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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06012026-162013


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-06012026-162013
Titolo
Valutazione della funzione gustativa in pazienti in emodialisi cronica
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • Ageusia
  • Disgeusia
  • Ipogeusia
  • Malnutrizione
  • PEW
  • Zinco
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
ABSTRACT
Introduzione: è ben noto come il paziente nefropatico, sia in terapia conservativa che sostitutiva, sviluppi disturbi della acuità gustativa: questo non rappresenta solo un fattore che peggiora la qualità di vita, ma espone anche il paziente a un peggioramento della propria condizione generale, dato che può diminuire l’aderenza alla terapia nutrizionale e, soprattutto, può andare incontro a malnutrizione, alla quale i pazienti nefropatici sono già intrinsecamente predisposti.
Obiettivi dello studio: data la discordanza tra i risultati dei vari studi di riferimento al riguardo, dovuta probabilmente alla diversità dei metodi di valutazione della funzione gustativa, abbiamo deciso di utilizzare un test introdotto recentemente (ODOFIN taste strips) per fare una valutazione più oggettiva ed affidabile, descrivendo i disturbi del gusto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Materiali e metodi: abbiamo realizzato uno studio caso-controllo hospital-based confrontando la popolazione dei pazienti in emodialisi cronica con una popolazione age and sex matched di soggetti non nefropatici. Inoltre, abbiamo creato un gruppo di riferimento composto da soggetti giovani e sani quale conferma dell’affidabilità del test. Quest’ultimo consiste nell’utilizzo di striscette di carta da filtro impregnate di sostanze riferibili ai quattro gusti principali (dolce, amaro, acido, salato): il paziente deve riferire la sensazione avvertita per ciascuna delle diciannove striscette, e sulla base di ciò l’operatore calcola il punteggio totale del test, che indica una condizione di ipogeusia se al di sotto di nove. Può essere calcolato anche il punteggio relativo a ciascun gusto, potendo quindi diagnosticare forme di ipogeusia/ageusia parziale.
Risultati: nel gruppo dei pazienti in emodialisi cronica abbiamo riscontrato dei punteggi medi al test del gusto significativamente inferiori rispetto al gruppo dei controlli (6,68 vs 9,45), a conferma della relazione tra nefropatia e disgeusia, spiegata da meccanismi fisiopatologici. La prevalenza di disturbi del gusto nella popolazione in dialisi è risultata del 34%, in linea con la letteratura preesistente. La diminuzione dell’acuità gustativa ha riguardato in modo significativo tutti e quattro i gusti principali, con una riduzione del punteggio massima per il gusto acido. Gli indici di correlazione non hanno mostrato una dipendenza del punteggio del test dai parametri ematici, alterati nel gruppo dei casi a causa della nefropatia.
Conclusioni: i nostri dati, ottenuti con un metodo validato e oggettivo (complessivamente più affidabile rispetto alla valutazione del gusto con soluzioni orali o gocce), confermano la disgeusia come condizione caratteristica dei pazienti in trattamento dialitico e permettono di apprezzarne il coinvolgimento di tutti i tipi di sensibilità gustativa. Pensiamo che l’utilizzo di questo test e la conoscenza di questo sintomo -spesso sottovalutato- possano migliorare la gestione clinica dei pazienti in emodialisi, che rischiano, a causa di esso, di non seguire in modo rigoroso la terapia nutrizionale e di andare incontro a malnutrizione, complicanza purtroppo frequente nei pazienti in dialisi cronica.
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