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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06062026-174009


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06062026-174009
Titolo
Morfologia, materia prima e contesto: un'analisi integrata delle perline della Mesopotamia meridionale protodinastica
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
ORIENTALISTICA: EGITTO, VICINO E MEDIO ORIENTE
Relatori
.
relatore Pizzimenti, Sara
Parole chiave
  • beads
  • Diyala
  • early dynastic period
  • materie prime
  • Mesopotamia
  • perline
  • protodinastico
  • raw materials
  • tipologia
  • typology
Data inizio appello
25/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
25/06/2029
Riassunto (Inglese)
The thesis examines bead repertoires dating to the Early Dynastic I-III period, ca. 2900-2350 BCE, from southern Mesopotamia and the Diyala Valley. Its aim is to investigate the historical, technological, social, and contextual information that can be obtained through an integrated analysis of this category of artefacts, understood as part of broader systems of production, circulation, use, and deposition.
Chapter 1 outlines the historical and geographical framework within which the corpus is situated, focusing on the environmental, settlement, urban, and institutional characteristics of southern Mesopotamia and the Diyala region during the third millennium BCE.
The corpus analysed includes material from selected sites in southern Mesopotamia - Ur, Abu Salabikh, Kish, Shuruppak, Girsu, and Nippur - and in the Diyala region - Khafajah, Tell Asmar, and Tell Agrab. These sites and their associated contexts are briefly presented in Chapter 4.
Following a discussion of the current state of research and of the theoretical and methodological framework adopted, Chapter 2 addresses the main lines of research concerning beads, with particular attention to terminological and taxonomic issues, problems relating to data comparability, technological approaches, and the interpretation of raw materials.
Chapter 3 then focuses on the methodological framework adopted. The heterogeneity of the documentation consulted made it necessary to undertake a preliminary process of data collection and standardisation through the creation of a relational database structured into distinct hierarchical levels - sites, contexts, assemblages, and isolated beads - and supported by tables of controlled vocabularies for materials, malacological species, manufacturing techniques, perforation types, profiles, cross-sectional outlines, and special forms. This structure preserves the association between each individual artefact and its find context, while the use of controlled vocabularies makes it possible to query the corpus by cross-referencing morphological, material, technological, and contextual parameters.
In Chapter 5, the thesis reworks H. C. Beck’s typological system, adapting it to the specific requirements of the corpus under study. The proposed classification breaks form down into three distinct parameters: cross-sectional outline, longitudinal profile, and dimensional class. Alongside this classification, the thesis identifies a number of special forms, namely artefacts in which technical, constructional, functional, or surface features take precedence over purely geometric description.
Chapter 6 focuses on the analysis of the raw materials and documented manufacturing techniques. The materials are organised into broad categories: mineral and lithic materials, organic and malacological materials, metals and alloys, and artificial materials. Their distribution is analysed in relation to sites, chronological phases, and broad context categories - funerary, temple, domestic, and administrative - highlighting their involvement in processes of selection, procurement, circulation, and transformation. From a technological point of view, the thesis distinguishes between the morphology of the perforation, which can be observed on the artefact, and the perforation technique itself, which can only be identified when the available documentation allows it.
Riassunto (Italiano)
La tesi prende in esame i repertori di perline del periodo Protodinastico I-III, databili tra il 2900 e 2350 a.C. ca., provenienti dalla Mesopotamia meridionale e dalla valle della Diyala, con l’obiettivo di comprendere quali informazioni storiche, tecnologiche, sociali e contestuali possano emergere da un’analisi integrata di questa categoria di manufatti, intesa come componente di ampi sistemi di produzione, circolazione, uso e deposizione.
Il Capitolo 1 delinea il quadro storico-geografico entro cui si colloca il corpus, soffermandosi sulle caratteristiche ambientali, insediative, urbane e istituzionali della Mesopotamia meridionale e della Diyala nel III millennio a.C.
