Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca (D.M.226/2021)
Titolo
I cetacei odontoceti del Miocene Inferiore del Bacino Veneto-Friulano: studio sistematico, caratterizzazione paleoecologica e contestualizzazione paleoambientale
Settore scientifico disciplinare
GEO/01 - PALEONTOLOGIA E PALEOECOLOGIA
Corso di studi
GEOSCIENZE E AMBIENTE
Parole chiave
- Aquitanian
- Aquitaniano
- Arenarie di Belluno
- Arenarie di Libàno
- Bacino Veneto Friulano
- Belluno
- Belluno Sandstones
- Burdigalian
- Burdigaliano
- cetaceans
- cetacei
- Early Miocene
- Feltre
- Libàno Sandstones
- Lower Miocene
- Miocene Inferiore
- odontocetes
- Odontoceti
- Venetian Friulian-Basin
Data inizio appello
13/04/2026
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
13/04/2029
Riassunto (Inglese)
The following work concerns the systematic description and palaeoecological and palaeoenvironmental characterisation of the fossil odontocetes found in the rocks of the Lower Miocene of Veneto, formed by sediments which were deposited in the Venetian-Friulian Basin, between roughly 21 and 19 Ma. In general, the molassic infills of the Venetian-Friulian Basin were deposited since the final age of the Oligocene (Chattian) and nowadays constitute a sedimentary succession of the Oligo-Miocene, exposed in the Belluno Valley (northeastern Italy, Veneto). The sediments deposited during the Oligocene and Miocene were later deformed within the framework of the uplift of the Alps, now forming an asymmetrical syncline. This fold stretches from the Belluno area and the Alpago (northeast) to Feltre (southwest), and the rocks making this structure are informally called “Molassa Bellunese” (=Belluno Molasse), being part of the “Molassa Veneto Friulana”, (including the strata in Friuli and southern to the Bellunes Prealps). Many fossil odontocetes were recovered from the rocks of the Lower Miocene of this sedimentary succession, in particular from the “Arenarie di Belluno” (= Belluno Sandstones), initially and exhaustively described by Giorgio Dal Piaz at the beginning of the 20th century, and later revised by Giorgio Pilleri in the 1980s. Despite the diversity of the assemblage of toothed whales coming from the Belluno area, these fossils lack precise chronostratigraphic dating, due to poor geochronological constraints. This imprecise dating of the odontocetes of the Belluno area discouraged further investigations on the palaeoecological and palaeoenvironmental context of this fauna, other than the rediscussion of the palaeobiological and evolutionary meaning of this association. The finding of new fossils of toothed whales and other marine vertebrates, from a new fossiliferous locality nearby Feltre (southwestern end of the Belluno Valley), made possible the birth of this doctoral project. The new site, named Colle della Croce quarry, represents a more distal portion of the Venetian-Friulian Basin compared to Belluno, thus allowing the dating of the sediments exposed therein (typically marls, eteropic relative to the sandstones of the Belluno area), thanks to biostratigraphic markers (nannoplankton), never found in the sediments associated with the findings from Belluno. After the historical introduction to the issues presented above, the thesis, focused on the systematic description of the new specimens, aimed at highlighting the specimens of two families never recorded from the Belluno area: Kentriodontidae and Squaloziphiidae.
In the first chapter, the first record of the genus Kentriodon from the proto-Mediterranean area is presented, further constituting the oldest record of this genus, unambiguously identified as such taxonomically. Within the second half of the chapter, a new species of Kentriodon is introduced, described on the basis of 10 specimens found in the Chilcatay Formation exposed in the Ica desert (Peru).
In the second chapter, a new genus and species belonging to the family Squaloziphiidae is described. This new taxon is distinguished from other squaloziphiids by a proportionally shorter rostrum, larger teeth and a wider, rectangular vertex, wider than long, and with the anterior margins of nasals converging anteromedially.
In the third chapter, the whole fossil assemblage of the Colle della Croce quarry is described, consisting of representatives of six families and two clades of odontocetes (Squalodontidae, Eurhinodelphinidae, Kentriodontidae, Squaloziphiidae, Dalpiazinidae, Neosqualodontidae, Platanidelphidi and Physeteroidea), divided between two formations, the Libàno Sandstone Formation (uppermost Aquitanian) and the Bolago Marl Formation (basal Burdigalian).
In the fourth chapter, the anatomy of Squalodon peregrinus is described here in detail for the first time, this species being a heterodont odontocete, first found near Belluno and later in Feltre as well, well distinguished from the other members of the family Squalodontidae by the globose proportions of the wider than long neurocranium, the pachyosteosclerosis of the pre and postorbital processes of the frontal and by a rostrum probably proportionally shorter than the other members of the genus Squalodon.
In the fifth chapter, the taphonomic features of the fossils of the Colle della Croce quarry are discussed, along with some peculiar phenomena characterising the preservation of the vertebrate remains of Feltre.
In the sixth and last chapter, the fossil assemblages of odontocetes, found within the sediments of the Lower Miocene, all over the world, are examined, discussing possible affinities and differences of the fossil assemblage of the Lower Miocene of the Venetian-Friulian Basin.
