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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04082026-093606


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
URN
etd-04082026-093606
Titolo
Tra illusione contabile e creazione di valore: un'analisi empirica sull'impatto degli asset intangibili sulle performance nel settore Pharma
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Parole chiave
  • asset intangibili
  • asset invisibili
  • creazione di valore
  • performance aziendali
  • settore farmaceutico
Data inizio appello
18/05/2026
Consultabilità
Completa
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L'avvento dell'economia della conoscenza ha segnato il passaggio ad un "capitalismo senza capitale", dove gli asset intangibili, come brevetti e ricerca e sviluppo, rappresentano il vero motore del vantaggio competitivo. tuttavia, l'attuale architettura contabile internazionale, storicamente ancorata al principio di prudenza, fatica a rappresentare in modo fedele e tempestivo il valore generato da tali risorse. muovendo da questa asimmetria informativa, la presente tesi indaga il nesso causale tra investimenti intangibili e performance aziendali. l'obiettivo principale è dimostrare se l'immenso accumulo di capitale immateriale si traduca in un'effettiva creazione di ricchezza netta per gli azionisti, misurata tramite l'Economic Value Added, o se si limiti a generare un'illusione contabile riflessa unicamente nella crescita dei margini operativi (ROA ed EBITDA).
la ricerca empirica di concentra sul settore bio-farmaceutico, un comparto caratterizzato da estrema intensità immateriale, regimi di monopolio e cicli di innovazione logoranti, noti in letteratura come la "valle della morte". l'indagine econometrica è stata condotta su un panel di 2'4 medie e grandi imprese farmaceutiche italiane non quotate, osservate lungo l'orizzonte di 5 anni. i modelli di regressione multipla hanno testato l'effetto della ricerca e sviluppo e della proprietà intellettuale su tre metriche di performance: la redditività netta (ROA), la marginalità operativa (EBITDA) e la creazione di valore (EVA). a causa della natura unlisted del campione, il costo del capitale (WACC) è stato calcolato accuratamente tramite i comparables e l'equazione di hamada. le regressioni sono state testate su due lassi temporali: t-1 e t-4.
i risultati di breve periodo (t-1) rivelano un marcato disallineamento tra gli indicatori: la spesa in ricerca e sviluppo agisce come puro costo affondato che deprime il ROA. l'iscrizione dei brevetti, conferendo uno scudo sui prezzi, fa esplodere l'EBITDA margin, unica variabile capace di catturare tempestivamente la forza commerciale dell'innovazione. tuttavia, l'impatto dell'IP sull'EVA risulta statisticamente non significativo: il brevetto fa esplodere il capitale investito generando un massiccio capital charge che oscura la redditività, lasciando il valore in fase di indefinita incubazione.
estendendo l'orizzonte a t-4, le dinamiche mutano radicalmente: l'impatto della R&S si neutralizza, mentre il coefficiente dell'IP sull'EVA abbandona l'area di incertezza per diventare altamente significativo. questo dimostra matematicamente che la vera estrazione di valore è un fenomeno esclusivamente di lungo periodo, consacrando la necessità di un "capitale paziente" disposto ad assorbire le perdite iniziali in attesa della maturazione commerciale.
la tesi fornisce una solida validazione empirica della letteratura contabile, confermando la progressiva perdita di rilevanza dei bilanci e l'urgenza di modelli di capitalizzazione condizionata. unendo la knowledge-based view con la teoria delle opzioni reali, l'elaborato postula a coronamento della ricerca la teoria della frizione del capitale immateriale: il valore di un intangibile non fluisce linearmente nell'impresa, ma subisce un attrito temporale e finanziario. esso di manifesta un una fase di assorbimento, seguita da uno scudo operativo per culminare spesso in una trappola finanziaria, dove il costo del capitale storico divora i flussi di cassa. per superare questa frizione strutturale, la ricerca propone l'adozione di una nuova metrica ibrida direzionale, l'option-adjusted EVA (OA-EVA), capace di ponderare il capital charge non sui costi passati, ma sulle reali probabilità di successo clinico e professionale, smascherando in via definitiva l'illusione contabile.
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