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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06122026-000117


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06122026-000117
Titolo
I PRINCIPI COSTITUZIONALI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NELL’ERA DELL’INNOVAZIONE DIGITALE: L’E-PROCUREMENT E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof. Pertici, Andrea
Parole chiave
  • digitalizzazione
  • e-procurement
  • innovazione
  • intelligenza artificiale
  • principi costituzionali
  • pubblica amministrazione
  • trasparenza
Data inizio appello
09/07/2026
Consultabilità
Tesi non consultabile
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato indaga l'evoluzione del modus operandi della pubblica amministrazione italiana alla luce del processo di digitalizzazione, non già in chiave meramente storica o descrittiva, bensì attraverso una ricostruzione sistematica che muove dal Dettato costituzionale per giungere alle più recenti riforme legislative e alle prospettive aperte dall'impiego dell'intelligenza artificiale. La tesi di fondo che attraversa l'intera trattazione è che la trasformazione digitale non costituisca un fenomeno meramente organizzativo o tecnico, ma rappresenti uno strumento di attuazione dei principi costituzionali che presiedono all'azione amministrativa: il buon andamento, l'imparzialità, la trasparenza e, in ultima analisi, la buona amministrazione. In tale prospettiva, particolare attenzione è dedicata al settore dei contratti pubblici – l'e-procurement – quale ambito nel quale digitalizzazione, trasparenza e prevenzione della corruzione si intrecciano in modo peculiare.

Il secondo capitolo ricostruisce il fondamento costituzionale ed europeo della digitalizzazione dell'azione amministrativa. Muovendo dall'articolo 97 della Costituzione, si esamina l'evoluzione interpretativa dei principi di buon andamento e di imparzialità, ripercorrendo la giurisprudenza costituzionale che ne ha progressivamente arricchito il contenuto: dall'organizzazione ottimale degli uffici ai criteri di razionalità e non arbitrarietà dell'azione amministrativa, sino alla loro sintesi nel concetto di buona amministrazione, oggi consacrato anche dall'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Si analizza quindi l'articolo 117 della Costituzione, il cui riferimento al «coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale» costituisce un richiamo "quasi" esplicito alla digitalizzazione. La disamina prosegue con il pacchetto normativo europeo: il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali, la disciplina del mercato e dei servizi digitali, il Regolamento eIDAS e la sua recente evoluzione in materia di identità digitale, sino al Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale e al relativo approccio fondato sul rischio. Il capitolo si chiude con l'esame dei principi di trasparenza, del diritto di accesso agli atti amministrativi e dell'amministrazione di risultato, quali precipitati – tanto teorici quanto operativi – dei valori cristallizzati dal Costituente, riletti attraverso le più recenti interpretazioni della Consulta e della dottrina.

Il terzo capitolo è dedicato alla legislazione interna in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione. L'analisi prende le mosse dal Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), del quale si ripercorre la trasformazione da codice tecnico a vera e propria carta dei diritti di cittadinanza digitale, con particolare riguardo alla riforma del 2017, improntata a razionalizzazione e deregolamentazione, e al ruolo dell'AgID quale autorità di indirizzo strategico, regolazione tecnica e vigilanza, anche attraverso il Piano Triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione. Si esamina quindi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nel suo quadro europeo e nazionale, quale acceleratore della transizione digitale, e il paradigma del Freedom of Information Act, dalla sua genesi internazionale alla trasposizione nell'ordinamento italiano con l'accesso civico generalizzato, sino alla sua proiezione nel settore degli appalti. Il cuore del capitolo è costituito dall'analisi del public procurement: il nuovo codice dei contratti pubblici (d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36) è esaminato quale espressione di un mutamento di paradigma – dal "codice guardiano" al "codice volano" – fondato sui principi del risultato e della fiducia, posti a presidio di una rinnovata discrezionalità amministrativa e di un superamento della burocrazia difensiva. In tale cornice si collocano l'esame della digitalizzazione dell'intero ciclo di vita dei contratti, della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, del Fascicolo Virtuale dell'Operatore Economico, delle piattaforme di approvvigionamento digitale e del relativo sistema di certificazione.

Il quarto capitolo affronta il diritto di accesso ai servizi pubblici digitali, collocandolo nella dialettica costituzionale e affrancandolo da una lettura meramente organizzativa: l'accesso non è una facilitazione concessa al cittadino-utente, bensì la misura della tutela concreta dei suoi diritti. In questa prospettiva si analizzano l'identità digitale quale porta d'accesso ai servizi – SPID, Carta d'identità elettronica e punto unico di accesso realizzato dall'app IO – con uno specifico approfondimento sul contesto applicativo del Ministero della Difesa, nonché le piattaforme abilitanti PagoPA, SEND e Fascicolo Sanitario Elettronico. Il capitolo si misura poi con il principio di uguaglianza sostanziale, esaminando i temi dell'accessibilità e del divario digitale, la figura del difensore civico digitale e, infine, il welfare digitale quale nuovo paradigma costituzionale dell'erogazione dei servizi.

Il quinto capitolo volge lo sguardo alle prospettive future, esaminando l'impiego degli algoritmi e dell'intelligenza artificiale da parte della pubblica amministrazione. Dopo alcune considerazioni introduttive sull'avvento della società dell'algoritmo, si ricostruiscono la legittimità e i limiti dell'amministrazione algoritmica quali delineati dalla giurisprudenza amministrativa – che ha riconosciuto la piena compatibilità del ricorso agli strumenti informatici con i principi dell'azione amministrativa, a condizione che siano garantiti la trasparenza e la conoscibilità dell'algoritmo, la non esclusività della decisione automatizzata e il controllo umano – e sistematizzati dalla dottrina costituzionalistica. L'indagine si sofferma quindi sui sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale attualmente in uso presso le amministrazioni e sulle più recenti fonti della disciplina, in dialogo con il quadro regolatorio europeo. La prospettiva accolta rifugge tanto dalla fuga timorosa dalla tecnologia quanto dal suo impiego incondizionato: l'intelligenza artificiale, ove ben governata – con l'uomo nel circuito decisionale, con dati di qualità e con piena rendicontabilità – non costituisce una minaccia per il cittadino, bensì uno degli strumenti più efficaci della sua tutela nei confronti del pubblico potere.

Le conclusioni restituiscono il filo unitario della ricerca: la digitalizzazione della pubblica amministrazione, dall'e-procurement all'intelligenza artificiale, si rivela non già una mera modernizzazione strumentale, ma una forma di attuazione dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità e trasparenza, capace di ridurre l'opacità dei procedimenti, contenere il rischio corruttivo e rendere effettivi i diritti del cittadino nel rapporto con i pubblici poteri.
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