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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04292026-152418


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
URN
etd-04292026-152418
Titolo
Meccanismi eziopatogenetici dei disturbi d'ansia
Dipartimento
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Parole chiave
  • anxiety disorders
  • asse microbiota-intestino-cervello
  • disturbi d'ansia
  • eziopatogenesi
  • gut-brain axis
Data inizio appello
27/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/05/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
I disturbi d’ansia rappresentano una delle sfide più rilevanti per la salute pubblica nel mondo contemporaneo. La loro crescente incidenza ha un impatto significativo non solo sulla qualità della vita dei singoli individui, ma anche sulla produttività sociale ed economica.
Sebbene le terapie convenzionali, come la farmacoterapia e la psicoterapia, abbiano dimostrato una notevole efficacia, la ricerca scientifica sta esplorando nuove vie per comprendere e affrontare queste condizioni in modo più completo.
Mentre in passato i disturbi d’ansia erano considerati esclusivamente come disfunzioni limitate al sistema nervoso centrale, le evidenze scientifiche più recenti hanno ampliato progressivamente questa prospettiva.
L’ansia non è più considerata esclusivamente come un’alterazione della comunicazione neuronale, ma come il risultato di un’interazione bidirezionale tra il cervello e il resto dell’organismo.
In questo scenario, emerge l’asse intestino-cervello: questo sistema di comunicazione bidirezionale evidenzia come lo stato di salute del tratto gastrointestinale possa influenzare profondamente la funzionalità cerebrale e, di conseguenza, l’umore e il comportamento.
Al centro di questa comunicazione si trova il microbiota intestinale, un ecosistema di microrganismi che popola il nostro tratto digerente modulando il sistema immunitario e influenzando la sintesi di neurotrasmettitori.
La presente tesi si propone di esplorare questo legame, analizzando i meccanismi molecolari attraverso cui un’alterazione dell’equilibrio microbico può contribuire alla patogenesi dei disturbi d’ansia e alla regolazione della risposta allo stress.
Nel primo capitolo, verrà fornito un inquadramento clinico e diagnostico dei disturbi d’ansia, analizzando la loro crescente prevalenza nella società moderna e l’impatto che essi hanno sulla qualità della vita dei pazienti.
Successivamente, nel secondo capitolo, l’elaborato si sposterà sulle basi biologiche della patologia, analizzando l’eziopatogenesi, approfondendo i fattori di vulnerabilità genetica, le alterazioni dei circuiti neuroanatomici, con particolare attenzione al ruolo dell’amigdala e del talamo, e lo sbilanciamento dei sistemi neurotrasmettitoriali.
Il terzo capitolo è dedicato alla descrizione del microbiota intestinale definendone la composizione, le funzioni fisiologiche e il concetto di disbiosi, ovvero la rottura di quell’equilibrio simbiotico che può scatenare risposte patologiche in tutto il corpo.
Nel quarto capitolo verranno approfondite le quattro principali vie di comunicazione che permettono al microbiota di interagire con il cervello: la via neurale (mediata principalmente dal nervo vago), la via immunitaria (attraverso la produzione di citochine pro-infiammatorie), la via endocrina e metabolica che vede i batteri intestinali come produttori diretti di neurotrasmettitori quali GABA, serotonina e glutammato.
Infine, nel quinto capitolo, verranno discusse le prospettive terapeutiche più innovative e i target terapeutici emergenti. Oltre ad analizzare il ruolo degli psicobiotici, probiotici e prebiotici formulati per modulare l’umore, l'attenzione si sposterà verso strategie d'avanguardia che mirano a spegnere la neuroinfiammazione. Verranno inoltre esplorate le nuove frontiere della neurofarmacologia e vedremo come la manipolazione del microbiota possa rappresentare, in futuro, una strategia complementare o alternativa ai farmaci ansiolitici tradizionali, mirando a una medicina sempre più personalizzata e integrata.
L’obiettivo finale di questo lavoro è fornire una panoramica su un’area di ricerca in rapida espansione, dimostrando come la salute mentale non possa più essere considerata indipendente dall’equilibrio dell’intero organismo, riconoscendo nel microbiota intestinale e nella sua interazione con i sistemi nervoso, immunitario ed endocrino, un elemento chiave per il mantenimento del benessere psicofisico.
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