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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04152026-110228


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-04152026-110228
Titolo
Crisi della Scienza e nuovi approcci epistemologici: un’analisi sociologica
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
ISTITUZIONI, POLITICA E SOCIETA'
Parole chiave
  • epistemic violence
  • Epistemologie femministe e decoloniali
  • feminist and decolonial epistemologies
  • polyphonic sociology
  • saperi situati
  • situated knowledges
  • sociologia polifonica
  • standpoint theory
  • violenza epistemica
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/05/2029
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
Il presente elaborato esplora la crisi del paradigma scientifico moderno, basato su pretese di universalità e oggettività, attraverso le lenti critiche delle epistemologie femministe, decoloniali e intersezionali. Lungi dall’essere un'entità neutra, la Scienza costituisce una costruzione storicosociale intrisa di bias e gerarchie. In queste pagine è mostrato come le strutture di dominio costruite su base razziale e di genere hanno plasmato la produzione di conoscenza in numerosi ambiti, dalla biologia alla medicina alla storiografia. L’obiettivo di questo lavoro è dimostrare che strumenti come la situalità dei saperi, abbracciati dalle pensatrici femministe, decoloniali e intersezionali, non rappresentino un rischio o un ostacolo per la conoscenza, ma piuttosto un'opportunità di ampliarla correggendo le distorsioni del paradigma egemone e contrastando la violenza epistemica. Tramite il supporto di una letteratura specifica su casi emblematici viene messo in luce il ruolo fondamentale dei soggetti subalterni, evidenziandone le potenzialità come risorsa per l’innovazione epistemologica.
Una parte dell’elaborato è dedicata all’ecologia e all’antispecismo, in quanto la Standpoint theory e i saperi situati costituiscono chiavi di lettura efficaci per la comprensione delle istanze dei movimenti ambientalisti e antispecisti. Infine, l’elaborato, portando all’attenzione le possibili criticità dei nuovi strumenti, individua nella riflessività critica e nell’inclusione attiva di soggetti chiave, come coloro che ricoprono posizioni di marginalità, i mezzi per la produzione di sapere socialmente robusta. Nella parte conclusiva si auspica l’adozione di nuovi modelli paradigmatici, quali la sociologia di posizione e la sociologia polifonica, basate sull’integrazione di una pluralità di standpoint e una co-produzione del sapere più inclusiva, armonica ed efficace.
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