Tesi etd-06192026-100907 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06192026-100907
Titolo
Valutazione della contaminazione delle sonde ecografiche transvaginali da Human Papillomavirus (HPV)
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Casini, Beatrice
Parole chiave
- HPV, ecografia transvaginale, disinfezione
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/07/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La trasmissione dell’HPV durante le pratiche ginecologiche è considerata plausibile a causa dell’elevata resistenza ambientale del virus. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) per ridurre questo rischio raccomandano l’alta disinfezione, sia per dispositivi semicritici che non critici. L’obiettivo di questa tesi, svolta all’interno di uno studio approvato dal Comitato Etico di Area Vasta Nord Ovest (26534_SIMONCINI) e condotto presso un ospedale universitario, è valutare la possibile contaminazione delle sonde ecografiche transvaginali da HPV in relazione alle protocolli di sanificazione applicati. Lo studio ha inoltre valutato lo stato vaccinale delle pazienti e la correlazione con i genotipi di HPV e la loro carica genomica rilevata sulle superfici.
I criteri di inclusione prevedono pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni con test DNA HPV positivo nei 12 mesi precedenti e non in stato di gravidanza. Dopo la compilazione di un questionario anamnestico, comprensivo di dati sullo stato vaccinale (tipo di vaccino e numero di dosi), sono stati raccolti campioni dal coprisonda (controllo positivo), dalla sonda ecografica (parte distale e prossimale) e dalle superfici dell’ecografo (tastiera, cavo di alimentazione, supporto della sonda) potenzialmente esposte alla contaminazione. La presenza del genoma virale è stata indagata mediante PCR con pool di 18 primers consenso regione L1 (PGMY09 11) e i campioni positivi sono stati genotipizzati e sottoposti a Realtime PCR per determinarne la carica genomica. L’infettività è stata valutata rilevando l’espressione del gene precoce E6 in cellule HaCaT inoculate con i campioni positivi. La correlazione tra età, carica genomica sul coprisonda, tipologia di vaccino e numero di dosi è stata analizzata mediante coefficiente di Pearson.
Finora sono state arruolate 32 pazienti, di cui 28 con coprisonda HPV positivo. Tra le partecipanti, 10 hanno completato il ciclo con tre dosi di Gardasil 9, 4 con tre dosi di Gardasil 2, 6 hanno effettuato un ciclo vaccinale parziale e 12 non sono vaccinate. L’età media è 39 ± 12 anni.
In 9 casi sono state riscontrate contaminazioni su superfici diverse dal coprisonda; in 6 di queste i genotipi identificati sulla sonda e sulle superfici differivano da quelli delle pazienti, suggerendo una contaminazione da esami precedenti. In un caso i genotipi rilevati sulla sonda e sulle superfici coincidevano con quelli della paziente, suggerendo l’avvenuta contaminazione durante la procedura nonostante l’uso del coprisonda.
Tra le superfici ambientali, la tastiera dell’ecografo ha mostrato la carica virale più elevata (10^3 copie/µL) e il supporto della sonda la maggiore diversità di genotipi. Otto campioni sono stati testati per infettività: 3 coprisonda e un campione prossimale della sonda sono risultati positivi per espressione di E6, indicando la presenza di virioni potenzialmente infettivi.
Il genotipo più frequentemente rilevato è stato HPV 58 e sono stati identificati anche altri genotipi ad alto rischio (16, 70, 45). Le pazienti non vaccinate e parzialmente vaccinate presentano una carica virale sul coprisonda più elevata (6×10^4 e 2,3×10^4 copie/µL, rispettivamente) rispetto a quelle che hanno completato il ciclo vaccinale (1,9×10^4 copie/µL). Si osserva una correlazione negativa significativa tra carica virale e numero di dosi vaccinali. Non è stata invece riscontrata correlazione significativa tra età e carica virale sul coprisonda.
