Tesi etd-06152026-083824 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06152026-083824
Titolo
La figura femminile come mediatrice politica nel teatro tragico di Vittorio Alfieri
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
ITALIANISTICA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Fedi, Francesca
Parole chiave
- mediatrice politica
Data inizio appello
03/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
03/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza il ruolo della figura femminile come mediatrice politica nel teatro tragico di Vittorio Alfieri, evidenziando come essa contribuisca in modo significativo alla costruzione delle dinamiche di potere. In un contesto dominato da conflitti tra tirannide e libertà, le protagoniste femminili assumono una funzione intermedia tra sfera privata e pubblica, familiare e politica.
Attraverso l’analisi di alcuni personaggi femminili selezionati, lo studio mostra come tali figure non siano marginali, ma agenti attivi nella gestione dei conflitti. Esse intervengono nei rapporti tra individui e istituzioni, cercando di mediare tra posizioni opposte e proponendo una visione etica del potere fondata su giustizia e responsabilità morale.
La mediazione femminile si esprime soprattutto attraverso il linguaggio e la persuasione, configurandosi come strumento di equilibrio e confronto. Tuttavia, la loro azione risulta spesso inefficace di fronte all’irrigidimento del potere e all’ineluttabilità dell’esito tragico.
La tesi evidenzia quindi come le figure femminili, pur operando in un sistema patriarcale, assumano un ruolo fondamentale nella riflessione alfieriana sul potere. Esse rendono visibile il conflitto tra legge e coscienza, tra autorità e giustizia, contribuendo a mettere in discussione i limiti della tirannide.
In conclusione, le donne nel teatro di Alfieri non sono semplici comprimarie, ma elementi chiave nella costruzione del significato politico delle tragedie, in quanto veicoli di una mediazione morale e civile.
Attraverso l’analisi di alcuni personaggi femminili selezionati, lo studio mostra come tali figure non siano marginali, ma agenti attivi nella gestione dei conflitti. Esse intervengono nei rapporti tra individui e istituzioni, cercando di mediare tra posizioni opposte e proponendo una visione etica del potere fondata su giustizia e responsabilità morale.
La mediazione femminile si esprime soprattutto attraverso il linguaggio e la persuasione, configurandosi come strumento di equilibrio e confronto. Tuttavia, la loro azione risulta spesso inefficace di fronte all’irrigidimento del potere e all’ineluttabilità dell’esito tragico.
La tesi evidenzia quindi come le figure femminili, pur operando in un sistema patriarcale, assumano un ruolo fondamentale nella riflessione alfieriana sul potere. Esse rendono visibile il conflitto tra legge e coscienza, tra autorità e giustizia, contribuendo a mettere in discussione i limiti della tirannide.
In conclusione, le donne nel teatro di Alfieri non sono semplici comprimarie, ma elementi chiave nella costruzione del significato politico delle tragedie, in quanto veicoli di una mediazione morale e civile.
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La tesi non è consultabile. |
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