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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04122026-195402


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-04122026-195402
Titolo
L'impatto del Private Equity sulla performance delle imprese: un'analisi difference-in-differences su un campione di imprese italiane
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
BANCA, FINANZA AZIENDALE E MERCATI FINANZIARI
Parole chiave
  • difference-in-differences
  • Italia
  • performance
  • private equity
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
18/05/2066
Riassunto (Inglese)
This paper examines the impact of Private Equity operations on the operating performance and capital expenditure of a sample of Italian firms over the period 2018–2022. Following a review of the structure, functioning and main transaction types of PE, the third chapter employs a PSM-DiD strategy over an observation window spanning two years before and after the deal, comparing 337 target firms against 3,094 controls drawn from the AIDA database.
The study tests three sequential hypotheses. The first concerns the pre-acquisition selection of target firms: acquired firms display higher pre-acquisition operating profitability than comparable firms, suggesting a growth-oriented selection model rather than the turnaround of underperforming firms implied by agency theory. The second hypothesis, concerning post-acquisition improvement in profitability, is rejected at the aggregate level, with a significant margin compression observed among mid-sized firms. The third is partially supported: the post-acquisition increase in capital expenditure is significant among small firms, consistent with the financial constraints relaxation mechanism documented by Boucly, Sraer and Thesmar (2011). Overall, the results suggest that Italian PE operates primarily as a growth vehicle for smaller firms, rather than as a financial discipline mechanism.
Riassunto (Italiano)
Nel presente lavoro si analizza l'impatto delle operazioni di Private Equity sulla performance operativa e sugli investimenti in capitale fisso di un campione di imprese italiane nel periodo 2018–2022. Dopo una rassegna della struttura, del funzionamento e delle principali tipologie di operazione del PE, il terzo capitolo adotta una strategia PSM-DiD su una finestra di osservazione di due anni precedenti e successivi all'operazione, confrontando 337 imprese target con 3.094 controlli selezionati dal database AIDA.
Lo studio testa tre ipotesi sequenziali. La prima riguarda la selezione delle imprese target prima dell'acquisizione: le imprese acquisite mostrano una redditività operativa pre-acquisizione superiore ai comparabili, suggerendo un modello di selezione orientato alla crescita piuttosto che all'efficientamento di imprese sottoperformanti suggerito dall'agency theory. La seconda ipotesi, relativa al miglioramento della redditività post-acquisizione, è rigettata a livello aggregato, con una compressione dei margini operativi significativa nelle imprese medie. La terza è parzialmente supportata: l'incremento degli investimenti in capitale fisso è significativo nelle piccole imprese, in linea con il meccanismo di allentamento dei vincoli finanziari documentato da Boucly, Sraer e Thesmar (2011). Nel complesso, i risultati suggeriscono che il PE italiano operi prevalentemente come strumento di crescita per le imprese minori, piuttosto che come meccanismo di disciplina finanziaria.
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