Il corpus analizzato comprende materiali provenienti da una selezione di siti nella Mesopotamia meridionale - Ur, Abu Salabikh, Kish, Shuruppak, Girsu e Nippur - e della Diyala - Khafajah, Tell Asmar e Tell Agrab -, i quali sono inquadrati sinteticamente, assieme ai relativi contesti, nel Capitolo 4.
Dopo una presentazione dello stato dell’arte e della cornice teorico-metodologica adottata, il Capitolo 2 affronta le principali linee di ricerca relative alle perline, con particolare attenzione ai problemi terminologici, tassonomici e relativi alla comparabilità dei dati, all'approccio tecnologico e all'interpretazione delle materie prime.
La tesi si concentra quindi, nel Capitolo 3, sulla descrizione dell’impianto metodologico adottato. L’eterogeneità della documentazione consultata ha reso necessario un lavoro preliminare di raccolta e normalizzazione dei dati attraverso la creazione di un database relazionale strutturato in livelli gerarchici distinti - siti, contesti, assemblaggi e perline isolate – e corredato da tabelle di vocabolari controllati - materiali, specie malacologiche, tecniche di lavorazione, tipologie di foratura, profili, perimetri e forme speciali. Questa struttura preserva l’associazione tra il singolo reperto e il suo contesto di provenienza e l’utilizzo di vocabolari controllati consente di interrogare il corpus incrociando parametri morfologici, materici, tecnologici e contestuali.
Nel Capitolo 5 la tesi rielabora il sistema tipologico di H. C. Beck adattandolo alle esigenze specifiche del repertorio, in un'analisi sistematica che scompone la forma in tre parametri distinti: perimetro, profilo longitudinale e classe dimensionale; a questa si affianca il riconoscimento di alcune forme speciali, cioè quei manufatti in cui caratteristiche tecnico-costruttive, funzionali o superficiali prevalgono rispetto alla descrizione geometrica.
Nel Capitolo 6 la ricerca si sofferma sull’analisi delle materie prime e delle tecniche di lavorazione documentate. I materiali sono organizzati in macro-categorie di appartenenza: materiali minerali e litici, organici e malacologici, metalli e leghe e materiali artificiali, la cui distribuzione viene analizzata in relazione ai siti, alle fasi cronologiche e ai diversi macrotipi di contesto - funerario, templare, domestico e amministrativo - evidenziando la loro partecipazione a dinamiche di selezione, approvvigionamento, circolazione e trasformazione. Dal punto di vista tecnologico, la tesi distingue tra morfologia del foro, osservabile sul manufatto, e tecnica di perforazione propriamente detta, identificabile solo quando la documentazione disponibile lo consente.
Il Capitolo 7, infine, prende in esame la composizione e la sintassi degli assemblaggi ornamentali, passando da una distribuzione quantitativa dei repertori e dall’applicazione della network analysis, a una lettura ravvicinata di alcuni casi studio selezionati per la loro capacità di rendere visibili fenomeni di standardizzazione, composizione polimaterica, alternanza cromatica, modularità e possibile connessione con reti di approvvigionamento o tradizioni tecnologiche specifiche.
Le appendici costituiscono parte integrante del lavoro. L’Appendice A raccoglie le tabelle generali e di calcolo e i vocabolari controllati utilizzati nel database; l’Appendice B contiene un catalogo dettagliato dei contesti analizzati; l'Appendice C presenta il catalogo relativo agli assemblaggi documentati; l'Appendice D fornisce una descrizione delle perline prive di associazione a repertori più ampi; infine, l’Appendice E raccoglie, nella Sezione I, il repertorio delle possibili tecniche di lavorazione, comprese quelle utili come riferimento descrittivo o comparativo anche quando non risultano necessariamente attestate nel corpus; nella Sezione II presenta il catalogo dei soli reperti per i quali è stata registrata un’associazione tecnica osservata, riportata dalla letteratura o inferita sulla base di indicatori riconoscibili. A queste sezioni si affiancano ulteriori strumenti di approfondimento, come il glossario morfologico e metrico, la bibliografia e la sitografia consultate e l'apparato iconografico.
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