Efficacia della radioembolizzazione epatica con microsfere marcate con Yttrio-90 in pazienti affetti da metastasi epatiche da carcinoma midollare della tiroide
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof. Volterrani, Duccio correlatore Dott. Boni, Giuseppe
Parole chiave
carcinoma midollare tiroide
liver metastasis
medullary thyroid carcinoma
metastasi epatiche
radioembolizzazione transarteriosa
tare
transarterial radioembolization
Data inizio appello
15/06/2021
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/06/2091
Riassunto
Il carcinoma midollare della tiroide (MTC) è un raro tumore neuroendocrino che origina dalle cellule C parafollicolari della ghiandola tiroidea e che nella sua storia clinica può determinare metastasi linfonodali o a distanza (più frequentemente al fegato, ai polmoni o alle ossa). Le metastasi epatiche sono presenti in circa il 45% dei soggetti con malattia avanzata. La radioembolizzazione transarteriosa (TARE) è una recente forma di terapia usata in collaborazione tra medicina nucleare e radiologia interventistica per il trattamento di tumori epatici non resecabili di tipo primitivo (epatocarcinoma, HCC) o metastastico. Lo scopo primario dello studio riportato nella presente tesi è stato quello di valutare l'efficacia e la sicurezza della TARE in pazienti con metastasi epatiche non resecabili da MTC. In questo studio retrospettivo sono stati reclutati 12 pazienti (47 ± 14 anni; 9 M, 3 F) sottoposti a trattamento TARE per la presenza di metastasi epatiche secondarie a MTC. Tutti i pazienti sono stati sottoposti al trattamento TARE mediante la somministrazione di microsfere di resina marcate con 90Y (SIR-Spheres®, Sirtex Medical Products, Sydney, Australia). I criteri TC RECIST 1.1 sono stati utilizzati per valutare la risposta terapeutica delle lesioni epatiche. Il follow-up post-TARE è stato in media 22,8 ± 9,1 mesi e la mediana di sopravvivenza globale non è stata raggiunta. Solo un paziente è al momento deceduto durante il follow-up. In una prima fase circa il 50% dei pazienti hanno presentato una risposta parziale delle lesioni al trattamento TARE e dopo il follow-up medio di 22,8 mesi, 6 pazienti hanno presentato progressione epatica mentre i restanti 6 erano ancora in risposta o stabilità di malattia. Per quanto riguarda la progressione di malattia epatica, la time-to-progression mediana è risultata di 21,4 mesi. L'analisi multivariata ha mostrato un effetto negativo statisticamente significativo del valore di Ca19.9 pre-trattamento sulla time-to-progression (p = 0,01). La Calcitonina sierica ha mostrato una riduzione significativa a un mese dopo la TARE (p < 0,01), mantenuta fino a 4 mesi di follow-up. E’stata osservata una riduzione significativa della massa tumorale epatica post-trattamento (p < 0,0001), con la migliore risposta ottenuta a 6,3 ± 2,9 mesi. La dose media assorbita alle lesioni tumorali è stata di 166 ± 140 Gy ed è stata osservata una correlazione significativa tra dose media assorbita e la % di massa tumorale residua. Nessun effetto collaterale si è verificato in acuto dopo la TARE. Solo un paziente ha mostrato segni e sintomi di malattia epatica indotta da radioembolizzazione circa due mesi dopo il trattamento. In conclusione, considerando il numero di risposte oggettive, la riduzione dei volumi tumorali e della Calcitonina sierica, la TARE con microsfere di resina marcate con 90Y sembra essere un'opzione terapeutica efficace e ben tollerata per il trattamento delle metastasi epatiche da MTC.