I risultati, sebbene limitati da un campione ridotto, evidenziano la presenza del genoma di HPV sulla sonda e su superfici dell’ecografo non a contatto diretto con la paziente, e documentano la presenza di virioni infettivi in alcuni campioni. L’analisi dello stato vaccinale suggerisce che la vaccinazione completa contro HPV sia associata a una carica virale inferiore sul coprisonda rispetto a pazienti non vaccinate o parzialmente vaccinate, con una correlazione negativa significativa tra numero di dosi e carica virale. Questi dati indicano che la vaccinazione potrebbe contribuire a ridurre la carica virale e, potenzialmente, il rischio di trasmissione durante le procedure. I risultati sottolineano quindi l’importanza di una corretta disinfezione delle sonde ecografiche e delle superfici dell’ecografo e supportano ulteriori studi su campioni più ampi per confermare l’effetto protettivo della vaccinazione sulla contaminazione ambientale da HPV.
I criteri di inclusione prevedono pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni con test DNA HPV positivo nei 12 mesi precedenti e non in stato di gravidanza. Dopo la compilazione di un questionario anamnestico, comprensivo di dati sullo stato vaccinale (tipo di vaccino e numero di dosi), sono stati raccolti campioni dal coprisonda (controllo positivo), dalla sonda ecografica (parte distale e prossimale) e dalle superfici dell’ecografo (tastiera, cavo di alimentazione, supporto della sonda) potenzialmente esposte alla contaminazione. La presenza del genoma virale è stata indagata mediante PCR con pool di 18 primers consenso regione L1 (PGMY09 11) e i campioni positivi sono stati genotipizzati e sottoposti a Realtime PCR per determinarne la carica genomica. L’infettività è stata valutata rilevando l’espressione del gene precoce E6 in cellule HaCaT inoculate con i campioni positivi. La correlazione tra età, carica genomica sul coprisonda, tipologia di vaccino e numero di dosi è stata analizzata mediante coefficiente di Pearson.
Finora sono state arruolate 32 pazienti, di cui 28 con coprisonda HPV positivo. Tra le partecipanti, 10 hanno completato il ciclo con tre dosi di Gardasil 9, 4 con tre dosi di Gardasil 2, 6 hanno effettuato un ciclo vaccinale parziale e 12 non sono vaccinate. L’età media è 39 ± 12 anni.
In 9 casi sono state riscontrate contaminazioni su superfici diverse dal coprisonda; in 6 di queste i genotipi identificati sulla sonda e sulle superfici differivano da quelli delle pazienti, suggerendo una contaminazione da esami precedenti. In un caso i genotipi rilevati sulla sonda e sulle superfici coincidevano con quelli della paziente, suggerendo l’avvenuta contaminazione durante la procedura nonostante l’uso del coprisonda.
Tra le superfici ambientali, la tastiera dell’ecografo ha mostrato la carica virale più elevata (10^3 copie/µL) e il supporto della sonda la maggiore diversità di genotipi. Otto campioni sono stati testati per infettività: 3 coprisonda e un campione prossimale della sonda sono risultati positivi per espressione di E6, indicando la presenza di virioni potenzialmente infettivi.
Il genotipo più frequentemente rilevato è stato HPV 58 e sono stati identificati anche altri genotipi ad alto rischio (16, 70, 45). Le pazienti non vaccinate e parzialmente vaccinate presentano una carica virale sul coprisonda più elevata (6×10^4 e 2,3×10^4 copie/µL, rispettivamente) rispetto a quelle che hanno completato il ciclo vaccinale (1,9×10^4 copie/µL). Si osserva una correlazione negativa significativa tra carica virale e numero di dosi vaccinali. Non è stata invece riscontrata correlazione significativa tra età e carica virale sul coprisonda.
I risultati, sebbene limitati da un campione ridotto, evidenziano la presenza del genoma di HPV sulla sonda e su superfici dell’ecografo non a contatto diretto con la paziente, e documentano la presenza di virioni infettivi in alcuni campioni. L’analisi dello stato vaccinale suggerisce che la vaccinazione completa contro HPV sia associata a una carica virale inferiore sul coprisonda rispetto a pazienti non vaccinate o parzialmente vaccinate, con una correlazione negativa significativa tra numero di dosi e carica virale. Questi dati indicano che la vaccinazione potrebbe contribuire a ridurre la carica virale e, potenzialmente, il rischio di trasmissione durante le procedure. I risultati sottolineano quindi l’importanza di una corretta disinfezione delle sonde ecografiche e delle superfici dell’ecografo e supportano ulteriori studi su campioni più ampi per confermare l’effetto protettivo della vaccinazione sulla contaminazione ambientale da HPV.
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