Tesi etd-06042026-151651 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-06042026-151651
Titolo
Donne e giardini in età vittoriana: la coltivazione della natura e del sapere in Days and Hours in a Garden di E. V. Boyle, Elizabeth and Her German Garden di Elizabeth von Arnim e Home and Garden di Gertrude Jekyll
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LINGUE, LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Relatori
.
relatore Prof.ssa Giovannelli, Laura
Parole chiave
- Donne
- Età Vittoriana
- Giardini
Data inizio appello
03/07/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
03/07/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente lavoro si propone di analizzare il rapporto tra le donne e i giardini nell’epoca vittoriana. A tal fine, il primo capitolo è dedicato alla storia del giardino, individuando le caratteristiche tipiche dei giardini di ogni epoca, con particolare attenzione alle diverse funzioni che esso ha assunto nel corso dei secoli. Il giardino, infatti, può essere concepito per finalità pratiche, come nel caso dell’orto destinato alla produzione di alimenti, oppure per scopi ornamentali, nei quali la valorizzazione estetica dello spazio verde rappresenta l’obiettivo principale. Il secondo capitolo è dedicato alla storia del giardino inglese, partendo da una breve riflessione sul giardino nel periodo Tudor, caratterizzato dal Tudor Knot, per poi dedicare più spazio a due stili che hanno segnato la storia del giardino inglese: il Landscape Garden e il Victorian Garden, le caratteristiche di queste due tipologie di giardino sono diametralmente opposte. Il Landscape Garden si sviluppa a partire dal XVIII secolo con la figura di William Kent e come caratteristica principale ha l’imitazione della natura. In questo tipo di giardino lo spazio creato dall’uomo non deve riconoscersi come artificiale, ma deve integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante. A tale fine vengono utilizzate linee serpentine dall’aspetto naturale e non forme geometriche chiaramente artificiali. Si tratta quindi di un giardino informale, basato sull’imitazione della natura. Al contrario, il giardino vittoriano, sviluppatosi all’inizio del XIX secolo, si basa su un’impostazione di tipo formale, caratterizzato da linee geometriche. Vennero ripresi i parterre e i bed, utilizzati soprattutto per mettere in mostra le piante esotiche, le quali ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo dei giardini in quest’epoca. Il prestigio derivato dal possesso di varietà esotiche portò alla costruzione di strutture specializzate per la cura di queste, come ad esempio le serre tropicali. Verso la fine del XIX secolo si assiste alla ripresa di alcune caratteristiche informali nei giardini, i quali assunsero un aspetto più naturale, questo cambiamento fu promosso da William Robinson.
Il terzo capitolo è dedicato alla storia del rapporto tra le donne e i giardini, un ambito nel quale le dinamiche di genere hanno svolto un ruolo determinante. anche nell’ambito del giardinaggio le donne vennero spesso marginalizzate solo perché tali. Nella maggior parte dei casi coloro che nutrivano un amore per i giardini, spesso alimentato da solide conoscenze scientifiche, potevano coltivare questa passione solo nella sfera privata, occupandosi degli spazi verdi delle loro dimore. Non riuscirono quasi mai ad assumere un ruolo professionale in questo ambito, ma nonostante tali limitazioni, numerose donne contribuirono in maniera significativa alla storia dei giardini e della botanica. In questo capitolo sono presenti numerosi esempi di donne che fecero la storia dei giardini, alcune furono pittrici che catturarono degli esemplari botanici rarissimi, sconosciuti anche alla comunità botanica, altre furono “amateur gardeners” che riuscirono a far fiorire delle specie esotiche in Inghilterra per la prima volta, battendo le loro controparti “professionali” maschili. I capitoli quattro, cinque e sei sono dedicati all’analisi di testi scritti da donne che hanno come protagonista il giardino, in particolare: Days and Hours in a Garden di E.V. Boyle pubblicato nel 1884, Elizabeth and Her German Garden di Elizabeth von Arnim pubblicato nel 1898 e Home and Garden di Gertrude Jekyll pubblicato nel 1900. L’analisi di questi capitoli si pone come obiettivo di indagare il rapporto che ogni autrice ha con il giardino, tenendo in conto le diverse configurazioni e funzioni che lo spazio verde può assumere. Il giardino può avere una componente funzionale, una componente estetica e una componente simbolica. Queste tre dimensioni non si escludono mutuamente, ma spesso dialogano in uno stesso spazio.
Il terzo capitolo è dedicato alla storia del rapporto tra le donne e i giardini, un ambito nel quale le dinamiche di genere hanno svolto un ruolo determinante. anche nell’ambito del giardinaggio le donne vennero spesso marginalizzate solo perché tali. Nella maggior parte dei casi coloro che nutrivano un amore per i giardini, spesso alimentato da solide conoscenze scientifiche, potevano coltivare questa passione solo nella sfera privata, occupandosi degli spazi verdi delle loro dimore. Non riuscirono quasi mai ad assumere un ruolo professionale in questo ambito, ma nonostante tali limitazioni, numerose donne contribuirono in maniera significativa alla storia dei giardini e della botanica. In questo capitolo sono presenti numerosi esempi di donne che fecero la storia dei giardini, alcune furono pittrici che catturarono degli esemplari botanici rarissimi, sconosciuti anche alla comunità botanica, altre furono “amateur gardeners” che riuscirono a far fiorire delle specie esotiche in Inghilterra per la prima volta, battendo le loro controparti “professionali” maschili. I capitoli quattro, cinque e sei sono dedicati all’analisi di testi scritti da donne che hanno come protagonista il giardino, in particolare: Days and Hours in a Garden di E.V. Boyle pubblicato nel 1884, Elizabeth and Her German Garden di Elizabeth von Arnim pubblicato nel 1898 e Home and Garden di Gertrude Jekyll pubblicato nel 1900. L’analisi di questi capitoli si pone come obiettivo di indagare il rapporto che ogni autrice ha con il giardino, tenendo in conto le diverse configurazioni e funzioni che lo spazio verde può assumere. Il giardino può avere una componente funzionale, una componente estetica e una componente simbolica. Queste tre dimensioni non si escludono mutuamente, ma spesso dialogano in uno stesso spazio.
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