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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05232026-145711


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
URN
etd-05232026-145711
Titolo
Diagnosi precoce e trattamento del linfedema secondario a carcinoma mammario: sviluppo e applicazione di un protocollo multidisciplinare.
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
  • breast cancer
  • carcinoma mammario
  • linfedema secondario
  • secondary lymphedema
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2096
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Introduzione - Il linfedema secondario dell’arto superiore rappresenta una complicanza cronica e progressiva frequentemente associata al trattamento chirurgico del carcinoma mammario, con significativo impatto funzionale, estetico e psicologico sulla qualità di vita delle pazienti. La sua insorgenza è principalmente correlata alla dissezione linfonodale ascellare e ai trattamenti adiuvanti radioterapici, che determinano un’alterazione del drenaggio linfatico. L’assenza di percorsi condivisi può comportare ritardi diagnostici, scarsa uniformità terapeutica e mancata integrazione tra le figure specialistiche. Il presente progetto ha lo scopo di strutturare un percorso diagnostico-terapeutico standardizzato, integrando competenze fisiatriche e di chirurgia plastica all’interno della Breast Unit pisana, e valutare la coerenza dello stesso con i protocolli descritti in letteratura.
Materiali e metodi - Per poter predisporre e valutare in modo avveduto il percorso integrato dedicato alla gestione del linfedema secondario dell’arto superiore, è stato condotto uno studio prospettico osservazionale. A tale scopo è stato istituito un ambulatorio con la presenza congiunta di fisiatra e chirurgo plastico. Le pazienti sono state valutate clinicamente e sottoposte ad esami diagnostici specifici, quali linfoscintigrafia e linfografia con verde indocianina. In base al quadro clinico sono state indirizzate a trattamento conservativo (comprendente fisioterapia, linfodrenaggio ed utilizzo di guaine) oppure, nei casi selezionati, a trattamento chirurgico mediante anastomosi linfatico-venosa o trapianto di linfonodi. Tutte le pazienti della Breast Unit sono state poi inserite in un protocollo di valutazione funzionale post-operatoria.
Risultati - Nel periodo compreso tra maggio 2023 e maggio 2026, 32 pazienti sono state sottoposte a valutazione congiunta. Dopo essere state sottoposte a linfoscintigrafia e linfografia con verde indocianina, il 21,9% delle pazienti è stato indirizzato al trattamento chirurgico con anastomosi linfatico-venosa, il 31,2% a trattamento conservativo, il 28,1% a procedure escissionali, come liposuzione e il 18,8% è stato indirizzato al trattamento chirurgico con trapianto di linfonodi. Le pazienti destinate a trattamento chirurgico mediante anastomico linfatico venosa sono state valutate mediante misura della riduzione delle circonferenze, a 6 mesi e 1 anno post-operatorio, e tramite linfografia con verde di indocianina. Le pazienti inoltre sono state sottoposte a questionario di valutazione che ha dimostrato una soddisfazione buona o molto buona nel 75% dei casi trattati.
Discussione - I risultati ottenuti suggeriscono che l’implementazione di un protocollo condiviso tra fisiatria e chirurgia plastica rappresenti un approccio efficace, fattibile e riproducibile nella gestione del linfedema secondario correlato al trattamento del carcinoma mammario. La creazione di un ambulatorio congiunto ha favorito un inquadramento precoce e sistematico della patologia, permettendo un indirizzamento delle pazienti a trattamento precoce conservativo o chirurgico. Il confronto con la letteratura ha evidenziato un sostanziale allineamento dell’approccio proposto con i protocolli internazionali, mantenendo tuttavia caratteristiche di flessibilità e personalizzazione legate all’organizzazione locale.
Conclusioni - La presente esperienza dimostra la fattibilità e l’efficacia di un percorso diagnostico terapeutico integrato. Il protocollo sperimentale messo a punto è coerente con quanto descritto in letteratura ed è potenzialmente replicabile in altre realtà cliniche.
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