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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06042026-214208


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06042026-214208
Titolo
Comportamenti alimentari patologici e variabili psicopatologiche in un campione di pazienti obesi trattati in chirurgia bariatrica e/o terapia con GLP-1 RA
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • Chirurgia bariatrica
  • Comportamenti alimentari patologici
  • GLP-1 RA
  • Obesità
  • Psicopatologia
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L'obesità è una complessa patologia cronica e multifattoriale, associata a gravi alterazioni metaboliche e a profonde implicazioni psicologiche, tra cui disturbi del comportamento alimentare, marcata insoddisfazione per la propria immagine corporea e gravi difficoltà relazionali, problematiche per le quali la chirurgia bariatrica e le recenti terapie farmacologiche basate sugli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1 RA) rappresentano gli approcci di elezione. Il presente studio analizza le differenze cliniche e psicopatologiche in un campione totale di 77 pazienti (caratterizzato da una prevalenza femminile variabile tra il 76,0% e il 91,7%), suddiviso in quattro specifiche categorie di trattamento: pazienti con obesità pre-bariatrica (n=25, età media 48,48 anni, BMI medio 41,16 kg/m²), pazienti post-chirurgia bariatrica (n=31, età media 56,94 anni, BMI medio 29,14 kg/m²), pazienti in sola terapia con GLP-1 RA (n=12, età media 47,42 anni, BMI medio 37,26 kg/m²) e pazienti post-chirurgia con terapia aggiuntiva GLP-1 RA (n=9, età media 61,33 anni, BMI medio 32,85 kg/m²). Dal punto di vista sociodemografico, la maggioranza dei partecipanti risulta coniugata, impiegata attivamente e in possesso di un livello di istruzione secondaria o superiore. Le indagini relative ai comportamenti alimentari disfunzionali dimostrano chiaramente l'assenza di differenze statisticamente significative tra i gruppi clinici per quanto riguarda la dipendenza da cibo misurata con la Yale Food Addiction Scale (YFAS), gli episodi di abbuffata valutati con la Binge Eating Scale (BES) e il comportamento di "piluccamento" continuo (grazing) analizzato con il Repetitive Eating Questionnaire (REP(EAT)-Q). Al contrario, emergono differenze statisticamente significative in merito ai sintomi dell'alimentazione notturna, valutati mediante la versione italiana del Night-Eating Questionnaire (I-NEQ, p=0.017). Nello specifico, i pazienti pre-bariatrici registrano i livelli medi massimi per i disturbi da alimentazione notturna, mentre i pazienti post-bariatrici sottoposti a terapia farmacologica aggiuntiva con GLP-1 RA mostrano i punteggi minimi in assoluto. L'analisi approfondita delle variabili psicopatologiche, indagate attraverso l'Eating Disorder Inventory (EDI), la Difficulties in Emotion Regulation Scale (DERS) e il Beck Depression Inventory (BDI), ha evidenziato inaspettatamente l'assenza di variazioni cliniche rilevanti tra i gruppi per la sintomatologia depressiva, la disregolazione emotiva, la spinta alla magrezza e la bulimia. Le uniche differenze cardine tra le quattro coorti si manifestano nei domini dell'Insoddisfazione Corporea (EDI_BD, p<0.001) e della Sfiducia Interpersonale (EDI_ID, p=0.017). I confronti post-hoc di Bonferroni precisano infatti che i pazienti pre-bariatrici riportano un'insoddisfazione corporea significativamente maggiore sia rispetto ai soggetti operati (differenza media di 8,28, p<0.001), sia rispetto a chi integra l'intervento chirurgico con la terapia GLP-1 RA (differenza media di 10,73, p=0.012). Inoltre, i candidati all'intervento chirurgico evidenziano una minore fiducia interpersonale rispetto ai pazienti della coorte post-bariatrica (differenza media di 3,04, p=0.027).

A completamento dell’indagine trasversale, la valutazione longitudinale condotta su un sub-campione di soggetti ha permesso di esaminare l’evoluzione clinica e psicometrica pre- e post-trattamento, rivelando un impatto terapeutico di marcata rilevanza. L’andamento ponderale, ottimizzato metodologicamente mediante l’imputazione per interpolazione lineare dei dati, mostra una riduzione precoce e statisticamente significativa del BMI a 2 mesi (Media Pre=40.32 vs Media Post=39.56 kg/m², p=0.0195), seguita da un progressivo incremento del calo clinico a 6 mesi (Media Post=40.84 kg/m²), la cui mancata significatività statistica (p=0.3125) risente unicamente del decremento temporaneo della numerosità campionaria (n=5). Sul piano dei comportamenti alimentari, la Binge Eating Scale (BES) evidenzia l’abbattimento più robusto dello studio, associato a una riduzione altamente significativa del punteggio totale e di entrambi i sottodomini comportamentale e cognitivo-emotivo (p=0.0078 per tutti i parametri), con il totale azzeramento dei quadri di gravità elevata e la remissione sub-clinica nel 90% dei pazienti. Coerentemente, l’analisi della Yale Food Addiction Scale (YFAS 2.0) fa emergere un abbattimento drastico e significativo del punteggio totale continuo (Media Pre=51.09 vs Media Post=21.09, p=0.0020), dimostrando l’efficacia della terapia nel silenziare l’intensità pervasiva del carico sintomatologico globale (food noise) a fronte di un andamento solo tendenziale del conteggio categoriale dei sintomi (p=0.0625). Anche i pattern di spiluccamento indagati con il REP(EAT)-Q registrano una contrazione significativa per il punteggio globale (p=0.0039) e per il mangiare ripetitivo (p=0.0117), mostrando un trend clinico favorevole seppur non significativo per il grazing compulsivo (p=0.0938). Infine, sul versante del benessere psicologico, si osserva un decremento statisticamente significativo della sintomatologia depressiva globale valutata con il BDI-II (Media Pre=11.00 vs Media Post=8.09, p=0.0410), trainata da un effetto cumulativo e diffuso che non raggiunge la significatività nei singoli sottodomini cognitivi (p=0.1250) e somatico-affettivi (p=0.1338), mentre la scala dell’alimentazione emotiva (EES, p=0.5625) risente dell’esiguità del campione compilante (n=8), nonostante l’azzeramento sintomatologico completo riscontrato nei casi inizialmente più severi.


In conclusione, i risultati di questo studio indicano che le differenze cliniche tra i gruppi emergono in modo nettamente prevalente sul piano della psicopatologia alimentare e della percezione dell’immagine corporea, piuttosto che su altri comportamenti problematici, come il binge eating, o comorbidità generali come la depressione. L'introduzione del dato longitudinale arricchisce e specifica questo scenario, dimostrando che nel tempo il trattamento non si limita a un’efficacia statica, ma avvia un processo dinamico di profonda ristrutturazione comportamentale in grado di silenziare l'intensità della dipendenza da cibo, indurre la remissione clinica delle abbuffate, arginare i pattern di spiluccamento e stabilizzare il tono dell'umore globale per via cumulativa. Questo riscontro rappresenta uno dei messaggi centrali della ricerca, suggerendo che l’associazione tra trattamenti chirurgici e terapie GLP-1 RA non solo si lega a un evidente miglioramento dell’accettazione corporea, ma favorisce anche un decisivo recupero nelle capacità relazionali del paziente, produce una significativa riduzione dei sintomi alimentari notturni e agisce sinergicamente a livello centrale nel mitigare il carico psicopatologico complessivo.
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