Tesi etd-06192026-143707 |
Link copiato negli appunti
Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06192026-143707
Titolo
Retribuzione e autonomia collettiva
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof. Galardi, Raffaele
Parole chiave
- autonomia collettiva
- collective agreement
- collective bargaining
- contrattazione collettiva
- relazioni industriali
- retribuzione
- salari
- salary
- wage
Data inizio appello
13/07/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza l'evoluzione della capacità dell'autonomia collettiva di salvaguardare il potere d'acquisto dei salari e assicurare il diritto alla giusta retribuzione sancito dall'articolo 36 della Costituzione.
Lo studio muove dalla constatazione dell'esistenza di una questione salariale che affligge l'Italia da oltre trent'anni, che si traduce in stagnazione del valore reale dei salari e aumento del fenomeno della povertà nonostante un lavoro. In un ordinamento, come quello italiano, nel quale la determinazione dei livelli delle retribuzioni è assegnata quasi interamente dalla contrattazione collettiva, l'indagine si propone di indagare quale sia il ruolo dell'autonomia collettiva in tale contesto.
In particolare, la ricerca ricostruisce quale impatto abbiano avuto sulla tutela del potere di acquisto delle retribuzioni gli interventi di autoregolamentazione interconfederale adottati dalle parti sociali degli ultimi decenni. Particolare attenzione è dedicata, inoltre, all'analisi del fenomeno del dumping contrattuale, inteso quale fattore di indebolimento dell’autorità contrattuale e di compressione delle tutele economiche.
Lo studio esamina, conseguentemente, il contributo dei più recenti interventi normativi volti a rafforzare l’autonomia collettiva e fornire un sostegno alla tutela delle giuste retribuzioni. Nello specifico, è presa in esame la Direttiva europea n. 2022/2041 relativa a salari minimi adeguati per valutare quali possono essere gli obblighi di attuazione istituiti nei confronti dell'Italia e il decreto-legge n. 62/2026, altresì detto "Decreto primo-maggio".
Lo studio muove dalla constatazione dell'esistenza di una questione salariale che affligge l'Italia da oltre trent'anni, che si traduce in stagnazione del valore reale dei salari e aumento del fenomeno della povertà nonostante un lavoro. In un ordinamento, come quello italiano, nel quale la determinazione dei livelli delle retribuzioni è assegnata quasi interamente dalla contrattazione collettiva, l'indagine si propone di indagare quale sia il ruolo dell'autonomia collettiva in tale contesto.
In particolare, la ricerca ricostruisce quale impatto abbiano avuto sulla tutela del potere di acquisto delle retribuzioni gli interventi di autoregolamentazione interconfederale adottati dalle parti sociali degli ultimi decenni. Particolare attenzione è dedicata, inoltre, all'analisi del fenomeno del dumping contrattuale, inteso quale fattore di indebolimento dell’autorità contrattuale e di compressione delle tutele economiche.
Lo studio esamina, conseguentemente, il contributo dei più recenti interventi normativi volti a rafforzare l’autonomia collettiva e fornire un sostegno alla tutela delle giuste retribuzioni. Nello specifico, è presa in esame la Direttiva europea n. 2022/2041 relativa a salari minimi adeguati per valutare quali possono essere gli obblighi di attuazione istituiti nei confronti dell'Italia e il decreto-legge n. 62/2026, altresì detto "Decreto primo-maggio".
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_Tes...fia_1.pdf | 1.21 Mb |
Contatta l’autore |
|