Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
Il testo di legge costituzionale sulla separazione delle carriere: ultima tappa di un dibattito infinito.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
ISTITUZIONI, POLITICA E SOCIETA'
Data inizio appello
18/05/2026
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato tratta della riforma costituzionale relativa alla separazione delle carriere dei magistrati che prevede per giudici e pubblici ministeri carriere distinte, propri organi di autogoverno e un nuovo sistema disciplinare gestito dall’Alta Corte disciplinare.
La presente tesi parte da un’indagine sull’autonomia e l’indipendenza della magistratura in Italia e prosegue con l’argomento dell’obbligatorietà dell’azione penale esercitata dal Pubblico Ministero, di cui si evidenzia il suo duplice volto: costruire e sostenere l’accusa ma anche, come parte pubblica, l’irrinunciabile ricerca della verità.
L’elaborato prosegue analizzando le differenti posizioni emerse dopo l’approvazione della riforma del 2025 evidenziando come i sostenitori della riforma stessa, tra cui una parte significativa del Governo e di alcune associazioni forensi, sostengono che la netta distinzione tra giudici e pubblici ministeri rafforzi la terzietà del giudice, eliminando i passaggi di carriera che avevano generato in passato, la percezione di un sistema troppo unitario.
Di contro, le critiche giungono da alcune correnti della magistratura, costituzionalisti e da alcuni giuristi che temono una frammentazione del potere giudiziario e sottolineano come detta separazione, che a prima vista sembrerebbe garantire maggiore imparzialità, in realtà espone a più forti pressioni del potere esecutivo.
Nel corso della trattazione si approfondiscono gli anzidetti aspetti relativi alla legge di riforma che sarà sottoposta a referendum confermativo in quanto, secondo il disposto dell’art.138 della Costituzione, non ha ottenuto i due terzi dei voti in tutte le letture parlamentari.
Conseguentemente la parte conclusiva dell’elaborato arriva a considerare l’esito del referendum sulla giustizia, non mancando di evidenziare l’assetto prescelto dalla maggioranza degli elettori.