Tipo di tesi
Elaborati finali per laurea triennale
Titolo
Sambucus nigra L. tra tradizione e innovazione: evidenze sperimentali della sua attivita' antidiabetica.
Corso di studi
SCIENZE DEI PRODOTTI ERBORISTICI E DELLA SALUTE
Parole chiave
- diabete
- diabetes
- Sambucus nigra L.
Data inizio appello
18/05/2026
Riassunto (Italiano)
Oggetto di questa tesi è stata un’analisi della pianta di Sambucus nigra L. facendo un particolare approfondimento sulla sua attività antidiabetica.
Dopo l’inquadramento tassonomico e la descrizione botanica della specie è stato preso in considerazione l’aspetto etnobotanico con riferimento al simbolismo, alle credenze popolari e agli usi tradizionali, soprattutto a livello europeo. S. nigra L. riveste un ruolo di grande importanza sia sul piano culturale sia in ambito terapeutico tradizionale.
E’ stata analizzata la composizione chimica di questa pianta, da cui è emerso che i principali composti bioattivi sono i composti fenolici, come acidi fenolici (ad esempio acido clorogenico), flavonoidi (tra cui rutina, quercetina e kaempferolo) e antociani (come cianidina 3-O-sambubioside e cianidina 3-O-glucoside). Sono inoltre presenti composti terpenici e sostanze tossiche, come i glicosidi cianogenici (in particolare la sambunigrina).
Il focus principale della tesi è stato l’attività antidiabetica degli estratti di S. nigra L.: diversi studi hanno dimostrato, infatti, che estratti di fiori sono in grado di aumentare l’assorbimento di glucosio e acido oleico in cellule muscolari scheletriche ed epatiche. Questo effetto è principalmente attribuito alla presenza di flavonoidi e acidi fenolici, tra cui quercetina, kaempferolo e acido clorogenico. Inoltre gli estratti mostrano un’importante attività inibitoria nei confronti degli enzimi α-amilasi e α-glucosidasi, contribuendo così al controllo della glicemia. Acidi grassi contenuti nei fiori come acido linoleico e acido α-linolenico e il flavanone naringenina si sono rivelati dei buoni attivatori del recettore nucleare PPAR γ, stimolando così l’assorbimento di glucosio dipendente dall’insulina.
Anche gli estratti di frutti di S. nigra L. hanno dimostrato un aumento dell’assorbimento di glucosio e acido oleico a livello delle cellule muscolari scheletriche umane, in particolare alcune antocianine (cianidina 3-O-sambubioside e cianidina 3-O-glucoside) si sono rivelate particolarmente efficaci nell’esplicare questa attività e nell’inibizione degli enzimi α-amilasi e α-glucosidasi. Uno studio in vivo su un modello animale (ratti Wistar) ha evidenziato effetti positivi a seguito della somministrazione di estratti di frutti, sul metabolismo glucidico, con riduzione dell’iperglicemia e della resistenza insulinica. Anche il vino di S. nigra L., ottenuto dai frutti, ha mostrato una certa attività antidiabetica, suggerendo un suo possibile utilizzo come alimento funzionale.