Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Titolo
Storia di un manoscritto. Composizione e scrittura del Pal. gr. 398, tra paradossografia e geografia, filosofia e scienza
Settore scientifico disciplinare
L-FIL-LET/02 - LINGUA E LETTERATURA GRECA
Corso di studi
SCIENZE DELL'ANTICHITA' E ARCHEOLOGIA
Parole chiave
- Bisanzio
- Byzantium
- Collezione filosofica
- Greek palaeography
- Manoscritti
- Manuscripts
- Paleografia greca
- Paradossografia
- Paradoxography
- Philosophical collection
- Textual tradition
- Tradizione del testo
Data inizio appello
12/06/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
12/06/2029
Riassunto (Inglese)
This PhD thesis is the result of a joint PhD programme (Cotutelle de thèse) between the University of Pisa-Siena and the Institute of Byzantine Studies at the University of Vienna. The research focuses on the palaeographic, codicological, and thematic features of the manuscript Heidelberg Universitätsbibliothek Palatinus graecus 398. This miscellaneous codex contains geographical, mythographic, and paradoxographic texts. Codex Palatinus belongs to the so-called “Philosophical Collection” and, in particular, to the group of philosophical manuscripts (Plato, Neoplatonists) written by “Copyist I”. From a palaeographic point of view, the manuscript dates back to the third quarter of the ninth century. It is part of the historical and cultural context that followed the end of Iconoclasm in 843. Using an interdisciplinary and comparative approach, the study provides an in-depth analysis of the history of minuscule script between the ninth and the tenth centuries, focusing on the “minuscule of the Philosophical Collection”. This is complemented by a description of the literary phenomena that characterised the reception of paradoxography in the ancient, late antique, and medieval periods. A complete profile of the manuscript is, therefore, provided. Regarding the graphic framework, the research also covers the system of marginal annotation, accentuation, and punctuation. The content description considers the following aspects: the creation process of paradoxographic collections; the relationship between paradoxography and scholarly literature; and the reuse of similar literary forms in post-classical era. The first chapter deals with the codex’s modern history. This is reconstructed by using archive and catalogue sources, as well as the later marginal annotations transmitted by the manuscript itself. The second chapter critically discusses secondary literature and bibliography regarding the “Philosophical Collection” and the Palatinus manuscript. Furthermore, this chapter outlines the methodological principles adopted in the subsequent sections. The sociographical approach enables the palaeographical data to be integrated with the reconstruction of the historical and cultural copying context. Another crucial element is the concept of reception. Indeed, the textual corpus must be studied not only in relation to its origin, but also to its transmission during the Late Antique and Byzantine eras. The third chapter concerns the palaeographic analysis. In particular, it provides an in-depth description of the palaeographic characteristics of the minuscule and the majuscule scripts adopted by “Copyist I”, comparing them with the other scripts already known in the “Philosophical Collection”. It also describes the system of marginal annotations and their typologies and functions, and the accentuation and punctuation marks. Finally, the fourth chapter examines the manuscript contents to trace back the history of paradoxography’s reception. This chapter has a tripartite structure. Firstly, it addresses the characteristics of the textual corpus and its chronology. It also provides examples of the main types of paradoxa transmitted by the textual collection. Secondly, it focuses on the late antique reception in fifth- and sixth-century Neoplatonic environments in Athens and Alexandria. The final section focuses on the reception of paradoxography in the medieval period. Furthermore, it includes a thorough analysis of the anonymous Chrestomathiae and Photius’ Bibliotheca, examining its ways in which geographic, scientific, and mythographic paradoxa were read and interpreted. The cultural and literary characteristics of the Byzantine copying environment are then compared with other literary phenomena. These include eleventh-century Greek literature (Michael Psellus), as well as Latin and Arabic-Islamic traditions. The results reveal a new perspective on the manuscript copying practices. They also point out palaeographic links between the “minuscule of the Philosophical Collection” and general trends in “writing circles” in the ninth and tenth centuries. Furthermore, an in-depth analysis of content characteristics has revealed convergences between paradoxography and scientific-philosophical knowledge. These convergences are interpreted in an original way within each period and literary tradition considered.
