Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Titolo
Esperienze applicative dell'ecografia trans-vaginale ai fini diagnostici di gravidanza nella bovina presso il Centro Interdipartimentale "E.Avanzi" dell'Università di Pisa
Dipartimento
MEDICINA VETERINARIA
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Parole chiave
- bovina
- diagnosi di gravidanza
- ecografia retto-vaginale
- ecografia trans-vaginale
Data inizio appello
20/04/2007
Riassunto (Italiano)
La presente indagine riferisce i risultati ottenuti dall’applicazione di una tecnica diagnostica di gravidanza su base ecografica trans-vaginale in 150 bovine da latte, stabulate presso l’azienda zootecnica del Centro Interdipartimentale E. Avanzi di S.Piero a Grado (Pisa). Il metodo impiegato, sfruttante una sonda ecografica convex da 5MHz, montata su di un supporto cilindrico che ne permettesse l’introduzione sino al fornice cervicale, è risultato semplice, efficace, poco invasivo e soprattutto veloce ai fini almeno di una prima discriminazione tra soggetti gravidi e non. In prove di campo l’affidabilità del metodo è risultata particolarmente buona tra il 30° ed il 35° giorno di gravidanza, in cui precisione ed accuratezza delle diagnosi positive formulate per via trans-vaginale semplice risultano particolarmente elevate. Condizioni di ripienezza dell’alvo e/o di discesa dell’utero ipertrofico al di là del pettine del pube, talora hanno, però, suscitato difficoltà diagnostiche o dubbi interpretativi, facilmente dissipabili con una retrazione manuale dell’utero per via trans-rettale verso la cavità pelvica (metodo da noi definito”retto-vaginale”). Analogamente alle diagnosi dubbie anche tutti i giudizi apparentemente negativi all’esame trans-vaginale semplice, prima della loro formalizzazione in una diagnosi definitiva ed ancor più in una prescrizione terapeutica, richiedono sempre un supplemento confermativo d’indagine per via retto-vaginale. Non dimentichiamo, infine, che tutte le diagnosi positive specie se emesse in fasi precoci, richiedono sempre una ri-conferma diagnostica più tardiva (almeno oltre il 35° - 40° giorno), anche a causa dei possibili fenomeni di mortalità embrionale presenti e rilevati anche nella nostra casistica, sia pur senza alcuna apparente correlazione con la metodica applicata.