Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
La gestione del rischio nelle banche e la concessione dei finanziamenti alle PMI: implicazioni pratiche e profili giuridici. Il caso Credem.
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Parole chiave
- banca
- pmi
- rischio di credito
Data inizio appello
30/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
30/06/2096
Riassunto (Italiano)
L’attività di intermediazione bancaria trova da sempre, nella gestione del rischio, il suo fattore più critico e, al contempo, la sua essenza stessa. Nel contesto economico e normativo in continua evoluzione, il risk management non risponde più soltanto a un obbligo di compliance ma rappresenta una leva strategica. Le banche oggi, sempre più di tipo commerciale, sono chiamate a tradurre i limiti in opportunità trasformando la visione del rischio in valore e profitto. Ciò porta a garantire il principio della “sana e prudente gestione” richiesto esplicitamente dal Testo Unico Bancario (TUB).
In tale contesto assume particolare rilevanza il ruolo delle Piccole e Medie Imprese (PMI), che rappresentano la principale componente del tessuto produttivo italiano ed europeo e che si trovano ad affrontare sfide sempre più significative per l'accesso al credito, a seguito dell’introduzione di sistemi di analisi del rischio sempre più stringenti, come quelli previsti da Basilea III.
Il percorso di analisi ha preso avvio dall’osservazione del caso pratico, che ha successivamente guidato l’approfondimento dei temi teorici e normativi. L’obiettivo è stato duplice: da un lato, ricostruire il quadro normativo e sistematico che regola il sistema bancario; dall’altro, esaminare il binomio esistente tra rischio-garanzia nella concessione del credito alle PMI.
Il lavoro è stato articolato in quattro capitoli, secondo un filo logico che esamina i diversi rischi a cui sono esposti gli intermediari finanziari, con particolare attenzione a quello di credito, fino all'analisi di un caso pratico di eccellenza nel panorama nazionale ovvero il Gruppo Credem S.p.a.
Il primo capitolo categorizza i rischi più rilevanti e mette in luce le profonde interrelazioni esistenti. Al fine di comprendere al meglio le tipologie di rischio e gli impatti che queste generano sull’attività creditizia, sono stati presi in esame alcuni casi storici ed emblematici come il fallimento di Lehman Brothers nel 2008 o la crisi del Monte dei Paschi di Siena. Da queste evidenze empiriche, emerge con chiarezza come la combinazione dei rischi o una mancata governance, possa minare la fiducia tra banca e depositante, elemento fondamentale dell’intero sistema finanziario.
Il secondo capitolo si concentra sull’analisi dell’architettura di vigilanza europea e nazionale nonché il quadro regolamentare di riferimento. Sono state affrontate le principali normative europee e nazionale, delineando l'architettura di vigilanza fondata sull'Unione Bancaria (BCE e ANC) e sugli Accordi di Basilea I, II, III. In apertura viene proposta una riflessione sulla funzione di concessione del credito secondo Muhammad Yunus. Infine, si conclude lo studio con un approfondimento storico relativo al caso Fazio e alla vicenda di “Bancopoli” del 2005.
Nel terzo capitolo vengono esaminate le possibili linee evolutive del sistema, con attenzione agli impatti sulle PMI, al ruolo dei professionisti nell’interpretazione e applicazione della normativa. L’obiettivo del capitolo è quello di approfondire su base europea e su base nazionale la definizione e il ruolo che ricoprono le PMI nel tessuto economico e sociale del nostro paese e il relativo contributo che apportano alla crescita del PIL. Sono state delineate le differenze tra quanto riportato a livello nazionale dal Codice civile e quanto definito a livello Europeo. Si sono visti infine i requisiti per definire, a livello europeo, una PMI come tale e sono state analizzate le principali linee di credito utilizzate dalle banche a favore delle PMI. L’analisi è passata anche attraverso richiami teorici quali “il dilemma del prigioniero”, utile a evidenziare le scelte alla base della cooperazione tra gli operatori economici.
Il quarto capitolo ha lo scopo di creare un anello di congiunzione tra la teoria e la pratica, riportando un caso empirico di successo nel panorama bancario. Il caso Credem rappresenta un istituto commerciale tra i più solidi in Europa che si distingue per l’elevata patrimonializzazione, la crescita costante nonché l’alta attenzione posta al presidio del rischio. L’efficacia del modello Credem - confermata dai diversi indici di solidità patrimoniale Pillar 2 Requirement (P2R) e il CET1 RatioP2R – dimostra come l’istituto bancario ha saputo coniugare sviluppo e solidità. La parte finale, ultimo paragrafo dell’elaborato, si sofferma volutamente sull’analisi di una peculiare forma di garanzia reale, c.d. pegno rotativo su Parmigiano Reggiano, in quanto strumento storicamente utilizzato dall’istituto e che si caratterizza per specifiche modalità di gestione e valorizzazione del bene posto a garanzia del credito.