Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Titolo
Comprendere il fallimento implantare: caratteristiche cliniche e istopatologiche in uno studio prospettico di coorte
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA
Riassunto (Italiano)
Obiettivo: Gli impianti dentali rappresentano una delle principali soluzioni terapeutiche per sostituire i denti mancanti, offrendo elevati tassi di sopravvivenza e successo. Tuttavia, una parte di essi va incontro a fallimento a causa dell’assenza di osteointegrazione, di peri-implantite con grave perdita ossea, infezioni ricorrenti o complicanze meccaniche/protesiche non trattabili, rendendo necessaria la loro rimozione. Lo scopo del presente studio è analizzare le caratteristiche cliniche e istopatologiche degli impianti dentali falliti. L’obiettivo primario è stato valutare le caratteristiche istopatologiche degli impianti falliti, con particolare attenzione ai segni di infiammazione cronica nei tessuti peri-implantari, al grado di riassorbimento osseo, nonché alle alterazioni strutturali dei tessuti epiteliali, connettivi e ossei. Gli obiettivi secondari includevano la valutazione della perdita ossea marginale (MBL) e la sua correlazione con i parametri istopatologici, l’identificazione di eventuali fattori legati all’impianto associati a un aumentato rischio di fallimento e l’analisi delle caratteristiche istopatologiche in relazione alla storia medica dei pazienti. Le principali indicazioni alla rimozione includevano casi di peri-implantite con coinvolgimento di oltre il 50% della lunghezza dell’impianto e perdita ossea progressiva nonostante i trattamenti, malposizionamento, fratture implantari, infezioni acute ricorrenti e complicanze protesiche irreversibili.
Metodi: Lo studio ha incluso tutti i pazienti sottoposti alla rimozione di uno o più impianti dentali presso l’Ospedale Universitario di Pisa (Unità di Odontoiatria e Chirurgia Orale) tra il 2021 e il 2026. Tutti i pazienti sono stati informati sugli obiettivi dello studio e hanno fornito un consenso informato scritto alla partecipazione. Sono stati esclusi i casi in cui la rimozione era correlata a osteonecrosi dei mascellari (ONJ). Per ciascun paziente è stata raccolta un’anamnesi medica completa e sono state registrate le caratteristiche cliniche e radiografiche degli impianti. La perdita ossea marginale (MBL) è stata valutata attraverso l’analisi dell’OPT come percentuale di perdita ossea. Nei casi in cui era presente una residua osteointegrazione e l’impianto risultava clinicamente stabile, la rimozione è stata effettuata mediante frese trephine. Gli impianti espiantati, insieme ai tessuti ossei circostanti, sono stati fissati in formalina e sottoposti ad analisi istologica.
Risultati: Sono stati inclusi nello studio trentatré pazienti (24 femmine, 9 maschi) per un totale di 60 impianti. L’età media era di 66,3 ± 8,9 anni. In particolare, il 70% degli impianti (n=42) apparteneva a pazienti con una storia clinica di precedenti fallimenti implantari. Ventidue impianti (53,6%) erano associati a terapie con farmaci interferenti con il metabolismo osseo, mentre solo 3 riguardavano pazienti fumatori. Il tempo medio di permanenza in funzione era di 136,6 ± 93,2 mesi, con una netta prevalenza di fallimenti tardivi (91,6%). La causa principale di espianto è risultata la peri-implantite (50%), seguita da malposizionamento (21,7%), frattura implantare (13,3%), infezioni/sinusiti (5%) e complicanze protesiche (3,3%). Solo 2 casi hanno mostrato una perdita ossea del 100%. La maggior parte degli impianti (66,7%) è stata rimossa mediante frese trephine, con un tempo operatorio medio di 17,9 ± 10,1 minuti. La percentuale media di perdita ossea è risultata pari a 54,4 ± 28,8%. L’analisi statistica ha evidenziato che il riassorbimento osseo (MBL) era significativamente maggiore negli impianti di pazienti trattati con farmaci interferenti con il metabolismo osseo (61,6 ± 16,9%) rispetto a quelli che non li assumevano (46,7 ± 24,1%) (p < 0,001).
L’analisi istologica ha mostrato complessivamente la presenza di osso peri-implantare residuo vitale e privo di evidenti infiltrati infiammatori nelle porzioni più profonde. Come atteso, i casi espiantati a causa di peri-implantite mostravano un marcato riassorbimento osseo crestale. In accordo con il dato clinico di una perdita ossea marginale (MBL) significativamente maggiore, i campioni prelevati da pazienti in terapia con farmaci interferenti con il metabolismo osseo hanno evidenziato alterazioni nei processi di rimodellamento osseo, sebbene il contatto osso-impianto residuo (BIC) apparisse parzialmente conservato.
Conclusioni: Il fallimento implantare tardivo è fortemente associato alla suscettibilità individuale del paziente, come dimostrato dall’elevata incidenza di espianti in soggetti con una storia di precedenti fallimenti. Lo studio dimostra che l’assunzione di farmaci interferenti con il metabolismo osseo rappresenta un fattore determinante nell’aggravamento della perdita ossea marginale (MBL), supportato da alterazioni istologiche del rimodellamento osseo. Ciò suggerisce l’importanza di un’accurata anamnesi farmacologica e di protocolli di follow-up personalizzati nei pazienti in terapia, al fine di identificare precocemente alterazioni tissutali prima che compromettano irreversibilmente il tessuto osseo peri-implantare.