Tesi etd-06132026-130840 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06132026-130840
Titolo
La tutela del minore nel cyberspazio: un'analisi comparata
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof. Passaglia, Paolo
Parole chiave
- age verification
- codice della privacy
- diritto pubblico comparato
- educazione digitale
- gdpr
- minori
- responsabilità genitoriale
- sharenting
- social network
Data inizio appello
13/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/07/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente progetto di tesi si propone di analizzare le strategie giuridiche adottate per la protezione dei minori nell'ambiente digitale. La ricerca muove dalla consapevolezza che il minore, a seguito dell'avvento di Internet, ha sviluppato una nuova "configurazione spaziale" della propria personalità, che non si riflette più in uno spazio unicamente fisico, ma si proietta maggiormente all'interno di uno spazio virtuale (il c.d. cyberspazio). In questa nuova dimensione egli da fruitore passivo diventa soggetto attivo titolare di diritti fondamentali, spesso in conflitto tra loro: il diritto alla privacy e alla riservatezza e il diritto alla partecipazione e alla libertà di espressione, entrambi rientranti nel più ampio concetto di "best interest of the child". Nel contesto analizzato, il superiore interesse del minore costituisce il principio-guida ispiratore delle principali politiche di regolamentazione delle piattaforme online, imponendo specifici obblighi di age-verification e di mitigazione dei contenuti ritenuti dannosi per un pubblico minorile. Particolarmente dibattuto è anche il tema della "maggiore età digitale", incentrato sulla possibilità e opportunità di rintracciare una soglia d'età minima che rappresenti il raggiungimento della piena consapevolezza del minore e dunque della capacità di prestare un valido consenso per il trattamento dei propri dati personali. Il problema della maggiore età digitale si collega direttamente ad un ulteriore punto critico che riguarda la sfera della responsabilità genitoriale relativamente al fenomeno del c.d. "sharenting", termine che si riferisce alla pratica di condivisione sui social network di contenuti che ritraggono i figli minori a prescindere da una esplicita manifestazione del consenso di questi ultimi. Tale fenomeno è il sintomo dell'esistenza di una realtà oggi particolarmente diffusa, che è quella di contesti familiari all'interno dei quali i genitori stessi si trovano in difficoltà nell'assicurare la giusta protezione ai figli minori di fronte ai rischi del web, essendo loro i primi a non essere completamente educati ad un uso corretto e sano delle piattaforme digitali. Al riguardo, si cercherà di comprendere se i programmi di alfabetizzazione digitale possano costituire un valido strumento per affiancare i genitori nel difficile ruolo educativo, oggi imprescindibilmente proiettato anche all'interno degli spazi della rete.
L'indagine condotta si basa sull'utilizzo del metodo comparativo per esaminare come diversi ordinamenti, nello specifico ordinamenti di civil law (Italia, Francia e Spagna), e di common law (Stati Uniti, Regno Unito e Australia) affrontino il superamento del dogma della "neutralità della rete" a favore di una responsabilità proattiva delle piattaforme e di una cooperazione multilivello, che coinvolge policy-makers, famiglie e istituzioni. Il risultato finale mostra una "convergenza frammentata" della comunità internazionale verso l'introduzione di standard di tutela rivolti agli utenti più vulnerabili del web. Gli approcci, infatti, sono molteplici e diversi tra loro. All'interno dei sistemi di civil law gli interventi statali si collocano nel solco della cornice generale costituita dal General Data Protection Regulation (GDPR) e dal Digital Services Act (DSA), con il riconoscimento di ampi poteri di protezione riconosciute alle Autorità di vigilanza (l'AGCOM in Italia, la CNIL in Francia, l'AEPD in Spagna). Viceversa, nei sistemi di common law variano dall'introduzione di stringenti misure di progettazione by design, tipiche del modello del Regno Unito, alla previsione di una forma di tutela più morbida volta a garantire la libertà di espressione, come avviene negli Stati Uniti, sino all'estremismo del sistema australiano che opta per l'adozione di una politica maggiormente restrittiva.
In definitiva, il tema della tutela del minore nel cyberspazio costituisce una delle principali sfide del panorama giuridico contemporaneo, segnando un processo che, seppur ampiamente sotto l'attenzione dei vari legislatori nazionali, è ancora in divenire.
L'indagine condotta si basa sull'utilizzo del metodo comparativo per esaminare come diversi ordinamenti, nello specifico ordinamenti di civil law (Italia, Francia e Spagna), e di common law (Stati Uniti, Regno Unito e Australia) affrontino il superamento del dogma della "neutralità della rete" a favore di una responsabilità proattiva delle piattaforme e di una cooperazione multilivello, che coinvolge policy-makers, famiglie e istituzioni. Il risultato finale mostra una "convergenza frammentata" della comunità internazionale verso l'introduzione di standard di tutela rivolti agli utenti più vulnerabili del web. Gli approcci, infatti, sono molteplici e diversi tra loro. All'interno dei sistemi di civil law gli interventi statali si collocano nel solco della cornice generale costituita dal General Data Protection Regulation (GDPR) e dal Digital Services Act (DSA), con il riconoscimento di ampi poteri di protezione riconosciute alle Autorità di vigilanza (l'AGCOM in Italia, la CNIL in Francia, l'AEPD in Spagna). Viceversa, nei sistemi di common law variano dall'introduzione di stringenti misure di progettazione by design, tipiche del modello del Regno Unito, alla previsione di una forma di tutela più morbida volta a garantire la libertà di espressione, come avviene negli Stati Uniti, sino all'estremismo del sistema australiano che opta per l'adozione di una politica maggiormente restrittiva.
In definitiva, il tema della tutela del minore nel cyberspazio costituisce una delle principali sfide del panorama giuridico contemporaneo, segnando un processo che, seppur ampiamente sotto l'attenzione dei vari legislatori nazionali, è ancora in divenire.
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