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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05072026-122034


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-05072026-122034
Titolo
I lati oscuri della transizione ecologica
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
FILOSOFIA E FORME DEL SAPERE
Parole chiave
  • estrattivismo minerario
  • intelligenza artificiale
  • Repubblica Democratica del Congo
  • transizione ecologica
  • Unione Europea
Data inizio appello
29/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
29/05/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tecnica moderna non è un mero strumento nelle mani dell’uomo, ma un evento la cui portata riduce tanto il mondo quanto l’uomo stesso a risorsa calcolabile. Già Heidegger, nella maturità del suo pensiero, sottolinea come la tecnica si riveli in quanto Gestell, ossia una provocazione che ordina ogni ente a comparire come Bestand, fondo disponibile pronto all’impiego. A differenza della techne greca, che lasciava disvelarsi la physis, la tecnica moderna estrae, accumula e sfrutta senza residui. L’uomo stesso rischia di diventare materiale tra i materiali. Sarà Günther Anders a radicalizzare la diagnosi sul piano antropologico-morale. Le rivoluzioni industriali hanno infatti aperto un dislivello prometeico in cui l’uomo produce infinitamente più di quanto possa comprendere o governare. L’onnipotenza tecnica diventa così la nostra maledizione più intima, poiché non possiamo arginare gli effetti illimitati del nostro agire. Con la quarta rivoluzione descritta da Luciano Floridi anche il primato informazionale dell’essere umano vacilla. Nasce l’infosfera, l’esperienza onlife e l’intelligenza artificiale separa definitivamente azione e intelligenza. Floridi propone un’etica dell’informazione fondata sui principi di beneficenza, non-maleficenza, autonomia, giustizia ed esplicabilità, insieme a un approccio risk-based. Eppure Byung-Chul Han ne rivela l’ombra oscura: sorveglianza totale, perdita dell’aura delle cose e relazioni smaterializzate, mentre l’uomo viene ridotto a homo ludens senza mani.L’illusione della smaterializzazione nasconde però un’estrazione materiale violentissima. L’IA e la transizione ecologica richiedono quantità enormi di minerali critici (cobalto, tantalio, terre rare), spostando i costi ambientali e umani sul Sud Globale. Di fronte a ciò l’Unione Europea incarna un’estrema contraddizione; se con il Critical Raw Materials Act ricerca sicurezza degli approvvigionamenti, spesso sacrifica proprio la coerenza etica. Il caso della Repubblica Democratica del Congo è emblematico, qui la ricchezza di coltan e cobalto alimenta sfruttamento sistematico, milizie armate e contrabbando verso il Ruanda, in un greenwashing normativo di cui l’Europa si fa complice.
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