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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06192026-190551


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06192026-190551
Titolo
Future climate change vulnerability of plants on small Mediterranean islands
Dipartimento
SCIENZE DELLA TERRA
Corso di studi
SCIENZE AMBIENTALI
Relatori
.
relatore Prof. Carta, Angelino
Parole chiave
  • climate change
  • endemism
  • Mediterranean
  • plants
  • small islands
  • vulnerability
Data inizio appello
10/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
10/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi costituisce uno studio sulla vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle piccole isole del Mediterraneo (1 km² < area < 250 km²) al 2050 (periodo 2041–2060), focalizzandosi principalmente sulla ricchezza floristica e sull’endemismo. L’analisi è stata condotta sotto due scenari emissivi definiti dai Shared Socio-economic Pathways (SSP): lo scenario a emissioni moderate SSP245 e quello ad alte emissioni SSP585. Per ciascuno scenario emissivo sono stati considerati cinque General Circulation Models (GCM), al fine di tenere conto dell'incertezza dei modelli climatici e di ottenere stime più robuste delle condizioni future.
L’impiego di molteplici scenari socioeconomici condivisi consente di cogliere l’intero spettro delle condizioni climatiche future plausibili.
Le piccole isole sono ambienti fragili e singolari; tuttavia, la loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici rimane poco chiara. In generale, la ricerca si concentra principalmente sui rischi climatici e sull’esposizione, trascurando la più ampia interazione tra componenti abiotiche e biotiche delle isole, limitando così la possibilità di prevedere strategie di adattamento concrete che tengano conto di queste sensibilità ecologiche spesso ignorate.
In questo studio, la vulnerabilità insulare è definita da tre componenti principali: l’esposizione, corrispondente all’intensità del cambiamento climatico locale previsto; la sensibilità, rappresentata dagli elementi biologici influenzati dal cambiamento climatico (la ricchezza di specie e la ricchezza di specie endemiche); e la capacità adattativa, intesa come la capacità dell’isola di far fronte e riprendersi dagli impatti climatici, sulla base delle sue caratteristiche geografiche (distanza dalla terraferma, indice di rugosità del terreno) e antropiche (percentuale di aree protette).
Per identificare le isole maggiormente vulnerabili e a maggiore rischio di estinzione delle specie, è stato utilizzato un indice quantitativo di vulnerabilità recentemente sviluppato, che integra le molteplici variabili rappresentative delle tre componenti sopra descritte.
I nostri risultati, riguardanti l’indice calcolato, rivelano un chiaro gradiente geografico di vulnerabilità nel bacino del Mediterraneo, con valori compresi tra 0.21 e 0.75.
Inoltre, tramite analisi di correlazione, nella tesi si è indagato quali sono le relazioni tra le tre singole componenti dell’indice di vulnerabilità e successivamente quale è la relazione tra le componenti e l’indice di vulnerabilità stesso tramite regressioni lineari, per poter andare a identificare quale di esse contribuisce maggiormente nella definizione dell’indice complessivo. In seguito, nel presente studio è inclusa una path analysis, nella quale l’indice di vulnerabilità calcolato è messo in relazione con molteplici variabili, tra cui le sottocomponenti della vulnerabilità stessa, andando a definire una struttura causale tra le variabili, è stato possibile determinare quali di esse risultino più determinanti nell’influenzarne l’intensità.
Grazie a questa tipologia di analisi siamo stati in grado di quantificare e distinguere l’importanza dell’endemismo (END) nel determinare l’intensità della vulnerabilità. Al contrario, l’estensione delle aree protette (PAs) emerge come un elemento centrale nella riduzione della vulnerabilità, evidenziando la sua funzione di efficace barriera contro il cambiamento climatico futuro, il quale, secondo i nostri risultati, sembra essere una variabile che contribuisce significativamente all’aumento della vulnerabilità insulare.
I nostri risultati permettono dunque di chiarire i percorsi diretti e indiretti che modellano questi ecosistemi, consentendo di delineare le macroaree di intervento prioritario per contrastare gli effetti del cambiamento climatico futuro e offrendo una base strategica per interventi gestionali mirati alla conservazione della biodiversità delle piccole isole del Mediterraneo.
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