Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Titolo
La terapia fagica nella de-colonizzazione intestinale da Klebsiella pneumoniae multiresistente: efficacia in un modello in vitro
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
- antibiotico-resistenza
- Klebsiella pneumoniae
- modello in vitro
- terapia fagica
Data inizio appello
23/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
23/06/2029
Riassunto (Italiano)
Nell’attuale contesto di aumentata vigilanza epidemiologica internazionale nei confronti di microrganismi multiresistenti agli antibiotici (MDR) e di crescente diffusione dell’antibiotico-resistenza, lo sviluppo di nuove strategie preventive e terapeutiche alternative agli antibiotici sta assumendo una sempre maggiore importanza. L’obiettivo del presente lavoro di tesi è stato dimostrare l’efficacia in vitro della terapia fagica nel contesto della colonizzazione intestinale da Klebsiella pneumoniae MDR al fine di ridurne la diffusione ospedaliera e territoriale. Al fine di raggiungere questo risultato, nel presente progetto di tesi è stato impiegato un modello in vitro di microbiota intestinale umano in co-coltura con un ceppo di K. pneumoniae MDR in modo da riprodurre in vitro una situazione sperimentale paragonabile alla colonizzazione intestinale da K. pneumoniae in vivo. In tale modello è stato, successivamente, inoculato un cocktail di batteriofagi specifici per K. pneumoniae MDR nel tentativo di decolonizzare il modello dal microrganismo esogeno. L’effetto decolonizzante del cocktail di batteriofagi verso K. pneumoniae in un ambiente in vitro complesso in presenza del microbiota è stato dimostrato; inoltre, la specificità dei virus utilizzati per il ceppo di K. pneumoniae impiegato è stata confermata, escludendo potenziali effetti collaterali sul microbiota nelle condizioni sperimentali analizzate. L’ipotesi di un potenziale utilizzo dei batteriofagi per trattare la colonizzazione intestinale da K. pneumoniae MDR appare realistica e promettente, pur necessitando di ulteriori conferme da trial clinici futuri.