Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
La lista del CdA Uscente tra autonomia statutaria e norme imperative
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Data inizio appello
18/05/2026
Riassunto (Inglese)
The thesis examines the role of the outgoing board of directors’ slate within the corporate governance system of Italian listed companies. Starting from the evolution of slate voting, originally introduced to ensure minority representation, the study highlights how changes in ownership structures and the growing influence of institutional investors have encouraged the spread of board-submitted slates. This practice has been formalized by the 2024 Capital Law, which introduced a specific regulation into the Consolidated Financial Act. The analysis critically explores this regulatory framework, focusing on procedural requirements, governance effects, and implications for the balance among shareholders. It also investigates the relationship with ownership structures, the role of institutional investors, and the potential risks of overregulation, particularly regarding the competitiveness of the Italian capital market.
Riassunto (Italiano)
Il lavoro analizza il ruolo della lista del consiglio di amministrazione uscente nel sistema di corporate governance delle società quotate italiane. Partendo dall’evoluzione del voto di lista, introdotto per garantire la rappresentanza delle minoranze, l’elaborato evidenzia come i cambiamenti negli assetti proprietari e il crescente peso degli investitori istituzionali abbiano favorito la diffusione della prassi della lista del consiglio. Tale prassi è stata formalizzata con la Legge Capitali del 2024, che ha introdotto una disciplina specifica nel Testo Unico della Finanza. La tesi esamina criticamente questa regolamentazione, soffermandosi sui requisiti procedurali, sugli effetti sulla governance e sulle implicazioni per l’equilibrio tra soci. Vengono inoltre analizzati i rapporti con gli assetti proprietari, il ruolo degli investitori istituzionali e i possibili rischi derivanti da un eccesso di regolazione, anche in termini di competitività del mercato italiano.