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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04302026-182718


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-04302026-182718
Titolo
Il processo produttivo come struttura temporale: un’analisi fondi-flussi del caso Lenergy S.p.A.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Parole chiave
  • Caso aziendale
  • fund-flow model
  • Kronos Calc
  • Modello fondi-flussi
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/05/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La tesi analizza la possibilità di applicare il modello fondi-flussi allo studio di un processo produttivo non industriale in senso tradizionale, ma installativo, semi-artigianale e fortemente organizzativo. L’obiettivo è verificare se tale modello, integrato con uno strumento di osservazione temporale come Kronos Calc, possa contribuire a comprendere meglio l’efficienza, il coordinamento e la gestione del tempo all’interno di una PMI operante nel settore fotovoltaico. Il caso studio scelto è Lenergy S.p.A., impresa italiana attiva nell’efficienza energetica e specializzata nell’offerta di soluzioni “chiavi in mano”, con particolare riferimento all’installazione di impianti fotovoltaici.
Il punto di partenza teorico della tesi è la critica alla rappresentazione neoclassica della produzione. Nella funzione di produzione tradizionale, l’impresa viene descritta come una relazione tecnica tra quantità di input e quantità di output. Tale impostazione è utile per analizzare l’equilibrio e le scelte ottimizzanti dell’impresa, ma tende a lasciare sullo sfondo ciò che accade concretamente all’interno del processo produttivo: la sequenza delle attività, il ruolo del tempo, l’organizzazione interna, i vincoli materiali e le difficoltà di coordinamento. La funzione di produzione, infatti, tratta l’impresa come una sorta di “scatola nera”, nella quale gli input entrano e l’output esce, senza che venga analizzata la struttura reale attraverso cui tale risultato viene prodotto .
Per superare questi limiti, la tesi assume come riferimento principale la distinzione tra fondi e flussi elaborata da Georgescu-Roegen. I flussi sono gli elementi che attraversano il processo produttivo e vengono trasformati o incorporati nell’output finale, come materiali, energia, componenti e documenti operativi. I fondi, invece, sono gli elementi che partecipano al processo mantenendo la propria identità e fornendo servizi nel tempo, come il lavoro umano, le competenze, gli strumenti tecnici, i mezzi logistici, le procedure e le strutture organizzative. Questa distinzione consente di rappresentare la produzione non come combinazione simultanea di fattori, ma come processo articolato, sequenziale e temporalmente organizzato.
Il quadro teorico viene poi ampliato attraverso il richiamo all’economia delle istituzioni, alla razionalità limitata e alla teoria evolutiva dell’impresa. Simon, Coase, North, Penrose, Nelson e Winter e Dosi permettono di interpretare l’impresa non come semplice funzione tecnica, ma come organizzazione che coordina risorse, prende decisioni in condizioni di incertezza, sviluppa routine e costruisce capacità produttive nel tempo. In questa prospettiva, la produzione non dipende soltanto dalla disponibilità astratta di capitale e lavoro, ma dalla capacità dell’organizzazione di trasformare risorse eterogenee in servizi produttivi effettivamente utilizzabili.
Il secondo capitolo applica questa impostazione al caso Lenergy S.p.A. L’impresa viene collocata nel segmento downstream della filiera fotovoltaica, cioè nella parte relativa a progettazione, installazione, connessione, gestione e assistenza degli impianti. Questa collocazione è rilevante perché l’attività dell’impresa non consiste nella fabbricazione interna dei componenti, ma nella loro integrazione in un sistema funzionante presso il cliente. Lenergy opera quindi in un ambito in cui la produzione non coincide con la trasformazione industriale standardizzata, ma con il coordinamento di attività commerciali, tecniche, amministrative, logistiche e installative.
L’unità produttiva individuata dalla tesi è la singola commessa di installazione fotovoltaica. Essa viene osservata come processo unitario che inizia con il contatto commerciale e la formalizzazione del contratto e prosegue attraverso verifica documentale, analisi energetica, sopralluogo, progettazione, pratiche autorizzative, approvvigionamento dei materiali, organizzazione del cantiere, installazione, collaudo, allaccio e assistenza post-vendita. Questa scelta consente di mostrare che l’impianto fotovoltaico installato e funzionante non è il risultato della sola posa dei componenti, ma di una sequenza più ampia di attività interdipendenti. Nel caso Lenergy, la tesi evidenzia infatti che la realizzazione dell’impianto richiede il coordinamento tra rete commerciale, back office, ufficio tecnico, progettisti, acquisti, logistica, magazzino, coordinatori delle installazioni, squadre interne ed esterne, cliente e fornitori .
