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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06172026-171030


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06172026-171030
Titolo
Dall'Inferno alla modernità: tracce dantesche in The Waste Land e The Hollow Men di T.S.Eliot
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE, LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Relatori
.
relatore Prof. Ciompi, Fausto
correlatore Prof.ssa Giovannelli, Laura
Parole chiave
  • Dante Alighieri
  • Modernismo
  • T.S Eliot
  • The Hollow Men
  • The Waste Land
Data inizio appello
03/07/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
This master’s thesis provides a comprehensive historical and critical investigation into the fundamental role that Dante Alighieri exerted on the poetic, cultural, and literary formation of Thomas Stearns Eliot, a pivotal figure of twentieth-century Modernism. While Dante stands as the quintessential medieval Italian poet who anchored the Western literary tradition through the Divine Comedy, Eliot emerged as one of the most radical innovators of the English poetic language, capable of repositioning that very tradition within the anxieties of the modern era. The study contextualizes Eliot’s intellectual trajectory within the tumultuous landscape of the early twentieth century—a period marked by technological advancement, rapid urbanization, the trauma of the First World War, and a profound crisis of Victorian and Romantic values. Moving beyond simple superficial comparisons, this research investigates how the dantesque presence acts as a constitutive element of Eliot’s entire aesthetic project, bridging past and present. The primary objective of this research is to analyze the structural and ontological evolution of Eliot’s relationship with Dante, which Eliot himself famously defined as “progressively cumulative”. Methodologically, the thesis adopts a rigorous textual and intertextual approach, integrating close-reading analysis with a meticulous examination of international and Italian critical literature (including the seminal works of Mario Praz, and Roberto Sanesi). The structural workflow is divided into three distinct phases: first, an examination of the historical-biographical roots of Modernism and Eliot's early intellectual shifts (such as his Harvard education and Parisian stay); second, a theoretical deconstruction of Eliot’s core critical tenets; and third, a direct textual analysis of two masterpieces of High Modernism: The Waste Land (1922) and The Hollow Men (1925).The core findings of this study demonstrate that Eliot’s borrowing of Dante is not merely an erudite exercise in citation, but a foundational tool used to dismantle Romantic subjectivism and sentimentalism. The research illustrates how Dante’s visual imagination and allegorical precision directly inspired Eliot’s formulation of the Impersonal Theory of Poetry and the Objective Correlative. Through the textual analysis of The Waste Land and The Hollow Men, the thesis showcases how Eliot rewrites Dante’s Inferno to portray the modern metropolis as a spiritual wasteland. However, a crucial divergence emerges: while Dante’s underworld is anchored in a solid theological architecture where human suffering retains ultimate cosmic meaning and justice, Eliot’s modern hell represents an absolute dissolution of sense, characterized by a fallacious language, broken identities, and the absence of a spiritual center. Furthermore, the study tracks how Eliot’s subsequent conversion in 1927 mirrors a return to Dante’s Purgatorio and Paradiso, shifting the concept of death from a sterile escape to a threshold of transcendent redemption. In conclusion, this thesis underscores that Eliot’s dialogue with Dante represents a masterful operation of cultural reuse, deconstruction, and composition. Eliot did not reject the past; rather, he extracted its essence to forge a highly sophisticated, polifonic language capable of capturing the fragmentation of contemporary reality. The ultimate value of this work lies in showing that the “desolation” articulated by Eliot continues to speak to our current era, transforming historical crisis into a universal category of human experience. By navigating through the lens of tradition, the thesis provides a refined critical framework to understand how modern poetry can seek order, awareness, and spiritual reconciliation out of historical chaos.
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato offre un’indagine storico-critica approfondita sul ruolo fondamentale che Dante Alighieri ha esercitato nella formazione poetica, culturale e letteraria di Thomas Stearns Eliot, figura centrale del Modernismo del XX secolo. Se Dante rappresenta il poeta medievale per antonomasia che ha fondato gran parte della tradizione europea attraverso la Divina Commedia, Eliot si è imposto come uno dei massimi innovatori della lingua inglese, capace di rimodulare quella stessa tradizione all’interno della sensibilità moderna. Lo studio contestualizza la traiettoria intellettuale di Eliot nel tumultuoso panorama del primo Novecento, un’epoca segnata dal progresso tecnologico, dall’urbanizzazione di massa, dal trauma della Prima Guerra Mondiale e dalla profonda crisi dei valori vittoriani e romantici. Evitando accostamenti comparatistici superficiali, la tesi indaga come la presenza dantesca sia un elemento costitutivo del progetto estetico eliotiano, in grado di far dialogare passato e presente. L’obiettivo primario della ricerca è analizzare l’evoluzione strutturale e ontologica del rapporto tra Eliot e Dante, un legame che lo stesso poeta angloamericano definì come “progressivamente cumulativo” nel corso della sua intera carriera. Dal punto di vista metodologico, la tesi adotta un rigoroso approccio testuale e intertestuale, integrando il close reading dei testi con l’esame meticoloso della letteratura critica italiana e internazionale (tra cui spiccano i contributi di Mario Praz e Roberto Sanesi). Il disegno di ricerca si articola in tre fasi: l’analisi delle radici storiche del Modernismo e della formazione biografica di Eliot (tra Harvard e il soggiorno parigino); la deconstructione teorica dei suoi nodi critici principali; e l’analisi testuale diretta di due capolavori dello High Modernism: The Waste Land (1922) e The Hollow Men (1925). I risultati della ricerca dimostrano che il ricorso a Dante da parte di Eliot non si esaurisce in un mero esercizio di citazione erudita, ma costituisce uno strumento fondamentale per scardinare il soggettivismo e il sentimentalismo di matrice romantica. Lo studio illustra come l’immaginazione visiva e la precisione allegorica di Dante abbiano ispirato direttamente la formulazione eliotiana della Teoria Impersonale della Poesia e del Correlativo Oggettivo. Attraverso l’analisi di The Waste Land e The Hollow Men, viene evidenziato come Eliot riscriva l’immaginario dell’Inferno dantesco per rappresentare la metropoli moderna come una terra desolata. Tuttavia, emerge una divergenza strutturale decisiva: laddove l’oltretomba di Dante è retto da una solida architettura teologico-morale in cui il dolore conserva un significato cosmico e di giustizia, l’inferno moderno di Eliot sancisce la dissoluzione assoluta del senso, caratterizzata da un linguaggio fallace, identità spezzate e assenza di un centro spirituale. Infine, la tesi traccia come la successiva conversione di Eliot nel 1927 rifletta un ritorno alle suggestioni del Purgatorio e del Paradiso, trasformando la morte da una sterile estinzione a una soglia di redenzione trascendente. In conclusione, la tesi sottolinea come il dialogo di Eliot con Dante rappresenti una raffinata operazione di riuso, decostruzione e ricomposizione della tradizione in forme rinnovate. Eliot non rifiuta il passato, ma ne estrae l’essenza per dare vita a un linguaggio denso e polifonico, capace di esprimere la frammentazione della realtà contemporanea. Il valore ultimo dell’opera risiede nel dimostrare che la “desolazione” eliotiana continua a parlare al nostro presente, elevando la crisi storica a categoria universale dell'esperienza umana. Attraverso la lente della tradizione, l’elaborato offre un solido quadro critico per comprendere come la poesia moderna, pur partendo dal caos, possa continuare a interrogarsi sulla possibilità di generare ordine, consapevolezza ironica e riconciliazione spirituale.
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