Tesi etd-06092026-140446 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-06092026-140446
Titolo
IA E DIRITTO PRIVATO: UNO SGUARDO D’INSIEME
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
.
relatore Prof. Bosetti, Francesco
Parole chiave
- AI
- AI Act
- Deep Learning
- Diritto privato
- GDPR
- IA
- Machine Learning
- Responsabilità civile
Data inizio appello
09/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
09/07/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi si propone di analizzare il rapporto tra intelligenza artificiale e diritto privato, soffermandosi sulle principali questioni giuridiche che l’evoluzione tecnologica ha posto all’attenzione della dottrina, del legislatore e della giurisprudenza. L’obiettivo del lavoro è quello di offrire una panoramica complessiva di un fenomeno in continua trasformazione che, nel giro di pochi anni, ha inciso profondamente sulle modalità di produzione, circolazione e utilizzo delle informazioni, influenzando anche i tradizionali istituti del diritto privato.
La trattazione prende avvio da un’analisi del concetto di intelligenza artificiale e delle sue principali caratteristiche. Dopo aver ricostruito le origini storiche della disciplina, dalle riflessioni di Alan Turing fino agli sviluppi più recenti dell’intelligenza artificiale generativa, vengono illustrati i meccanismi di funzionamento dei sistemi di machine learning e deep learning, evidenziando come tali tecnologie siano in grado di elaborare dati, apprendere dall’esperienza e produrre risultati spesso non immediatamente prevedibili. Questa parte introduttiva risulta essenziale per comprendere le problematiche giuridiche che emergono quando decisioni e attività tradizionalmente riconducibili all’essere umano vengono affidate a sistemi automatizzati.
Successivamente l’elaborato esamina il quadro normativo nazionale, europeo e internazionale. Particolare attenzione viene dedicata al percorso che ha condotto all’adozione dell’AI Act, il primo regolamento europeo interamente dedicato all’intelligenza artificiale. L’analisi mette in luce la scelta dell’Unione europea di adottare un approccio fondato sulla valutazione del rischio, distinguendo i diversi sistemi di IA in base al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali delle persone. Vengono inoltre approfonditi i rapporti tra AI Act e GDPR, le problematiche legate alla protezione dei dati personali, nonché le più recenti iniziative legislative sviluppate sia a livello europeo sia nell’ordinamento italiano.
La parte centrale della ricerca è dedicata ai principali settori nei quali il diritto privato è chiamato a confrontarsi con l’intelligenza artificiale. In questo contesto vengono affrontati temi particolarmente rilevanti, quali la responsabilità civile per i danni causati da sistemi autonomi, la possibilità di attribuire una forma di soggettività giuridica alle entità artificiali, la contrattazione algoritmica e le nuove modalità di formazione del consenso. Ampio spazio viene riservato anche alle questioni concernenti la proprietà intellettuale, soprattutto con riferimento alle opere generate dall’intelligenza artificiale e alle invenzioni realizzate attraverso sistemi autonomi.
L’elaborato prende inoltre in considerazione ulteriori ambiti di applicazione dell’IA, tra cui l’organizzazione societaria, la giustizia predittiva, i veicoli autonomi, la diffusione di contenuti generati artificialmente e il fenomeno della disinformazione. Vengono infine analizzate le problematiche giuridiche che si sviluppano all’interno degli ambienti virtuali e del metaverso, contesti nei quali l’interazione tra tecnologia e diritto appare particolarmente intensa.
La tesi si conclude con una rassegna delle principali pronunce giurisprudenziali nazionali che hanno affrontato questioni connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Attraverso l’esame delle decisioni dei giudici emerge come l’ordinamento sia già chiamato a confrontarsi concretamente con problemi che fino a pochi anni fa appartenevano quasi esclusivamente al dibattito teorico. Nel complesso, il lavoro evidenzia la necessità di individuare un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti, valorizzando gli strumenti già presenti nel diritto privato e adattandoli alle sfide poste dalla nuova realtà digitale.
La trattazione prende avvio da un’analisi del concetto di intelligenza artificiale e delle sue principali caratteristiche. Dopo aver ricostruito le origini storiche della disciplina, dalle riflessioni di Alan Turing fino agli sviluppi più recenti dell’intelligenza artificiale generativa, vengono illustrati i meccanismi di funzionamento dei sistemi di machine learning e deep learning, evidenziando come tali tecnologie siano in grado di elaborare dati, apprendere dall’esperienza e produrre risultati spesso non immediatamente prevedibili. Questa parte introduttiva risulta essenziale per comprendere le problematiche giuridiche che emergono quando decisioni e attività tradizionalmente riconducibili all’essere umano vengono affidate a sistemi automatizzati.
Successivamente l’elaborato esamina il quadro normativo nazionale, europeo e internazionale. Particolare attenzione viene dedicata al percorso che ha condotto all’adozione dell’AI Act, il primo regolamento europeo interamente dedicato all’intelligenza artificiale. L’analisi mette in luce la scelta dell’Unione europea di adottare un approccio fondato sulla valutazione del rischio, distinguendo i diversi sistemi di IA in base al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali delle persone. Vengono inoltre approfonditi i rapporti tra AI Act e GDPR, le problematiche legate alla protezione dei dati personali, nonché le più recenti iniziative legislative sviluppate sia a livello europeo sia nell’ordinamento italiano.
La parte centrale della ricerca è dedicata ai principali settori nei quali il diritto privato è chiamato a confrontarsi con l’intelligenza artificiale. In questo contesto vengono affrontati temi particolarmente rilevanti, quali la responsabilità civile per i danni causati da sistemi autonomi, la possibilità di attribuire una forma di soggettività giuridica alle entità artificiali, la contrattazione algoritmica e le nuove modalità di formazione del consenso. Ampio spazio viene riservato anche alle questioni concernenti la proprietà intellettuale, soprattutto con riferimento alle opere generate dall’intelligenza artificiale e alle invenzioni realizzate attraverso sistemi autonomi.
L’elaborato prende inoltre in considerazione ulteriori ambiti di applicazione dell’IA, tra cui l’organizzazione societaria, la giustizia predittiva, i veicoli autonomi, la diffusione di contenuti generati artificialmente e il fenomeno della disinformazione. Vengono infine analizzate le problematiche giuridiche che si sviluppano all’interno degli ambienti virtuali e del metaverso, contesti nei quali l’interazione tra tecnologia e diritto appare particolarmente intensa.
La tesi si conclude con una rassegna delle principali pronunce giurisprudenziali nazionali che hanno affrontato questioni connesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Attraverso l’esame delle decisioni dei giudici emerge come l’ordinamento sia già chiamato a confrontarsi concretamente con problemi che fino a pochi anni fa appartenevano quasi esclusivamente al dibattito teorico. Nel complesso, il lavoro evidenzia la necessità di individuare un equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti, valorizzando gli strumenti già presenti nel diritto privato e adattandoli alle sfide poste dalla nuova realtà digitale.
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La tesi non è consultabile. |
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