logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06082026-115948


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06082026-115948
Titolo
Il De Humana Physiognomonia di Giovan Battista Della Porta: fisiognomica, illustrazione scientifica e collezionismo nella Napoli di fine XVI secolo
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Relatori
.
relatore Prof.ssa Maffei, Sonia
Parole chiave
  • collezionismo
  • Della Porta
  • fisiognomica
  • illustrazione scientifica
  • museologia
  • museology
  • physiognomy
Data inizio appello
25/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
25/06/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il De Humana Physiognomonia (1586) di Giovan Battista Della Porta, esito teorico più compiuto della fisiognomica cinquecentesca, è indagato in rapporto al contesto culturale del tardo Rinascimento, all'illustrazione scientifica e alle pratiche collezionistiche. Il primo capitolo ricostruisce le radici della disciplina, ripercorrendone la tradizione dalle fonti greche e latine fino al Rinascimento. Al centro è il metodo analogico tratto dai Physiognomonika pseudoaristotelici, inscritto in una visione neoplatonica del cosmo — il mondo come «Grande Animale» — in rapporto alla dottrina degli umori e alla teoria delle segnature. Il secondo capitolo esamina l'apparato iconografico: attraverso il carteggio con Luigi d'Este si ricostruisce la produzione delle incisioni della princeps del 1586, avanzando prove inedite sulla questione attributiva e proponendo l'ipotesi di un coinvolgimento fiammingo. Si traccia poi la ricezione del trattato nelle arti figurative — Ribera, Caravaggio, Rubens —, e il declino della fisiognomica da scienza a curiosità popolare. Il terzo capitolo ricostruisce le pratiche collezionistiche dei fratelli Della Porta nel quadro del collezionismo antiquario napoletano, integrando le fonti note sul museo di Giovan Vincenzo con documenti inediti — lettere dei carteggi Peiresc e Ortelius e documenti d’archivio — per ricostruirne consistenza e organizzazione, discutendone la natura ibrida tra antiquaria erudita, Wunderkammer e nascente museo naturalistico.
File