Tesi etd-06222026-002516 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06222026-002516
Titolo
Il dialogo tra corti alla prova del debito comune europeo
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Catelani, Elisabetta
Parole chiave
- debito comune europeo
- dialogo tra corti
- european common debt
- judicial dialogue
Data inizio appello
13/07/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi si propone di studiare quali siano i limiti costituzionali alla possibilità di introdurre nell’attuale architettura dell’Unione europea sistemi di prestito condiviso, in cui l’Unione si sostituisca agli Stati nei mercati internazionali e si indebiti in loro vece, avvalendosi di un profilo creditizio più solido.
Il (lento) processo di integrazione europea ha portato le corti costituzionali nazionali a interrogarsi sull’esistenza di eventuali poteri e competenze inconferibili, il cui esercizio non può cioè essere delegato ad organi diversi da quelli previsti in costituzione. Tra questi, i tribunali costituzionali degli Stati membri – guidati dal Bundesverfassungsgericht – hanno più o meno tutti riconosciuto che la sovranità fiscale, ossia la competenza esclusiva dei parlamenti (e dei governi) nazionali in materia di politica economica e fiscale, non possa essere trasferita all’Unione senza che si verifichino rotture dell’ordine costituzionale.
Sin dalla sua creazione, però, e negli ultimi tempi con intensità crescente, l’Unione europea ha emesso titoli di debito sovranazionale, riconosciuti e garantiti dagli Stati membri. La tesi vuole individuare i limiti all’introduzione di un modello di indebitamento comunitario e la loro rigidità, a partire dal dialogo instauratosi tra istituzioni europee e giudici delle leggi nazionali.
Il (lento) processo di integrazione europea ha portato le corti costituzionali nazionali a interrogarsi sull’esistenza di eventuali poteri e competenze inconferibili, il cui esercizio non può cioè essere delegato ad organi diversi da quelli previsti in costituzione. Tra questi, i tribunali costituzionali degli Stati membri – guidati dal Bundesverfassungsgericht – hanno più o meno tutti riconosciuto che la sovranità fiscale, ossia la competenza esclusiva dei parlamenti (e dei governi) nazionali in materia di politica economica e fiscale, non possa essere trasferita all’Unione senza che si verifichino rotture dell’ordine costituzionale.
Sin dalla sua creazione, però, e negli ultimi tempi con intensità crescente, l’Unione europea ha emesso titoli di debito sovranazionale, riconosciuti e garantiti dagli Stati membri. La tesi vuole individuare i limiti all’introduzione di un modello di indebitamento comunitario e la loro rigidità, a partire dal dialogo instauratosi tra istituzioni europee e giudici delle leggi nazionali.
File
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Tesi non consultabile. |
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