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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06042026-105639


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06042026-105639
Titolo
Confronto tra approccio chirurgico e percutaneo per la sostituzione di valvola polmonare nella tetralogia di Fallot riparata: esiti clinico-strumentali e durabilità valvolare in uno studio retrospettivo multicentrico
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • chirurgico
  • impianto di valvola polmonare
  • percutaneo
  • pulmonary valve replacement
  • surgical
  • tetralogia di Fallot
  • tetralogy of Fallot
  • transcatheter
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione. La riparazione chirurgica della tetralogia di Fallot permette di alleviare l’ostruzione all’efflusso destro e chiudere il difetto del setto interventricolare, ma implica il sacrificio della competenza valvolare polmonare, con conseguente rigurgito polmonare libero. Il sovraccarico volumetrico cronico induce dilatazione e disfunzione sistolica del ventricolo destro: il processo di rimodellamento avverso si può invertire ricorrendo alla sostituzione della valvola polmonare (PVR), riducendo la mortalità dei pazienti. Ad oggi coesistono due approcci per la procedura, chirurgico e percutaneo: nessuno dei due si è affermato come standard di cura universale.
Materiali e metodi. Lo studio ha un disegno osservazionale retrospettivo. Sono stati selezionati 474 pazienti sottoposti a PVR dal Registro multicentrico della Società Italiana di Cardiologia Pediatrica. L'obiettivo primario è valutare se le due tecniche differiscano quanto a efficacia sul piano clinico, funzionale e di rimodellamento inverso ventricolare all'imaging. In via esplorativa, lo studio si propone di confrontare i due approcci in termini di durabilità valvolare e di sopravvivenza libera da eventi cardiovascolari avversi maggiori.
Risultati. È emersa una progressiva transizione dall’approccio chirurgico a quello percutaneo. L’analisi dell’intera coorte ha registrato una riduzione significativa dei volumi telediastolico e telesistolico indicizzati del ventricolo destro, del volume atriale destro indicizzato, del rigurgito tricuspidalico, della concentrazione plasmatica di NT-proBNP e della VE/VCO2 slope. Il volume telediastolico indicizzato del ventricolo sinistro è aumentato. L’efficacia nel modificare i parametri studiati è risultata comparabile tra le due tecniche. L’analisi della durabilità valvolare ha rilevato una potenziale inferiorità della tecnica percutanea. Il tempo di sopravvivenza libera da eventi cardiovascolari avversi maggiori è risultato comparabile nei due gruppi. L’età più avanzata alla prima PVR è risultata fattore protettivo per la necessità di un successivo reintervento e fattore di rischio per l’incidenza di eventi cardiovascolari avversi maggiori nel follow-up a lungo termine.
Conclusioni. Il confronto tra i due approcci disponibili per la PVR rafforza l’ipotesi di equivalenza tra le due tecniche. L'età all'impianto è emersa come predittore indipendente di durabilità valvolare e sopravvivenza da eventi cardiovascolari maggiori, sottolineando l'importanza del timing della PVR.
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