Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
Riprese valeriane nella Tebaide di Stazio: mora nemea, ekphraseis, similitudini
Dipartimento
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
FILOLOGIA E STORIA DELL'ANTICHITA'
Riassunto (Italiano)
Nel quadro del rinnovato interesse per la produzione epica d’età flavia, in questa tesi sono oggetto d’indagine le relazioni tra le Argonautiche di Valerio Flacco e la Tebaide di Stazio. Sulla base dell’anteriorità delle Argonautiche rispetto alla produzione poetica staziana, vengono approfonditi in un’ottica intertestuale alcuni casi in cui l’autore della Tebaide sembra riprendere elementi e situazioni del suo immediato predecessore; l’attenzione è focalizzata su episodi e strutture narrative della Tebaide in cui il flusso narrativo subisce una battuta d’arresto. Nel primo capitolo è preso in considerazione il discorso di Ipsipile, la quale sembra redigere, forte del proprio ruolo di narratrice, un “compendio” del poema valeriano. Il secondo capitolo si propone di analizzare l’influenza di Valerio Flacco su ekphraseis – è stato scelto come caso di studio il monile di Armonia – e similitudini staziane, mostrando come si possa riscontrare un’affinità tra i due autori anche su questioni generali di poetica. Il terzo capitolo, infine, è incentrato sulla gara di pugilato tra Capaneo e Alcidamante nel sesto libro della Tebaide; essa può essere letta in parallelo alla sfida tra Amico e Polluce narrata nelle Argonautiche e permette più ampie riflessioni sul valore dell’eroismo nei due poemi.