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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06232026-235241


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (4 anni)
URN
etd-06232026-235241
Titolo
Strategie terapeutiche non farmacologiche nelle bronchiectasie: i benefici dell'utilizzo di incentivatori oscillometrici dell'espettorazione in pazienti con persistenza di sintomi/segni di malattia nonostante terapia farmacologica ottimizzata
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO
Relatori
.
relatore Prof.ssa Carrozzi, Laura
correlatore Dott. Dente, Federico
Parole chiave
  • bronchiectasie
  • incentivatore
  • questionario CAT
  • questionario LCQ
Data inizio appello
10/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/07/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Le bronchiectasie sono dilatazioni anormali dei bronchi rilevabili alla TC torace. Si tratta di una malattia polmonare infiammatoria cronica, che si manifesta tipicamente con tosse, produzione di espettorato, infezioni respiratorie ricorrenti.
Nella valutazione delle bronchiectasie è importante considerare:
- l'attività di malattia, che si riferisce alla velocità con cui il danno si sta verificando (utili in tal senso sono il COPD Assessment Test, il Leicester Cough Questionnaire, il St. George’s Respiratory Questionnaire, il Quality of Life Questionnaire-Bronchiectasis);
- la gravità di malattia, che misura il carico attuale della malattia e del danno polmonare ed è correlata alla prognosi a lungo termine (score di gravità sono ad esempio il BSI e l’E-FACED).
Secondo le ultime linee guida ERS 2025, la gestione di base delle bronchiectasie stabili si basa sulla pulizia delle vie aeree, sulla riabilitazione polmonare e sui trattamenti mucoattivi.
Le tecniche di pulizia delle vie aeree (ACT) sono strategie terapeutiche non farmacologiche e costituiscono un elemento cruciale nella gestione della malattia, tanto che si raccomanda l’insegnamento di tali tecniche a tutti i pazienti con bronchiectasie, indipendentemente dal fatto che il paziente abbia tosse secca o produttiva e in particolare se alla TC del torace è presente ostruzione bronchiale da muco. Le ACT sono tecniche economiche, autosomministrabili, recepite come benefiche dallo stesso paziente e scevre di effetti collaterali significativi. L’utilità delle ACT si riconosce nel fatto che sono associate a un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, con miglioramento dei sintomi e possibilità di riduzione delle riacutizzazioni.
Le terapie mucoattive sono raccomandate come terapia aggiuntiva quando le ACT ben eseguite non riescono a controllare adeguatamente i sintomi. Le ACT dovrebbero quindi essere introdotte prima ancora della terapia mucoattiva per garantire la massima efficacia del trattamento.
Importante è individuare il paziente ad alto rischio di esacerbazioni future: si tratta di quei pazienti che hanno avuto due o più riacutizzazioni nell’anno precedente, o che hanno avuto una riacutizzazione grave che ha richiesto il ricovero ospedaliero o la somministrazione di antibiotici per via endovenosa nell’anno precedente, oppure di quelli che hanno avuto una riacutizzazione associata a un elevato carico giornaliero di sintomi. Questa tipologia di paziente è candidata a trattamento farmacologico con antibiotici inalatori a lungo termine, che sia o meno colonizzato da P. aeruginosa. Il paziente ad alto rischio di riacutizzazioni può beneficiare anche della terapia a lungo termine con azitromicina, previa valutazione di infezione da NTM, valutazione di QT e di funzione epatica/renale.
In caso di nuovo isolamento di Pseudomonas aeruginosa, le linee guida ERS del 2025 formulano una raccomandazione condizionata di offrire un trattamento antibiotico eradicante.
Tornando a parlare delle ACT e a sottolineare la loro importanza, le linee guida ERS 2025 raccomandano di avviare la terapia antibiotica a lungo termine previa ottimizzazione delle terapie non farmacologiche, tra cui proprio le ACT; nella pratica clinica, talvolta, la terapia antibiotica a lungo termine precede queste strategie non farmacologiche.
L’obiettivo della tesi è valutare il beneficio dell’utilizzo di ACT su un gruppo di pazienti con diagnosi di bronchiectasie non associate a fibrosi cistica (BNFC). Gli ACT usati sono incentivatori oscillometrici dell’espettorazione (Simeox, TravelAir e T-PEP).
Sono stati arruolati 70 pazienti (42 femmine e 28 maschi, di età media di 67.55 anni ± 12,65) con diagnosi di bronchiectasie non da fibrosi cistica e con persistenza di sintomi/segni di malattia (tosse, espettorato, dispnea, riacutizzazioni bronchitiche) nonostante terapia farmacologica ottimizzata.
Di questi pazienti sono stati valutati i sintomi di tosse e dispnea tramite i questionari CAT e il Leicester Cough Questionnaire. La valutazione è stata eseguita al basale e dopo 3-5 mesi di trattamento con incentivatori dell’espettorazione.
È stata eseguita una prima analisi statistica prendendo come riferimento i punteggi ottenuti somministrando il CAT pre e post trattamento: il trattamento con l'incentivatore ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante nella salute dei 70 pazienti analizzati (p<0.001) con un punteggio medio del CAT pre-trattamento pari a 17.7 (±9.59), valore che si è ridotto a 10.5 (±8.21) post-trattamento.
È stato poi valutato il punteggio del LCQ (rispetto al CAT, in questo caso erano disponibili i punteggi di solo 53 pazienti dei 70 arruolati): anche in questo caso il cambiamento osservato tra il pre e il post-trattamento è stato statisticamente significativo (p<0.001) con un punteggio medio di 15.4 (±3.52) pre-incentivatore a 16.7 (±3.15) post-trattamento con incentivatore.
Questo studio dimostra l’efficacia del trattamento con incentivatori dell’espettorazione nei pazienti bronchiectasici con sintomi respiratori persistenti. Dall’analisi dei punteggi dei questionari CAT e LCQ si denota come il trattamento con incentivatore della tosse riduca l’impatto della malattia sulla vita quotidiana e migliori la qualità della vita legata al sintomo tosse. Un campione più ampio, dati sul lungo periodo e la valutazione del numero di riacutizzazioni di malattia permetterebbero di stabilire se il beneficio clinico immediato prodotto dal trattamento sia anche sostenuto nel tempo e se il miglioramento della percezione soggettiva dei sintomi (CAT e LCQ) si traduca anche in un impatto concreto sulla riduzione degli eventi acuti.
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