutrienti critici, rendendo spesso utile il ricorso a strategie di integrazione mirate. Pertanto, il successo di un’alimentazione plant-based in ambito sportivo dipende principalmente dalla qualità della pianificazione nutrizionale e dalla capacità di soddisfare i fabbisogni individuali dell’atleta.
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