Riassunto (Italiano)
Il seguente lavoro di tesi riguarda la descrizione sistematica e contestualizzazione paleoecologica e paleoambientale degli odontoceti fossili ritrovati nelle rocce del Miocene Inferiore del Veneto, formate da sedimenti deposti nel Bacino Veneto Friulano, tra circa 21 e 19 milioni di anni fa. In generale, i riempimenti molassici del Bacino Veneto-Friulano furono deposti durante l’ultima età dell’Oligocene (Cattiano) e il Miocene, e oggi costituiscono una successione sedimentaria Oligo-Miocenica, affiorante nel vallone bellunese (Italia nordorientale Veneto). I sedimenti depositati nell’Oligocene e Miocene, furono deformati plasticamente nel contesto del sollevamento dell’orogeno alpino, formando oggi una sinclinale asimmetrica. Questa piega si estende dall’area di Belluno e l’Alpago (nordest), fino a Feltre (sudovest), e le rocce da cui è costituita sono informalmente chiamate Molassa Bellunese, parte della Molassa Veneto Friulana (che include strati del Friuli e a sud delle Prealpi bellunesi). Dalle rocce del Miocene Inferiore di questa successione sedimentaria, ed in particolare dalle “Arenarie di Belluno”, furono rinvenuti molti fossili di odontoceti, descritti inizialmente ed esaustivamente da Giorgio Dal Piaz all’inizio del 20esimo secolo, e successivamente revisionati da Giorgio Pilleri negli anni ’80 del secolo scorso. Nonostante la diversità dell’associazione a odontoceti proveniente dall’area di Belluno, essa manca di una precisa datazione cronostratigrafica, avendo un lasso inquadramento geocronologico. L’imprecisione dell’età degli odontoceti del bellunese ha così disincentivato l’approfondimento della contestualizzazione paleoecologica e paleoambientale di questa fauna, oltre alla ridiscussione del significato evolutivo e paleobiologico dell’associazione. Il ritrovamento di nuovi fossili di odontoceti e altri vertebrati marini, da una nuova località fossilifera nei pressi di Feltre (termine sudoccidentale del vallone bellunese), ha reso possibile la nascita di questo progetto di dottorato. Il nuovo sito, chiamato cava del Colle della Croce, rappresenta una porzione più distale del Bacino Veneto-Friulano rispetto a Belluno, e consente dunque la datazione dei sedimenti ivi affioranti (tipicamente marne, eteropiche rispetto alle arenarie del bellunese), grazie a marker biostratigrafici (nannoplankton), mai rinvenuti nei sedimenti associati ai fossili di Belluno.
Dopo una introduzione storica alle problematiche sopra presentate, la tesi, incentrata sulla descrizione sistematica dei nuovi reperti, si è proposta di dare particolare risalto agli esemplari di due famiglie mai rinvenute nell’area di Belluno: Kentriodontidae e Squaloziphiidae.
Nel primo capitolo è presentato il primo record del genere Kentriodon dall’area del proto Mediterraneo, che rappresenta inoltre il più antico record del genere identificato inequivocabilmente così a livello tassonomico. All’interno dello stesso capitolo, è presentata una nuova specie di Kentriodon, descritta sulla base di 10 esemplari rinvenuti nella Formazione Chilcatay del deserto di Ica (Perù).
Nel secondo capitolo viene descritto un nuovo genere e una nuova specie appartenente alla famiglia degli squalozifidi. Questo nuovo taxon è distinto da altri squalozifidi da un rostro proporzionalmente più corto, denti più grandi e un vertice più largo, rettangolare e più largo che lungo, oltre a nasali dal margine anteriore convergente anteromedialmente.
Nel terzo capitolo viene descritta l’intera associazione della cava del Colle della Croce, costituita da rappresentanti di sei famiglie e due cladi di odontoceti (Squalodontidae, Eurhinodelphinidae, Kentriodontidae, Squaloziphiidae, Dalpiazinidae, Neosqualodontidae, Platanidelphidi e Physeteroidea), suddivisi in due formazioni, l’Arenaria di Libàno (Aquitaniano terminale) e la Marna di Bolago (Burdigaliano basale).
Nel quarto capitolo si descrive in dettaglio, per la prima volta, l’anatomia di Squalodon peregrinus, un odontoceto eterodonte trovato per la prima volta nel Bellunese e anche a Feltre, ben distinto dagli altri membri della famiglia Squalodontidae, a causa delle proporzioni globose del neurocranio, più largo che lungo, della pachiosteosclerosi dei processi pre e postorbitali del frontale e da un rostro probabilmente proporzionalmente più corto rispetto ad altri rappresentanti del genere Squalodon.
Nel quinto capitolo si discutono le particolarità tafonomiche dei fossili dela cava del Colle della Croce, e alcuni peculiari fenomeni che caratterizzano la preservazione dei resti di vertebrati di Feltre.
Nel sesto ed ultimo capitolo, sono prese in esame le associazioni fossili a odontoceti, rinvenute nei sedimenti del Miocene Inferiore a livello mondiale, discutendo possibili affinità e differenze dell’associazione faunistica del Miocene Inferiore del Bacino Veneto Friulano.