Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
Cartoline libiche. Immaginari coloniali sulla Quarta Sponda tra l'Età liberale e il Ventennio fascista 1880/1934
Dipartimento
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E CIVILTÀ
Parole chiave
- colonialismo, immaginario, archeologia
Data inizio appello
29/05/2026
Riassunto (Inglese)
This research work analyses the construction of the Italian colonial imagination in Libya between the liberal age and fascism (1880-1943), investigating how the Fourth Shore was transformed into a laboratory of national identity. Using Edward Said's paradigm of Orientalism, the thesis deconstructs the process of "inventing" a geographical and cultural space functional to the Nation-building of post-unification Italy.
The investigation focuses on the crucial role of Heritage and the archaeology of conquest: the Roman ruins of Tripolitania and Cyrenaica were exploited to legitimize the occupation, presenting the invasion as a civil "return" to lands taken from Arab neglect. Through the analysis of travel, propaganda, and architectural accounts, the paper highlights the epistemological transition from the exploratory colonialism of the late nineteenth century to the systematization of the "Myth of Rome" carried out by the fascist regime. In conclusion, the thesis demonstrates how the colonial narrative produced a distortion of historical reality, aimed at consolidating a fragile Italian national consciousness through the creation of a diminished otherness, leaving a complex cultural legacy still visible today in Mediterranean relations.
Riassunto (Italiano)
Il presente lavoro analizza la costruzione dell'immaginario coloniale italiano in Libia tra l'età liberale e il fascismo (1880-1943), indagando come la Quarta Sponda sia stata trasformata in un laboratorio di identità nazionale. Utilizzando il paradigma dell'Orientalismo di Edward Said, la tesi decostruisce il processo di "invenzione" di uno spazio geografico e culturale funzionale al Nation-building dell'Italia post-unitaria.
L'indagine si focalizza sul ruolo cruciale del Patrimonio (Heritage) e dell'archeologia di conquista: le rovine romane della Tripolitania e della Cirenaica furono strumentalizzate per legittimare l'occupazione, presentando l'invasione come un "ritorno" civile in terre sottratte all'incuria araba. Attraverso l'analisi di resoconti di viaggio, propaganda e architettura, l'elaborato evidenzia la transizione epistemologica dal colonialismo esplorativo di fine Ottocento alla sistematizzazione del "Mito di Roma" operata dal regime fascista. In conclusione, la tesi dimostra come la narrazione coloniale abbia prodotto una distorsione della realtà storica, finalizzata a consolidare una fragile coscienza nazionale italiana attraverso la creazione di un'alterità sminuita, lasciando un'eredità culturale complessa ancora oggi visibile nelle relazioni mediterranee.