logo SBA

ETD

Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06042026-180248


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06042026-180248
Titolo
Analisi longitudinale sulla risposta terapeutica ai glucocorticoidi nella orbitopatia basedowiana
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • analisi longitudinale
  • EUGOGO guidelines
  • glucocorticoidi endovena
  • Graves' ophthalmopathy
  • intravenous glucocorticoids
  • longitudinal study
  • risposta terapeutica
  • therapeutic response
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione e Razionale dello Studio - L’orbitopatia basedowiana (Thyroid Eye Disease, TED o GO) è la manifestazione extra tiroidea più comune e invalidante del morbo di Graves, caratterizzata da un processo autoimmune che porta all'attivazione dei fibroblasti orbitari tramite i recettori TSH-R e IGF-1R. Questo innesca una cascata infiammatoria, adipogenesi e accumulo di glicosaminoglicani che aumentano la pressione endorbitaria. Per le forme di grado moderatamente grave e attive, i glucocorticoidi per via endovenosa (ivGCs) rappresentano la terapia di prima linea.
Le linee guida EUGOGO (EUropean group on Graves’ Orbitopathy) raccomandano di valutare l'efficacia dei ivGCs, dopo 3 mesi dall'inizio del trattamento. Poiché i GCs agiscono sia tramite meccanismi non genomici rapidi, sia tramite meccanismi genomici ritardati (che regolano il rimodellamento strutturale dei tessuti), l'imposizione di un endpoint così precoce rischia di generare un "paradosso clinico", classificando prematuramente come non-responder pazienti con traiettorie di guarigione più lente, esponendoli a inutili escalation terapeutiche di seconda linea.
Obiettivi - Il presente studio si propone di caratterizzare la dinamica temporale a lungo termine della risposta terapeutica agli ivGCs, identificando il reale punto di massimo beneficio clinico nel corso dei successivi follow-up.
Si pone, inoltre, l'obiettivo di confrontare l'evoluzione dell'attività di malattia, misurata attraverso il Clinical Activity Score (CAS) rispetto alla probabilità di risposta globale al trattamento, misurata attraverso il Revised Composite Index proposto dalle linee guida EUGOGO, al fine di identificare le tempistiche ottimali di valutazione della risposta terapeutica ai GCs.
Materiali e Metodi - Abbiamo condotto uno studio di coorte longitudinale retrospettivo su 134 pazienti consecutivi con orbitopatia basedowiana attiva da moderata a grave (valutati tra il 2022 e il 2024 presso il centro di riferimento EUGOGO dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana), trattati con protocollo standardizzato di metilprednisolone iv (dose cumulativa 4.5 g in 12 settimane).
L'outcome primario (risposta clinica) è stato valutato tramite il Revised Composite Index EUGOGO.
L'outcome secondario è stato la valutazione dell’attività di malattia attraverso la misurazione del CAS (malattia attiva se CAS ≥ 3 verso malattia inattiva se CAS < 3).
L'analisi dei dati è stata eseguita mediante l'applicazione di Generalized Estimation Equation (GEE), testando termini temporali sia lineari sia quadratici e aggiustando i modelli per possibili fattori confondenti basali quali età, sesso, fumo, livelli di TRAb, trattamento dell’ipertiroidismo e dose cumulativa di farmaco.
Risultati - L'analisi GEE ha dimostrato che la probabilità di risposta terapeutica (outcome primario) aumenta progressivamente nel tempo seguendo una traiettoria non lineare (p-value fortemente significativo sia per l’analisi univariata che multivariata). L'inclusione del termine quadratico ha evidenziato una decelerazione della curva con il raggiungimento di un plateau e di un picco di massima probabilità di risposta a circa 14.4-14.8 mesi dall'inizio della terapia, dimostrando che alla valutazione 3 mesi, il beneficio clinico strutturale è solo parzialmente espresso.
Al contrario, la probabilità di avere una malattia non attiva (outcome secondario) ha mostrato un pattern temporale puramente lineare, senza evidenza di effetto plateau (p-value non significativo per il termine quadratico sia nel modello semplice, che univariato). Questo suggerisce che la componente infiammatoria della malattia si riduca progressivamente e in modo costante nel tempo, con un pattern distinto rispetto alla risposta clinica complessiva, verosimilmente più influenzata dal rimodellamento macroscopico dei tessuti orbitari.
Conclusioni - Lo studio dimostra l'esistenza di una netta dissociazione temporale tra la risoluzione dell'infiammazione (rapida e lineare) e il rimodellamento strutturale orbitario (ritardato e non lineare).
La massima probabilità di risposta clinica si manifesta ben oltre le tempistiche precoci raccomandate dalle linee guida, raggiungendo un picco a quasi 15 mesi dal baseline. Questi risultati suggeriscono la necessità di estendere i tempi di osservazione clinica prima di decretare il fallimento della terapia steroidea di prima linea, ottimizzando il decision-making clinico ed evitando il ricorso inappropriato terapie di seconda linea o a interventi chirurgici prematuri.
File