Sul piano metodologico, la tesi integra il modello fondi-flussi con Kronos Calc. Questo strumento non viene considerato come un semplice archivio di dati, ma come un supporto per rendere osservabile la struttura temporale della commessa. Kronos Calc permette infatti di ricostruire tempi, sequenze, stati di avanzamento, attese, passaggi di magazzino e punti di rallentamento. In questo modo diventa possibile distinguere tra disponibilità astratta delle risorse e capacità produttiva effettiva. Una squadra disponibile, un materiale presente o un progetto elaborato non producono automaticamente avanzamento: diventano produttivi solo se collocati nel momento giusto della sequenza e coordinati con gli altri elementi necessari al processo .
Il terzo capitolo sviluppa i risultati dell’analisi empirica. Il primo risultato riguarda il vincolo di sincronizzazione tra fondi e flussi. Nel processo osservato, la capacità produttiva non dipende semplicemente dalla presenza delle risorse, ma dalla loro utilizzabilità nel momento richiesto dalla commessa. Materiali, documenti, autorizzazioni, squadre e competenze devono incontrarsi in una relazione temporale coerente. Se questo allineamento non si realizza, il processo rallenta, anche in presenza di risorse formalmente disponibili .
Da questo vincolo derivano i principali colli di bottiglia individuati nella tesi. Il primo è tecnico-amministrativo e riguarda il passaggio dalla commessa acquisita alla commessa realmente eseguibile o chiudibile. Autorizzazioni urbanistiche, pratiche, documentazione e condizioni tecniche del sito possono rallentare l’avanzamento. Il secondo collo di bottiglia è logistico-materiale e nasce dallo scarto tra materiale ordinato, materiale disponibile e materiale effettivamente utilizzabile. Un kit incompleto o non coerente con il progetto può bloccare o rendere parziale l’intervento. Il terzo collo è organizzativo-territoriale e riguarda il coordinamento tra sede, squadre interne o esterne, cliente e sito di installazione. La diffusione territoriale degli interventi e il ricorso prevalente a squadre esterne rendono centrale la capacità di programmare correttamente tempi, trasferte, materiali e informazioni operative.
La tesi mostra quindi che il tempo di attraversamento della commessa non coincide con il solo tempo tecnico di installazione. Esso comprende attese, verifiche, passaggi documentali, predisposizioni logistiche, riprogrammazioni e riallineamenti organizzativi. Per questo motivo, l’efficienza del processo non può essere valutata soltanto misurando l’output finale o le ore di lavoro impiegate, ma richiede di osservare dove e come si formano le discontinuità.
Le linee di miglioramento proposte non consistono nell’aumento generico delle risorse, ma nel rafforzamento della sincronizzazione produttiva. La tesi suggerisce di rendere più chiaro il passaggio dalla vendita alla commessa trattabile, di definire meglio le responsabilità tra le funzioni tecniche e operative, di collegare la programmazione delle squadre allo stato reale della commessa e di utilizzare in modo più consapevole le informazioni fornite da Kronos Calc. L’obiettivo è ridurre lo scarto tra capacità potenziale e capacità produttiva effettiva.
Infine, la tesi collega il tema dell’efficienza a quello della sostenibilità organizzativa. Lo spreco non viene inteso solo come spreco fisico di materiali, ma come dispersione di capacità: materiali immobilizzati, squadre riprogrammate, ritorni sul sito, lavoro correttivo, comunicazioni ripetute e tempi di attesa. In questa prospettiva, un processo più coordinato è anche un processo più sostenibile, perché disperde meno risorse organizzative e trasforma con maggiore continuità fondi e flussi in avanzamento produttivo.
In conclusione, il caso Lenergy S.p.A. non viene presentato come rappresentativo in senso statistico dell’intero settore fotovoltaico. Il suo valore risiede piuttosto nella capacità di rendere visibile una configurazione produttiva specifica, fondata su sequenza, coordinamento, fondi eterogenei, flussi materiali e informativo-documentali e vincoli di sincronizzazione. La tesi conclude che il modello fondi-flussi, integrato con Kronos Calc, può essere applicato anche oltre il caso studiato, a condizione che il processo analizzato presenti un output identificabile, una sequenza di attività, risorse eterogenee, flussi osservabili e problemi di coordinamento temporale. In tal senso, il contributo principale del lavoro consiste nel mostrare che anche una produzione installativa e di servizio può essere analizzata come processo produttivo complesso, nel quale l’efficienza dipende dalla capacità di coordinare nel tempo risorse, materiali, informazioni e competenze.
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