Tesi etd-06182026-124428 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06182026-124428
Titolo
Senescenza tumorale e linfociti infiltranti il tumore nel carcinoma mammario HR+/HER2−: il microambiente tumorale come nuova prospettiva prognostica
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
.
relatore Prof. Fanelli, Giuseppe Nicolò
correlatore Prof. Scatena, Cristian
correlatore Prof. Scatena, Cristian
Parole chiave
- carcinoma mammario
- digital pathology
- microambiente tumorale
- senescenza
Data inizio appello
14/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione femminile a livello mondiale. Tra i diversi sottotipi biologici, i carcinomi luminali costituiscono la categoria più comune e sono generalmente associati a una prognosi favorevole; tuttavia, una quota rilevante di pazienti sviluppa resistenza ai trattamenti convenzionali e progressione di malattia. In questo contesto, il microambiente tumorale e la senescenza cellulare rivestono un ruolo cruciale nella modulazione della risposta immunitaria, nel rimodellamento stromale e nei processi di progressione neoplastica.
Nel presente studio, la caratterizzazione del microambiente è stata condotta mediante immunoistochimica multiplex su sezioni ottenute da tissue microarrays, utilizzando marcatori linfocitari, quali CD3, CD20, CD4, CD8 e FOXP3, marcatori di senescenza, quali p16 e β-Gal, e il marcatore di attivazione fibroblastica α-SMA. La deposizione di collagene è stata valutata mediante colorazione tricromica di Masson. La quantificazione delle popolazioni cellulari e della percentuale di collagene è stata effettuata mediante approcci di patologia digitale con il software HALO®.
La quantificazione digitale della deposizione di collagene ha evidenziato una correlazione inversa con l’indice proliferativo Ki-67. L’analisi dell’infiltrato linfocitario ha mostrato che il numero complessivo di linfociti T CD3+ e di linfociti B CD20+ non differiva in modo sostanziale tra tessuto non neoplastico e tessuto tumorale. Al contrario, l’analisi delle sottopopolazioni T ha rivelato un arricchimento selettivo del compartimento T nel tessuto tumorale rispetto al tessuto non neoplastico, soprattutto a livello stromale. In particolare, sono risultate aumentate le cellule T helper CD4+, le cellule T citotossiche CD8+, le cellule FOXP3+ e le sottopopolazioni CD4+/FOXP3− e CD4+/FOXP3+.
Nel confronto tra pazienti con decorso non metastatico e pazienti con successiva progressione metastatica, le sottopopolazioni T CD4+ e, in particolare, il fenotipo CD4+/FOXP3− sono risultate maggiormente rappresentate nei casi con evoluzione metastatica, sia nella componente stromale sia in quella epiteliale.
Per quanto riguarda la senescenza cellulare, le combinazioni di marcatori p16/β-Gal e p16/α-SMA sono risultate maggiormente espresse nei casi con successiva progressione metastatica rispetto a quelli a decorso non metastatico, con un’associazione più evidente per la combinazione p16/β-Gal. Inoltre, l’espressione dei marcatori di senescenza è risultata positivamente correlata alla deposizione di collagene nello stroma tumorale.
Nel complesso, i carcinomi mammari luminali mostrano un microambiente stromale e immunitario più articolato di quanto suggerito dalla loro tradizionale classificazione come tumori a bassa immunogenicità. La quantità globale di collagene, pur rappresentando un indicatore del rimodellamento della matrice extracellulare, non appare da sola sufficiente a definire il comportamento biologico del tumore; parallelamente, la modulazione selettiva delle sottopopolazioni T, più che un semplice incremento globale dei TILs, evidenzia la presenza di un microambiente immunitario dinamico. La progressione metastatica sembra associarsi a una specifica riorganizzazione del compartimento T, a una maggiore espressione di marcatori di senescenza e a un rimodellamento collagenico dello stroma. Infine, l’associazione tra senescenza cellulare, attivazione fibroblastica e deposizione di collagene suggerisce una possibile interazione tra cellule senescenti e matrice extracellulare, verosimilmente mediata dal fenotipo secretorio associato alla senescenza. Questi risultati supportano l’importanza di un’analisi multiparametrica e spazialmente contestualizzata del microambiente tumorale, in grado di integrare componente immunitaria, senescenza cellulare e architettura stromale nella comprensione della progressione dei carcinomi mammari luminali.
