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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05272026-205215


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-05272026-205215
Titolo
Trifluridina/Tipiracil in combinazione con Capecitabina e Bevacizumab come trattamento di prima linea in pazienti con Carcinoma del colon-retto metastatico: primi risultati dello studio di fase I/II TriComB
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • bevacizumab
  • capecitabina
  • capecitabine
  • metastatic colorectal cancer
  • non idoneo
  • tipiracil
  • tipiracile
  • tricomb
  • trifluridina
  • trifluridine
  • tumore colorettale metastatico
  • unfit
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il carcinoma del colon-retto metastatico (mCRC) rappresenta una delle principali cause di mortalità oncologica a livello mondiale. Nei pazienti clinicamente giudicati non idonei (unfit) a ricevere regimi chemioterapici intensivi di prima linea a base di oxaliplatino o irinotecan, le opzioni terapeutiche risultano limitate e impongono un delicato equilibrio tra efficacia e tollerabilità. Lo standard di trattamento in questi pazienti è rappresentato dall’associazione di Capecitabina e Bevacizumab. Lo studio TriComB è un trial clinico multicentrico italiano di fase I/II promosso dal Gruppo Oncologico del Nord-Ovest (GONO), disegnato per valutare la sicurezza e l'attività della combinazione di trifluridina/tipiracil (FTD/TPI), capecitabina e bevacizumab come trattamento upfront nel mCRC. Il razionale biologico si fonda sull'efficacia clinica già dimostrata da FTD/TPI nelle linee avanzate e sull'evidenza preclinica di un marcato sinergismo d'azione con la capecitabina. Tale combinazione sequenziale, associata al blocco angiogenico garantito dal bevacizumab, supporta l'ipotesi di una potenziata attività antitumorale a fronte di un profilo di tossicità gestibile.
Lo studio si è articolato in due fasi: una fase I di dose-escalation, finalizzata alla definizione della dose raccomandata della combinazione, e una successiva fase II di espansione, volta a valutarne l'attività clinica. L'endpoint primario è il Tasso di Risposta Obiettiva (ORR), mentre tra gli endpoint secondari figurano la Sopravvivenza Libera da Progressione (PFS), la Sopravvivenza Globale (OS), il Tasso di Controllo della Malattia (DCR) e la safety. La popolazione arruolata è stata costituita da pazienti affetti da mCRC in fase avanzata, non precedentemente trattati e considerati clinicamente fragili, una coorte frequentemente sottorappresentata nei grandi trial registrativi.
Il trial ha ampiamente raggiunto il suo endpoint primario, registrando un ORR del 55% (IC 90%: 41%-69%). Il DCR si è attestato all’85% e, grazie alla significativa citoriduzione ottenuta, il 13% dei pazienti ha potuto essere sottoposto a resezione chirurgica radicale delle metastasi. In termini di sopravvivenza, la PFS mediana è risultata di 10,3 mesi (IC 95%: 7,7-14,2), un dato particolarmente incoraggiante date le caratteristiche prognostiche sfavorevoli della coorte arruolata, mentre i dati relativi alla OS non sono ancora maturi. Sotto il profilo della sicurezza, il trattamento si è confermato clinicamente fattibile; tuttavia, in linea con la fragilità intrinseca della popolazione studiata, è emersa un’incidenza clinicamente rilevante di tossicità ematologiche di grado 3-4 (circa 60%) e di eventi tromboembolici (16%, tutti di grado severo).
Lo studio TriComB rappresenta un innovativo tentativo di ottimizzare l'algoritmo terapeutico del mCRC attraverso combinazioni sequenziali, con l’obiettivo di migliorare gli outcome clinici.
Le analisi definitive, anche sulla sopravvivenza dei pazienti arruolati, potranno aprire a ulteriori sperimentazioni in fasi più avanzate di tale combinazione, per capire se ci sia realmente spazio per la sua eventuale futura apllicazione in pratica clinica.
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