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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05012026-122611


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-05012026-122611
Titolo
Carriere femminili e ruolo del welfare: i regimi di genere nei percorsi professionali delle donne
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Parole chiave
  • carriera femminile
  • disuguaglianze di genere
  • mercato del lavoro femminile
  • politiche di conciliazione
  • regimi di welfare
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/05/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente tesi analizza il rapporto tra welfare e carriera femminile, con l’obiettivo di
comprendere come lo Stato rappresenti un attore decisivo nella strutturazione delle
opportunità professionali delle donne. Il lavoro prende inizio dall’esame del contesto
occupazione femminile, mettendo in luce i principali meccanismi di segregazione di
genere, sia orizzontale che verticale, e gli ostacoli che condizionano l’avanzamento
professionale delle donne, tra cui la segregazione formativa, gli stereotipi di genere, la
maternità, la persistente asimmetria nella divisione del lavoro familiare e la rigidità
organizzativa delle imprese. Successivamente, la tesi approfondisce il ruolo delle
politiche e degli interventi pubblici italiani per la promozione dell’equità di genere nel
lavoro, attraverso l’analisi del quadro normativo, degli strumenti di conciliazione, delle
misure di promozione delle discipline STEM e degli incentivi economici e fiscali
all’occupazione femminile. Il nucleo teorico del lavoro è rappresentato dall’analisi dei
modelli di welfare e dei regimi di genere in Europa, su questa base, la parte finale sviluppa
un confronto tra tre diversi modelli di welfare: Italia, Svezia e Regno Unito, al fine di
evidenziare come differenti configurazioni istituzionali producono esiti differenti sulla
carriera femminile. Attraverso una metodologia fondata sull’analisi teorica della
letteratura, sull’analisi normativa, sulla comparazione tra paesi e sull’utilizzo di dati
statistici, emerge che le disuguaglianze di carriera femminile non possono essere spiegate
esclusivamente in termini individuali, ma devono essere interpretate come il risultato
dell’interazione tra fattori istituzionali, culturali, economici e organizzativi. In questa
prospettiva, lo Stato assume un ruolo centrale, ma non esclusivo, nella definizione delle
condizioni che favoriscono o ostacolano l’accesso, la permanenza e l’avanzamento delle
donne nel mercato del lavoro.
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