Nel presente studio, la caratterizzazione del microambiente è stata condotta mediante immunoistochimica multiplex su sezioni ottenute da tissue microarrays, utilizzando marcatori linfocitari, quali CD3, CD20, CD4, CD8 e FOXP3, marcatori di senescenza, quali p16 e β-Gal, e il marcatore di attivazione fibroblastica α-SMA. La deposizione di collagene è stata valutata mediante colorazione tricromica di Masson. La quantificazione delle popolazioni cellulari e della percentuale di collagene è stata effettuata mediante approcci di patologia digitale con il software HALO®.
La quantificazione digitale della deposizione di collagene ha evidenziato una correlazione inversa con l’indice proliferativo Ki-67. L’analisi dell’infiltrato linfocitario ha mostrato che il numero complessivo di linfociti T CD3+ e di linfociti B CD20+ non differiva in modo sostanziale tra tessuto non neoplastico e tessuto tumorale. Al contrario, l’analisi delle sottopopolazioni T ha rivelato un arricchimento selettivo del compartimento T nel tessuto tumorale rispetto al tessuto non neoplastico, soprattutto a livello stromale. In particolare, sono risultate aumentate le cellule T helper CD4+, le cellule T citotossiche CD8+, le cellule FOXP3+ e le sottopopolazioni CD4+/FOXP3− e CD4+/FOXP3+.
Nel confronto tra pazienti con decorso non metastatico e pazienti con successiva progressione metastatica, le sottopopolazioni T CD4+ e, in particolare, il fenotipo CD4+/FOXP3− sono risultate maggiormente rappresentate nei casi con evoluzione metastatica, sia nella componente stromale sia in quella epiteliale.
Per quanto riguarda la senescenza cellulare, le combinazioni di marcatori p16/β-Gal e p16/α-SMA sono risultate maggiormente espresse nei casi con successiva progressione metastatica rispetto a quelli a decorso non metastatico, con un’associazione più evidente per la combinazione p16/β-Gal. Inoltre, l’espressione dei marcatori di senescenza è risultata positivamente correlata alla deposizione di collagene nello stroma tumorale.
Nel complesso, i carcinomi mammari luminali mostrano un microambiente stromale e immunitario più articolato di quanto suggerito dalla loro tradizionale classificazione come tumori a bassa immunogenicità. La quantità globale di collagene, pur rappresentando un indicatore del rimodellamento della matrice extracellulare, non appare da sola sufficiente a definire il comportamento biologico del tumore; parallelamente, la modulazione selettiva delle sottopopolazioni T, più che un semplice incremento globale dei TILs, evidenzia la presenza di un microambiente immunitario dinamico. La progressione metastatica sembra associarsi a una specifica riorganizzazione del compartimento T, a una maggiore espressione di marcatori di senescenza e a un rimodellamento collagenico dello stroma. Infine, l’associazione tra senescenza cellulare, attivazione fibroblastica e deposizione di collagene suggerisce una possibile interazione tra cellule senescenti e matrice extracellulare, verosimilmente mediata dal fenotipo secretorio associato alla senescenza. Questi risultati supportano l’importanza di un’analisi multiparametrica e spazialmente contestualizzata del microambiente tumorale, in grado di integrare componente immunitaria, senescenza cellulare e architettura stromale nella comprensione della progressione dei carcinomi mammari luminali.
File
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La tesi non è consultabile. |
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