Tesi etd-05312026-235826 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-05312026-235826
Titolo
Cultura e memoria del regime fascista: il caso di Lando Ferretti
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E CIVILTÀ
Relatori
.
relatore Fulvetti, Gianluca
Parole chiave
- cultural history
- fascism
- fascismo
- history of sport
- Lando Ferretti
- neo-fascism
- neofascismo
- storia culturale
- storia dello sport
Data inizio appello
25/06/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi intende indagare come la cultura e la memoria del regime fascista italiano siano state vissute, recepite e trasmesse nel dopoguerra attraverso l’analisi di una figura intellettuale e politica che, ancora oggi, non è stata oggetto di un’ampia trattazione storiografica: Lando Ferretti.
Capocorso alla Normale, doppiamente laureato (in Lettere e in Giurisprudenza) con il massimo dei voti sia a Pisa sia a Pavia, nonché giornalista, direttore di quotidiani, dirigente sportivo e figura pubblica controversa, è difficile confinare Ferretti all’interno di una o poche sfere d’interesse storico. La sua vita politica e intellettuale riflette un campo di studio variegato, che va dall’interesse per la virilità, l’educazione fisica e lo sport fino al controllo dell’intera stampa quotidiana in circolazione in Italia e all’uso della parola: prima come arma di propaganda e indottrinamento e poi, con la caduta del regime, come strumento essenziale per potersi rilegittimare di fronte all’opinione pubblica dopo l’esperienza della Resistenza, oppure per ricordare e mantenere accesa, in modo nostalgico e revisionista, l'esperienza di Mussolini.
Quella di Ferretti è una storia di lungo corso: un’esperienza nelle cerchie del potere che, considerando solo la sua presenza in Parlamento, dura quarantaquattro anni, dal 1924 al 1968; ma che, se prendiamo in considerazione altri contesti, risulta decisamente più lunga e ancora da indagare metodicamente.
Capocorso alla Normale, doppiamente laureato (in Lettere e in Giurisprudenza) con il massimo dei voti sia a Pisa sia a Pavia, nonché giornalista, direttore di quotidiani, dirigente sportivo e figura pubblica controversa, è difficile confinare Ferretti all’interno di una o poche sfere d’interesse storico. La sua vita politica e intellettuale riflette un campo di studio variegato, che va dall’interesse per la virilità, l’educazione fisica e lo sport fino al controllo dell’intera stampa quotidiana in circolazione in Italia e all’uso della parola: prima come arma di propaganda e indottrinamento e poi, con la caduta del regime, come strumento essenziale per potersi rilegittimare di fronte all’opinione pubblica dopo l’esperienza della Resistenza, oppure per ricordare e mantenere accesa, in modo nostalgico e revisionista, l'esperienza di Mussolini.
Quella di Ferretti è una storia di lungo corso: un’esperienza nelle cerchie del potere che, considerando solo la sua presenza in Parlamento, dura quarantaquattro anni, dal 1924 al 1968; ma che, se prendiamo in considerazione altri contesti, risulta decisamente più lunga e ancora da indagare metodicamente.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Simone_P...retti.pdf | 1.68 Mb |
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