Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Titolo
Differenze cliniche tra adulti con ADHD con e senza disregolazione emotiva
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Riassunto (Italiano)
Introduzione: La disregolazione emotiva è definita come l'incapacità di modificare gli stati emotivi in funzione del raggiungimento degli obiettivi e al fine di mantenere uno stato omeostatico o allostatico. La disregolazione emotiva rappresenta una dimensione transnosografica di crescente rilevanza clinica che accomuna diverse condizioni psicopatologiche; in particolare, si stima che sintomi riconducibili alla disregolazione emotiva possano essere riscontrati in un’alta percentuale di pazienti con diagnosi di disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). Sembra inoltre che la presenza di disregolazione emotiva si associ, in soggetti adulti con ADHD, a una maggiore compromissione funzionale, a un più elevato carico di comorbidità psichiatriche e a una peggiore qualità di vita.
Obiettivo: Lo studio descritto in questa tesi ha il fine di caratterizzare le differenze cliniche tra pazienti adulti con ADHD con e senza disregolazione emotiva.
Materiali e Metodi: Il campione era composto da 200 pazienti adulti ambulatoriali con diagnosi di ADHD, suddivisi in due sottogruppi sulla base della presenza (RIPoSt-SV +, n = 138) o meno (RIPoSt-SV –, n = 62) di disregolazione emotiva, identificata tramite lo strumento self-report RIPoSt-SV (versione di screening del questionario Reactivity, Intensity, Polarity and Stability). I due gruppi sono stati confrontati in termini di variabili sociodemografiche, cliniche e psicometriche. Il confronto tra variabili categoriali è stato effettuato mediante test del chi-quadro o test esatto di Fisher; per le variabili continue, non normalmente distribuite, è stato impiegato il test dei ranghi di Wilcoxon.
Risultati: Il gruppo RIPoSt-SV + era composto più spesso da soggetti di sesso femminile (50,0% di maschi contro 67,7% nel gruppo RIPoSt-SV −; p = 0,029) e presentava una minore quota di pazienti in trattamento farmacologico (11,8% contro 37,0%; p < 0,001). I pazienti RIPoSt-SV + mostravano inoltre tassi significativamente più elevati di disturbi dell'umore in comorbidità (79,7% contro 53,2%; p < 0,001), in particolare ciclotimia (47,8% contro 22,6%), nonché di disturbi d'ansia (57,2% contro 38,7%; p = 0,023), soprattutto disturbo di panico (33,3% contro 9,7%; p = 0,001). Sul piano psicometrico, il gruppo RIPoSt-SV + presentava punteggi significativamente più elevati nelle scale riguardanti la gravità dell’ADHD riferita, il controllo emotivo, l’impulsività motoria, la sintomatologia ipomaniacale pregressa, i temperamenti depressivo, ciclotimico, irritabile e ansioso, la compromissione del funzionamento di personalità, i tratti di personalità maladattivi e la disregolazione dei ritmi circadiani. Non emergevano invece differenze significative tra i gruppi per i punteggi relativi alla gravità dell’ADHD riportata da un osservatore, alle altre disfunzioni esecutive e al funzionamento psicosociale. Inoltre, i partecipanti RIPoSt-SV + mostravano punteggi più elevati in tutte le sottoscale della versione completa della scala della disregolazione emotiva (RIPoSt-40), a supporto della validità dello strumento di screening.
Conclusioni: I risultati del presente studio indicano che la disregolazione emotiva nei pazienti adulti con ADHD è più frequentemente presente nei soggetti di sesso femminile e si associa inoltre ad un profilo clinico caratterizzato da maggiore carico di comorbidità affettive e ansiose, tratti temperamentali di tipo ciclotimico più pronunciati, impulsività motoria, compromissione del funzionamento di personalità e disregolazione dei ritmi biologici. Sembra inoltre che i pazienti con disregolazione emotiva percepiscano una maggiore gravità soggettiva dei sintomi nucleari dell’ADHD, in assenza di differenze di gravità per quel che riguarda i sintomi valutati da un osservatore esterno.