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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04292026-100851


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-04292026-100851
Titolo
Evoluzione dei modelli di esternalizzazione delle frontiere: il caso del Protocollo Italia-Albania nel quadro del diritto dell’Unione europea.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
UNIONE EUROPEA, PROCESSI GLOBALI E SOSTENIBILITA' DELLO SVILUPPO
Parole chiave
  • albania
  • evoluzione
  • italia
  • protocollo
  • unione
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/05/2066
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
La presente indagine si inserisce nel contesto del crescente ricorso di alcuni Stati membri e dell’Union europea (UE) a strategie di esternalizzazione dei controlli alle frontiere.
L’obiettivo della tesi è verificare, in chiave critica, la compatibilità di tale Protocollo con il diritto dell’Unione e con il sistema di tutela dei diritti fondamentali, alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE. In tale prospettiva, l’analisi intende accertare se questa inedita "esportazione" della giurisdizione sia coerente con il quadro normativo dell’Unione o se, al contrario, ne determini una ridefinizione sostanziale della frontiera stessa. Il rischio indagato è che tale mutamento incida negativamente sull’effettività delle garanzie che presidiano il diritto di asilo, trasformandole in tutele meramente formali.
A tal fine, in primo luogo, l’analisi si sofferma sulle origini, sulle finalità e sui modelli di esternalizzazione dei controlli alle frontiere, esaminando gli strumenti giuridici impiegati, quali gli accordi di riammissione e gli strumenti di natura non vincolante conclusi con Stati terzi. In tale ambito, vengono presi in considerazione alcuni casi paradigmatici, tra cui il Memorandum d’intesa Italia–Libia del 2017, la Dichiarazione UE–Turchia e l’accordo tra Regno Unito e Ruanda, nonché il ruolo dell’Agenzia FRONTEX e le connesse questioni relative alla responsabilità condivisa tra Unione e Stati membri.
In secondo luogo, l’indagine si concentra sul Protocollo Italia–Albania, del quale si analizzano contenuti, obiettivi e basi giuridiche. Particolare attenzione è dedicata alla configurazione dei centri di Shëngjin e Gjadër, con specifico riguardo ai profili di sovranità e giurisdizione, nonché alla ripartizione delle competenze tra autorità italiane e albanesi e alle criticità che ne conseguono alla luce del diritto dell’UE.
Infine, viene approfondito il concetto di “Paese sicuro” nel diritto dell’UE, distinguendo tra Paese di origine sicuro e Paese terzo sicuro, ed esaminando le implicazioni derivanti dall’applicazione delle procedure accelerate di frontiera e dai margini di discrezionalità riconosciuti agli Stati membri. L’analisi tiene conto altresì della recente riforma della normativa dell’UE in materia.
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