Riassunto (Italiano)
La presente tesi di dottorato è il risultato del percorso di co-tutela tra l’Università di Pisa-Siena e l’Istituto di Studi Bizantini e Neoellenici dell’Università di Vienna. In questo studio sono state esaminate le caratteristiche paleografiche, codicologiche e contenutistiche del manoscritto di Heidelberg Universitätsbibliothek Palatinus graecus 398, miscellanea di testi geografici, mitografici e paradossografici. Il codice appartiene alla cosiddetta “collezione filosofica” e, in particolare, al gruppo di manoscritti di argomento filosofico (Platone e i commentatori neoplatonici) vergati dalla mano del “copista I”. Dal punto di vista paleografico, il manoscritto è databile al terzo quarto del IX secolo, e si inserisce, quindi, nel contesto storico-culturale di poco successivo alla conclusione delle lotte iconoclaste (843). Mediante un approccio metodologico interdisciplinare e comparativo, l’analisi proposta include un approfondimento sulla storia della scrittura tra IX e X secolo (con particolare riguardo per la definizione di “minuscola della collezione filosofica”). Essa è completata da una descrizione dei principali fenomeni letterari che caratterizzano la ricezione della paradossografia tra età antica, tardoantica e medievale. Si è inteso, così, ricostruire un profilo completo del manoscritto. In merito all’assetto grafico è stato incluso anche il sistema delle annotazioni marginali, dell’accentazione e dell’interpunzione. L’indagine sui contenuti ha considerato la genesi di sillogi paradossografiche nell’antichità, la correlazione tra paradossografia e scholarly literature e il riuso di queste forme letterarie in età post-classica. Nel primo capitolo sono ricostruite le tappe fondamentali della storia moderna del codice, a partire dall’analisi condotta sulle fonti di archivio, sulle catalogazioni antiche e moderne, e sulle testimonianze marginali seriori trasmesse dal codice. Nel secondo capitolo viene proposta una revisione critica della bibliografia e degli studi relativi alla “collezione filosofica” e al manoscritto Palatino. Al contempo, vengono elencati i criteri di metodo impiegati nelle sezioni successive: i principi dell’indagine sociografica consentono di impostare uno studio che contempli sia i dati paleografici che il contesto storico-culturale di copia dei contenuti del manoscritto. Centrale è anche il concetto di ricezione, in quanto il corpus testuale conservato dal Palatino deve essere studiato sia in rapporto alla fase di composizione dei testi, che in rapporto alla loro trasmissione in età tardoantica e bizantina. Il terzo capitolo affronta nel dettaglio la descrizione paleografica. In particolare, viene fornita un’esaustiva analisi dei seguenti elementi: le caratteristiche grafiche della minuscola e della maiuscola del “copista I” e il confronto con le altre grafie attestate nel corpus della cosiddetta “collezione filosofica”; il sistema di annotazioni marginali e le tipologie e funzioni assegnate ai segni grafici impiegati a margine; le tipologie e le funzioni dei segni critici di accentazione e interpunzione. Nel quarto capitolo, infine, vengono presi in esame i contenuti del manoscritto, per approntare una storia della ricezione del genere paradossografico e delle forme della letteratura del meraviglioso attestate nel corpus del Palatino. Questo capitolo presenta una struttura tripartita. La prima parte è dedicata alle caratteristiche dei testi in rapporto alla cronologia dei relativi ambienti di produzione. Completa la sezione un prospetto delle principali declinazioni tematiche del paradoxon attestate nelle opere della miscellanea. Segue un’analisi dei processi di ricezione della paradossografia negli ambienti neoplatonici tardoantichi di V-VI secolo (Atene, Alessandria). L’ultima parte è dedicata alla ricostruzione dei fenomeni di ricezione e di risemantizzazione della paradossografia in età medievale. In questa sezione è incluso un approfondimento sulle anonime Chrestomathiae e sulle modalità di lettura e interpretazione di paradoxa geografici, scientifici e mitografici rilevabili nella Bibliotheca di Fozio. Le caratteristiche culturali e letterarie dell’ambiente bizantino di produzione e ricezione del manoscritto sono quindi comparate con paralleli fenomeni di ricezione letteraria attestati nel medioevo greco dell’XI secolo (Michele Psello) e in quello latino e arabo-islamico. Dai risultati ottenuti è emerso un profilo aggiornato delle modalità di copia del codice e delle relazioni grafiche tra la cosiddetta “collezione” e gli sviluppi più generali del IX-X secolo e della cultura dei “circoli di scrittura”. Mediante il riesame delle componenti contenutistiche, inoltre, è stato dimostrato come le modalità di ricezione della letteratura paradossografica includano frequenti convergenze rispetto al sapere scientifico e filosofico. Tali convergenze sono presenti in forma originale in ciascuna epoca e tradizione letteraria considerata.