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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06232026-161949


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06232026-161949
Titolo
L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio: analisi delle cause e dei possibili vuoti di tutela
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof. Vallini, Antonio
Parole chiave
  • abolition of the crime of abuso of office
  • abrogazione reato di abuso d'ufficio
  • abuse of office
  • abuso d'ufficio
  • gap legal protection
  • vuoti di tutela
Data inizio appello
13/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
This thesis examines the criminal offence of abuse of office and the various amendments it has undergone over time in an effort to make the provision as precise and determinate as possible. However, each legislative reform was followed by an opposing approach adopted by the judiciary, which ultimately frustrated every attempt to clearly define the scope of the offence. In 2024, the Italian legislator chose to repeal the crime altogether.

Several questions concerning the constitutionality of Law No. 114/2024 were raised following its enactment. Nevertheless, the Constitutional Court upheld the repeal as consistent with the Constitution, finding that no international legal provisions imposed an obligation to criminalize such conduct.

Subsequently, however, a number of protection gaps emerged, particularly in the field of public competitive examinations and recruitment procedures. More recently, the EU Anti-Corruption Directive has been adopted, introducing an obligation for Member States to criminalize conduct that had previously been covered under Article 323 of the Italian Criminal Code.
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza la fattispecie criminosa di abuso d'ufficio e di come sia stata modificata nel corso del tempo nel tentativo di renderla il più determinata possibile. Tuttavia, ad ogni intervento legislativo seguiva un atteggiamento opposto della magistratura che rendeva vano ogni sforzo di tipizzazione della norma. Il legislatore del 2024 ha scelto di abrogare il reato. Varie questioni di legittimità costituzionale sono state sollevate in seguito alla legge 114/2024. Tuttavia, la Consulta ritenne conforme alla costituzione la scelta abolitiva, non riscontrando l'esistenza di un obbligo di penalizzazione derivante da norme internazionali. Successivamente sono però emerse una serie di lacune di tutela soprattutto nell'ambito dei concorsi pubblici. Oggi è stata approvata la Direttiva UE sull'anticorruzione che introduce un obbligo di penalizzare quelle condotte precedentemente previste nel nostro ordinamento proprio dall'art. 323 C.p.
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