Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC5
Titolo
Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro nel cane
Dipartimento
MEDICINA VETERINARIA
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Parole chiave
- Aritmie ventricolari
- Cane
- Familiarità
- Morte improvvisa
- Sincope
- Terapia antiaritmica
Data inizio appello
11/06/2010
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
11/06/2050
Riassunto (Italiano)
La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, CAVD, è una malattia primaria del muscolo cardiaco a carattere familiare e trasmissione dominante a penetranza incompleta. E' correlata alla mutazione del gene che codifica per i recettori cardiaci RyR2, fondamentali per il rilascio del calcio dal reticolo sarcoplasmatico e per la regolazione dell’appaiamento eccitazione – contrazione, documentata in veterinaria per i cani di razza Boxer.
La CAVD è associata a una sostituzione fibro – adiposa dei cardiomiociti, all'insorgenza di aritmie ventricolari destre, a episodi sincopali e al rischio di morte improvvisa.
Lo scopo principale del lavoro è stato quello di fornire un quadro generale, e per certi versi specifico, il più dettagliato ed esaustivo possibile, a riguardo della miocardiopatia aritmogena ventricolare destra nel cane, ovviamente in relazione ai dati utili presenti in letteratura.
Analizzando e cercando di dare un ordine cronologico ai risultati ottenuti nel campo della ricerca da circa venti anni a questa parte, abbiamo preso in considerazione la storia evolutiva della caratterizzazione della CAVD in medicina veterinaria, fino al suo accomunamento con la forma dell'uomo.
Conseguentemente, si è cercato di inquadrare la patologia da un punto di vista eziopatologico e fisiopatologico, al fine di comprendere i meccanismi che porteranno alla manifestazione clinica della malattia.
Tachiaritmie ventricolari destre, episodi sincopali, e morte improvvisa, i modi in cui si può aver l'esordio clinico di malattia per cui lo scopo terapeutico è quello di cercare di tenere sotto controllo le aritmie ventricolari per cercare di limitare gli episodi di morte improvvisa.
Abbiamo preso in esame i casi clinici di CAVD che si sono presentati alla visita clinica , compiendo una valutazione sulla qualità della vita dei soggetti, intrapresa la terapia antiaritmica ed il tempo di sopravvivenza .
Per effettuare queste valutazioni abbiamo valutato il follow up dei pazienti, sia attraverso l'esame clinico, sia per mezzo di esame elettrocardiografico di superficie, e dell'esame elettrocardiografico dinamico secondo metodologia Holter, ma soprattutto, grazie alla cooperazione attiva del proprietario, si è potuto determinare una correlazione tra episodi sincopali e terapia antiaritmica.
In conclusione possiamo affermare che grazie ad una terapia antiaritmica specifica, si riesce a limitare l'insorgenza di aritmie ed il numero degli episodi sincopali, anche se non fino alla loro completa scomparsa.
Nonostante i passi da gigante mossi nell'ambito della ricerca in medicina veterinaria negli ultimi venti anni a riguardo della cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro nel cane, le valutazioni da compiere sono ancora numerose, sia per quanto riguarda la trasmissione genetica che per i processi fisiopatologici che vengono a determinare il quadro patologico nel cane.